giovedì 18 agosto 2022

Recensione: Il rosmarino non capisce l'inverno di Matteo Bussola

Casa editrice: Einaudi 

Genere: Narrativa 

Pubblicazione: Giugno 2022

Pagine: 160

Voto:


«A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all’improvviso di aver soffocato la propria?» In pochi come Matteo Bussola sanno raccontare, con tanta delicatezza e profondità, le contraddizioni dei rapporti umani. In pochi sanno cogliere con tale pudore il nostro desiderio e la nostra paura di essere felici. Una donna sola che in tarda età scopre l’amore. Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. Un’anziana che confida alla badante un terribile segreto. Le eroine di questo libro non hanno nulla di eroico, sono persone comuni, potrebbero essere le nostre vicine di casa, le nostre colleghe, nostra sorella, nostra figlia, potremmo essere noi. Fragili e forti, docili e crudeli, inquiete e felici, amano e odiano quasi sempre con tutte sé stesse, perché considerano l’amore l’occasione decisiva. Cadono, come tutti, eppure resistono, come il rosmarino quando sfida il gelo dell’inverno che tenta di abbatterlo, e rinasce in primavera nonostante le cicatrici. Un romanzo in cui si intrecciano storie ordinarie ed eccezionali, che ci toccano, ci interrogano, ci commuovono.

Buongiorno lettori, a inizio agosto ho partecipato ad una readathon, dove come sfida di lettura c’erano vari punti. Uno dei punti “un libro con qualcosa di rosa in copertina” ed ecco che ho visto la copertina di questo libro e mi ha subito attirato. 

Un libro che parla di donne, donne comuni come possiamo esserlo tutte noi. 

Non sapevo bene cosa aspettarmi dalla trama ma devo dire che è stata una lettura semplice, veloce e piacevole. 


Il libro è strutturato in brevi capitoli, ognuno con una storia di una donna diversa. Ogni capitolo sembra una breve storia a sé, ma alla fine capiamo che è tutto collegato. 

Le storie hanno in comune il fatto di essere narrate da donne, le donne sono proprio l’essenza del libro, ed in più hanno in comune il fatto di essere semplici racconti di vita normale. Ammetto che ci sono capitoli che mi hanno emozionata e rapita maggiormente rispetto ad altri, ma quello penso varia anche dalle tematiche descritte in ciascun capitolo. 

Penso che ogni donna possa ritrovarsi in almeno una “storia”, proprio perché narrano la vita semplice, la quotidianità. 


Forse una pecca è che all’inizio non si capisce bene se i capitoli saranno o meno collegati tra di loro e quindi ad inizio lettura sembra di stare leggendo piccole storie ognuna a sé. 

La scrittura l’ho trovata leggere e super scorrevole. 


Non è un libro che rimane addosso, ma lo consiglio comunque per una lettura veloce e leggera con protagoniste tante donne come noi. 






martedì 26 luglio 2022

Recensione: Nel nome della madre di Maria Cristina Grella

Casa Editrice: libromania

Genere: Thriller , giallo

Pubblicazione: Luglio 2022

Pagine: 319

Voto:


È una fredda domenica di dicembre quando il corpo di una giovane donna viene ritrovato seminudo sulla spiaggia di Vietri sul mare. Si chiama Elena Schiano, è stata strangolata e il suo cadavere, avvolto in un vecchio plaid, è ricoperto solo da un dolcevita nero. Il commissario della polizia di Salerno Irene Bruno e la sua squadra iniziano a indagare e non tardano a individuare i collegamenti con altri omicidi irrisolti. Le vittime erano tutte future madri. Prostitute. Elena Schiano aveva un passato difficile e aspettava un figlio. In una città illuminata dallo spettacolo delle “Luci d’artista” e in preda alla frenesia degli acquisti di Natale, la caccia al killer negli ambienti degradati della zona diventa un’ossessione per Irene. Da quando è rimasta vedova, pochi mesi prima, il lavoro è diventato l’unico anestetico per affrontare i fantasmi di una vita: l’ombra del rapporto con la madre, i figli non avuti, i troppi silenzi sulla morte del marito. Un’indagine serrata per il commissario Irene Bruno, aiutata dal vice Andrea Tittarelli – trapiantato da Perugia in un Sud che non conosce e non capisce – e l’ispettrice Amina Najib. Un caso intricato che li costringe a rischiare la vita e a confrontarsi con gli istinti più atavici e oscuri dell’animo umano.


