lunedì 21 ottobre 2019

Recensione: è ora di riaccendere le stelle di Virginie Grimaldi

Casa Editrice: Fabbri Editore
Genere: Narrativa Generale
pubblicazione: Giugno 2019
Pagine: 335
Voto: 


Anna, trentasette anni, è sul punto di soccombere sotto il peso del lavoro e dei debiti e osserva la vita scorrerle davanti come se non le appartenesse. Proprio come le sue figlie, che incrocia ogni giorno solo per il tempo di una frettolosa colazione. Lily, dall'alto dei suoi dodici anni, non nutre grande simpatia per il genere umano: preferisce gli animali, e in particolare il topo che ha adottato e a cui ha messo il nome del padre perché, come ogni ratto che si rispetti, anche lui ha abbandonato la nave. A diciassette anni Chloé ha già detto addio ai propri sogni, e sa che presto dovrà darsi da fare per aiutare la madre. Ma l'atteggiamento da dura è solo una maschera che si scioglie ogni volta che un ragazzo le dimostra un minimo di tenerezza, fosse anche solo per approfittare di lei. II giorno in cui tutto le crolla addosso, Anna sí rende conto di essere sul punto di perdere ciò che ha di più caro al mondo e per cui ha sopportato fatiche e frustrazioni: le sue figlie. Superando paure e attacchi di panico, prende quindi una decisione folle e spericolata: carica le ragazze in camper e parte per un viaggio on the road verso Capo Nord. È l'inizio di un'avventura piena di sorprese esilaranti e incontri commoventi, un corpo a corpo che vedrà madre e figlie scontrarsi sul presente e confrontarsi sui segreti del passato, per poi imparare a conoscersi e ad ascoltarsi. Un'esperienza che le cambierà profondamente, lasciandole senza fiato. Proprio come l'aurora boreale.



Buongiorno lettori, ecco a voi un libro che vi fa viaggiare, sognare e amare la famiglia. È ora di riaccendere le stelle è un romanzo on the road, un genere che amo leggere d’estate. Lo scorso anno mi ero innamorata della storia di Ella e John quest’anno a farmi compagnia per un bel viaggio sono state tre Ragazze; Anna e le sue due figlie Lily e Cholé.
In questo