Buongiorno lettori, eccomi a parlarvi di un libro che fin dalla prima volta che ho letto la trama mi ha colpito. Indecisa sul subito se leggerlo o meno (visto che le vittime sono donne incinta) ho deciso di provare a dargli una possibilità e mi è piaciuto. 

Letto nel giro di qualche giorno, è uno di quei libri che non riesci più a posare. 

La prima cosa che ho apprezzato molto è che il libro ingrana subito, si entra diretti nella storia senza troppi incipit. Ci viene subito presentata Irene Bruno, il commissario, insieme alla propria squadra durante il ritrovamento del corpo di Elena Schiano. Dopo il ritrovamento del corpo l’ispettrice Najib metterà al corrente il commissario di altri delitti di donne in gravidanza, prostitute, avvenuti qualche tempo prima con le stesse modalità. Da qui inizierà a presentarsi l’ipotesi di un serial killer e si inizierà ad indagare. Il romanzo è prettamente femminile, abbiamo molti personaggi donne, le vittime in gravidanza e il tema gravidanza legato in qualche modo a Irene. 

La scrittura è molto semplice ma accattivante, ti tiene incollato alle pagine e ti fa venir voglia di scoprire l’assassino. 

Dopo aver preso parte ad un incontro con l’autrice ho appreso che lei nasce come scrittrice Romance e questo tocco si nota nel libro, ma non disturba affatto. Ho infatti apprezzato la storia tra Irene e Andrea, ma ancora di più ho apprezzato la storia personale di Irene. 

Per quanto riguarda i delitti e l'assassino diciamo che la conclusione si vede arrivare, non è stato un vero colpo di scena per quel che mi riguarda. Ho comunque apprezzato perché è una risoluzione molto credibile e coerente con la storia. 

E un libro che consiglio,sia agli amanti del genere, sia a chi ha voglia di approcciarsi a qualcosa di diverso. 


 



mercoledì 6 luglio 2022

Recensione: Palazzo di sangue di June Hur

Casa editrice: DeAgostini

Genere: Narrativa per ragazzi

Pubblicazione: Maggio 2022

Pagine: 319

Voto: 


Essere figlia illegittima nella Corea del 1700 significa non avere futuro. E infatti nessuno scommetterebbe su Hyeon, diciotto anni e una passione per la medicina. Neanche chi l’ha messa al mondo. Eppure, la sua determinazione la porta fino al palazzo del principe, dove trova lavoro come infermiera di corte. Non diventerà mai medico, certo, perché è solo una donna, ma se non farà troppo rumore forse riuscirà a ottenere almeno il rispetto di suo padre. Nel palazzo, però, niente è come sembra. Jeongsu, la sua mentore, la mette in guardia fin da subito: i pettegolezzi possono essere pericolosi. Possono esplodere… In una sola notte vengono assassinate quattro donne, i loro corpi sono rinvenuti nell’ambulatorio di Jeongsu. Nessuno ha visto nulla, ma per la polizia trovare un capro espiatorio tra le donne non è difficile. È Jeongsu la colpevole. E merita la morte. Hyeon è certa che la sua amica non abbia commesso quegli omicidi ed è intenzionata a provarlo. Anche se per farlo potrebbe attirare su di sé il biasimo di tutti. Ricostruire i fatti che hanno portato al massacro, però, è più pericoloso del previsto e nemmeno la strana alleanza che Hyeon stringe con Eojin, giovane ispettore dai modi autoritari e lo sguardo intenso, può proteggere la ragazza dalla rovina. Soprattutto perché… la scia di sangue non accenna ad arrestarsi. June Hur dà vita a un romanzo basato su fatti storici reali, l’inquietante storia di un Jack lo Squartatore coreano.


   
Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro per ragazzi che mi è stato gentilmente inviato dalla DeA. 

Palazzo di sangue  è ambientato nella corea del settecento e vede protagonista una ragazza Hyeon, un'infermiera di corte. Essere una donna coreana nel settecento non era affatto semplice, i propri sogni venivano spezzati ancora prima di poterli esprimere e quindi Hyeon sa che non diventerà mai un medico, ma non vorrà starsene con le mani in mano dopo che la propria mentore verrà accusata ingiustamente di essere responsabile dei quattro cadaveri di donne ritrovati fuori da palazzo. 

Il romanzo l’ho trovato un ottimo libro per ragazzi. Ci troviamo davanti ad un romanzo dalle sfumature thriller, con un pizzico di avventura, coraggio ed amore. 

La storia ruota intorno all’omicidio di queste quattro donne, ma chi sarà il vero assassino?! 

Tutti, anche il principe, sembrano avere qualcosa da nascondere, e così Eojin, giovane ispettore della polizia, indagherà sugli omicidi, con l’aiuto segreto di Hyeon. 

Le ricerche per trovare l’assassino le ho trovate coinvolgenti e mai noiose. Impariamo a conoscere la protagonista e il suo modo di agire. 

Quando vengono descritti omicidi o scene di lotta anche se l’autrice entra nei dettagli non risultano mai pesanti.  


La scrittura del libro l’ho trovata non pesante, leggera, ma vi avverto ci sono all’interno del romanzo tantissimi nomi in coreano. A fine romanzo troviamo anche un glossario con tutti i nomi coreani ed il loro significato. Personalmente non bazzicando molto nella cultura orientale all'inizio ho trovato “insidioso” avere tutte queste parole sconosciute e impronunciabili. Più si procede nella storia, più prendevo dimestichezza con i vari termini. 


Come anticipavo, troviamo anche una storia d’amore che ho apprezzato molto. Non è affatto invasiva, si prende il suo tempo all'interno del romanzo. Ho trovato molto carino il fatto che nella love story si dia molta importanza alla fiducia. I due personaggi devono fidarsi l’un l’altra pur essendosi conosciuti da poco, e con il passare delle pagine diventerà sempre più grande questa fiducia. Trovo che sia un buon modo per approcciarsi ad una storia d’amore in un libro per ragazzi. Non ci si concentra sull’aspetto fisico dei due, ma sul carattere. 

Vengono anche viste le dinamiche famigliari di Hyeon. Il rapporto travagliato con la madre e con il padre e non meno importante viene messo in luce il fatto che gli uomini del tempo avevano più donne, con annessi figli. 


In complesso l’ho trovato un buonissimo libro per ragazzi. Oltretutto questo è l’esordio dell’autrice e come inizio direi proprio niente male! 

Quindi se cercate un romanzo per ragazzi che abbia all’interno un mistero da risolvere ma che non risulti pesante, ecco il libro per voi!



giovedì 23 giugno 2022

Recensione: La Sete di Giovanni Lucchese



Casa Editrice: d editore

Genere: Narrativa, letteratura erotica 

Pagine: 216

Pubblicazione: Novembre 2020

Voto:




Lui è un uomo depresso, stanco, ossessionato da una voglia di sesso che lo porta a collezionare incontri con altri uomini nei quali assume il ruolo di dominatore perverso. Lei è una donna ricca e annoiata che usa il suo disprezzo verso il mondo come un’arma puntata contro ogni persona che incontra. In una Roma cupa e crudele, la loro vita è composta da una serie di giornate anonime, arricchite unicamente dalle angherie quotidiane che i due si divertono a infliggere senza sosta. Le loro storie corrono parallele senza farli mai incontrare. Ma c’è un momento in cui i loro destini si incrociano, a loro insaputa, in modo inesorabile. La morte di un uomo cambierà la loro vita per sempre. La Sete è un’espressione letteraria di rabbia pura, un grido di aiuto, un urlo di terrore in cui vengono esplorati i sentimenti più oscuri e scabrosi dell’animo umano. La sete è un thriller ad alto contenuto erotico nel quale ogni parola viene detta, ogni perversione viene esplorata fino a rivelare quel lato che ognuno di noi cerca disperatamente di nascondere.

Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlarvi di un libro e di una nuova casa editrice che ho scoperto al Salone del libro.

Colpita dalle copertine che ho visto mi sono fermata allo stand e una ragazza ha iniziato a raccontarmi i vari titoli, io ero rimasta subito colpita dalla copertina di questo libro, la sete, e così dopo aver sentito la trama ho deciso di prenderlo. ( non è l’unico libro che ho acquistato allo stand) 


Il libro ha due storie parallele che non sembrano incontrarsi mai, ma che alla fine del libro ci verrà svelato cosa le unisce. I protagonisti non hanno un nome, sono Lui e Lei. Lui, la sua storia, il suo percorso e la sua Sete sono la parte che ho apprezzato di più. Nei punti di vista di Lui siamo trasportati da un atteggiamento ossessivo verso il sesso, la sua Sete è sempre insaziabile e lui non riesce mai a controllare quando lei potrebbe arrivare e così diventa indominabille. 

Lei ha una sete diversa, neanche chiamata così, ma sempre legata al sesso e alle sue perversioni. Una specie di pretty woman, più perversa.  

Puntualizzo subito che questo libro ha alti contenuti erotici, e un linguaggio molto esplicito, dopo vi farò una parte un pò spoiler dove vi spiego meglio. 

Io il libro l’ho divorato. Si fa leggere con un tale trasporto che le pagine scorrono in modo naturale. 


Il libro è particolare, non racconta la storia di un omicidio o di un amore, è molto introspettivo. Racconta la storia di due persone tormentate, la loro malattia, il loro non sapersi trattenere. 

Nel La Sete ci viene mostrato un lato oscuro delle persone, persone che potremmo essere noi, i nostri amici, i nostri vicini. 

Ho apprezzato le scene erotiche, una tensione che sale sempre di più fino ad esaurirsi. 

La scrittura di Lucchese l’ho trovata appropriata al tipo di storia narrata. Non gira intorno alle cose le dice in modo diretto e volgare, e nonostante questo non ho mai trovato il libro pesante. 

Ad inizio lettura non sapevo cosa aspettarmi ma sono rimasta piacevolmente sorpresa. 

Non è un romanzo che parla di riscatto, ma i protagonisti sono consapevoli del loro abisso, di essere ai margini e lo accettano.

Questo è un libro lgbt ma l’ho apprezzato per il suo narrare i rapporti in modo crudo e non stucchevole. 


Ora vi voglio spiegare un po ' meglio cosa intendo per volgarità del libro. Ci sono parecchie scene di sesso, anche violente, dove persone vengono legate o imbavagliate e il tutto senza il minimo di romanticismo. Vi riporto qualche pezzo del romanzo giusto per farvi capire. 


!!!!!!!SPOILER!!!!!!!


Lo tratta sempre da schifo, vorrei sgozzarlo per questo, anche adesso gli grida qualcosa in faccia e gli sputa dietro mentre lo zingaro si avvia sul retro. ….

…. Si è messo a quattro zampe sul tavolo di legno poggiato contro la parete opposta all’ingresso. Ha i pantaloni e le mutande abbassati e si allarga le chiappe con le mani offrendomi la vista di un pasto a cui non potrei mai resistere. …. 

….Dopo avergli spinto la testa in basso tiro fuori il cazzo e glielo affondo senza tanti complimenti, lui lo ricevo come un vero maschio senza fiatare. 

FINE SPOILER


Questo è più o meno tutto lo stile del romanzo, volgare nelle scene di sesso ma anche nelle scene “normali”. 

Detto questo se non vi disturba il linguaggio esplicito è un libro che vi consiglio. 





venerdì 10 giugno 2022

Recensione: Alla 13° ora di Marta Leandra Mandelli

Casa editrice: A Car Edizioni

Genere: Fantasy

Pubblicazione: Settembre 2021

Pagine: 388

Voto: 


Per inaugurare il nuovo anno accademico, l’esclusivo liceo Sforza porta gli studenti in visita a Villa Arconati. Qui, i ragazzi si immergono nelle pieghe del tempo, che ha trasformato il Castellazzo nella splendida villa di delizia alle porte di Milano. Ma un evento eccezionale aspetta solo che commettano un passo falso: alle 13:31 in punto, scocca l’equinozio d’autunno di un anno bisestile, e coincide con una spettacolare eclissi di sole. Il mondo cambia sotto gli occhi di Miranda, la nuova insegnante di Italiano, che si ritrova coinvolta nei segreti e nelle ambizioni di ragazzi che conosce appena. Capirà ben presto che nessuno è come appare e tutti hanno qualcosa da nascondere. Al suo fianco, potrebbe esserci un nuovo amore, e un gruppetto di adolescenti tutt’altro che perfetti. Insieme, dovranno fare i conti con i lati oscuri dello Sforza e con un avversario che rivendica da secoli ciò che Villa Arconati gli ha sottratto.

Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlavi di un libro acquistato al Salone del libro 2022. 

Alla 13° ora è stato uno di quei libri che attirano subito dalla copertina e dopo aver incontrato l’autrice ed essermi fatta catturare dal suo racconto ho deciso di acquistare il libro! (tra l’altro non è l’unico titolo dell’autrice che ho acquistato) 


Questa è una lettura fantasy che però incontra la realtà di villa Arconati che si trova vicino a Milano, una villa aristocratica settecentesca dove il tempo sembra essersi fermato. Questo è sicuramente uno dei motivi per cui mi ha attirato il romanzo. Una storia di fantasia ambientata in una villa settecentesca che esiste realmente, mi hai praticamente già conquistato! Ora veniamo a noi e a cosa racconta il romanzo! 

Ci troviamo nella villa Arconati dove i ragazzi del liceo Sforza, insieme ad alcuni insegnanti, stanno per assistere ad un'eclissi. Tra ragazzi in punizione per una rissa e drammi tra adolescenti iniziamo a conoscere i personaggi, ma alle 13.31 quando l’eclissi è al proprio apice il tempo sembra non scorrere più. Le lancette degli orologi sono ferme, i telefonini non funzionano più e l’eclissi sembra non procedere, ma osservandosi i ragazzi notano anche che i loro corpi sono cambiati, mutati, ed alcuni addirittura sdoppiati. 

Inizieranno a cercarsi, tentare di capire cosa stia succedendo, ma ci sono forze più oscure che cercheranno di abbattere loro e la loro unione. 

Ammetto che all'inizio il  romanzo l’ho trovato un pò confusionario, non capivo bene cosa stesse succedendo, ma una volta ingranata la storia l’ho trovato piacevole ed interessante. 

Il punto focale del racconto sono i personaggi e le loro storie. Più che il mistero in sé dell'eclissi eterna, che resta comunque una parte fondamentale, l’autrice si è concentrata molto sullo sviluppo dei personaggi che ho trovato ottimo, soprattutto in alcuni di loro. 

I personaggi gli ho trovati realistici, con molti punti di forza e con altrettante debolezze. Ho apprezzato molto che l’eclissi metta in risalto “la parte nascosta” di ogni personaggio. 

Penso che l’intento dell’autrice fosse anche far vedere che ognuno di noi ha delle debolezze, ma che possono essere punti di forza in situazioni complicate. 

Lo stile è abbastanza ricercato e diciamo che pur avendo dialoghi semplici tra i personaggi nelle descrizioni riesce a rievocare uno stile più antico. 


Lati negativi del libro, come dicevo l’inizio confusionario ed in certi casi introduzione ai personaggi un pò lunga e inutile al fine della trama. 

Abbiamo anche a che fare con la mitologia, tramite le statue che si trovano nella villa, forse questa parte mi sarebbe piaciuta un pò più approfondita ma comunque l’ho apprezzata. 

Nel complesso il libro mi è piaciuto, l’azione vera e propria arriva nella seconda metà del libro, ma è comunque un libro che si fa leggere molto volentieri. 


Ho adorato alla fine del libro la mappa di interni ed esterni della villa, ed alcune foto reali della villa in cui è ambientato!


Per concludere se vi va di immergervi in un fantasy tutto italiano, innovativo e con una storia un po diversa questo fa sicuramente per voi! 




martedì 31 maggio 2022

Recensione: La ragazza del sole di Lucinda Radley



Casa Editrice: Giunti editore 

Genere: Saga familiare

Pubblicazione: gennaio 2020 

Pagine: 912

Voto: 




Electra d’Aplièse è una delle modelle più famose: bellissima, ricca e desiderata. Ma dietro l’immagine glamour e la fastidiosa attenzione dei paparazzi si cela una donna fragile, che fatica a reggere lo stress e le pressioni di un mondo in cui contano solo le apparenze. Electra è la più giovane delle sorelle e mentre tutte le altre sembrano aver superato la morte del padre e aver trovato la felicità, lei si sente sempre più persa e sola. L’unico modo per andare avanti è anestetizzare il dolore, rifugiandosi in alcol e droghe, specialmente da quando è stata mollata dal suo fidanzato. Ma c’è qualcuno che sta cercando di entrare a far parte della sua vita e tenta di contattarla in tutti i modi; si tratta di Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che dice di essere sua nonna... Grazie ai suoi racconti, Electra scoprirà la storia travagliata della sua famiglia e l’importanza di lottare per coloro che ami. Il sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle vi porterà dai grattacieli di New York alle magnifiche pianure del Kenya degli anni ’40.


Buongiorno lettori, oggi continuiamo a parlare delle sette sorelle, serie che sto amando moltissimo! Siamo quasi giunti alla fine della nostra avventura, infatti sono qui a parlavi del sesto e penultimo libro della serie. 

Per quanto mi riguarda questo è stato il miglir libro della serie. 

La nostra protagonista Electra la sesta sorella, quella di cui sappiamo meno, ma che mi ha conquistato. 

In questo libro si affrontano anche temi importanti quali l’abuso di alcol e droghe, la disintossicazione e anche se verso la fine del libro abbiamo dei bei riferimenti alla disparità di genere tra bianchi e afroamenricani sia in America che in Kenya. 

La storia presente, che vede appunto protagonista Electra, è ambientata in america, mentre la storia passata, quella di Stella, ci fa volare fino in Kenya per poi tornare nella nostra New York.

La storia passata inizia alle porte della seconda guerra mondiale e vede come protagonista Cecily, Dalla sua storia inizierà il viaggio che ci porterà fino a Stella, nonna di Electra. 

Della storia passata ho amato la personalità di Cecily.

Nella storia presente invece sono stata folgorata dalla storia di Electra. i suoi problemi con alcol e droga sono molto evidenti fin da subito, e ho adorato il modo in cui riesce, grazie alle persone a lei care, a capire che era arrivata sull’orlo del precipizio. Una cosa che ho apprezzato molto è stato il percorso di disintossicazione. Ci viene mostrato ogni piccolo passo che compie Electra, accompagnandoci con lei fino alla guarigione. 


Le storie d’amore ci sono anche in questo libro, ma non sono il fulcro come accade per altri volumi della serie. 


non vi svelo molto perchè essendo il penultimo libro di una serie non voglio sbilanciarmi troppo, ma Electra resta una delle sorelle d’Aplièse che ho apprezzato di più.






mercoledì 4 maggio 2022

Recensione: La possessione di Mr Cave di Matt Haig

Casa editrice: Edizioni e/o 

Genere: Narrativa 

Pubblicazione: Febbraio 2022

Pagine: 260

Voto: 






Terence Cave ha già affrontato diverse tragedie nella vita: il suicidio della madre e la morte della moglie nello spaventoso incidente in cui ha perso la vita anche il figlio adolescente, Reuben. La figlia superstite, Bryony, è sempre stata la cocca di casa e Terence quindi si rende conto che il suo dovere è quello di proteggerla dalle forze avverse del mondo, a qualsiasi costo. Ma quando comincia a seguire i movimenti della figlia, prostrata per queste perdite, imponendole una serie di regole molto rigide, il suo amore per Bryony diventa una forza possessiva e distruttiva.


Buongiorno lettori, oggi parliamo di un libro che ho amato! 

Matt Haig è già uno dei miei scrittori preferiti e con questo libro posso solo che confermare il mio amore per questo autore. 

Il romanzo è diverso dai libri che ho letto fino ad ora dell’autore, ha note decisamente cupe e pesanti. (nonostante in tutti i libri di Matt Haig si parli di temi importanti e tosti)  

Il romanzo racconta di Mr Cave, un padre che ha già dovuto affrontare diversi lutti, quello della madre, della moglie e infine quello del figlio Ruben. Il romanzo inizia proprio dalla morte del figlio. Dopo questo tragico incidente Terence inizia ad essere super protettivo con la figlia Bryony, sorella gemella di Ruben. 


Il romanzo è narrato dal punto di vista di Terence, come se stesse scrivendo una lunga lettera alla figlia, spiegando le proprie azioni, i propri pensieri e il proprio punto di vista nelle varie situazioni. 

In questo libro ho sottolineato un sacco di passaggi!! 

All'inizio vediamo un padre molto apprensivo nei confronti della figlia, ma che può essere compreso visto il recente incidente del ragazzo. Più si procede con la lettura più si capisce che quella non è apprensione di un genitore preoccupato, ma vera e propria follia.

Il romanzo ha un tono molto cupo, pesante, sia per le azioni compiute dal protagonista sia per i pensieri di esso.

I temi del libro sono principalmente la morte e la malattia del controllo, della possessione verso la figlia. Non è sempre una lettura facile da affrontare, ma nonostante questo il libro scorre che è una meraviglia e personalmente l'ho divorato in solo tre giorni. 


Ammetto che l'unica pecca e che mi sarebbe piaciuto un commento finale di Bryony, per capire come lei da figlia ha vissuto tutto ciò.  

Non vorrei svelarvi troppo perchè è un libro che va goduto pagina dopo pagina per notare il deteriorarsi di una persona, la follia di un padre che giorno dopo giorno allontanerà la sua unica figlia, il suo unico affetto rimasto. 


Consiglio questo libro a tutti, è davvero coinvolgente, nonostante i toni pesanti.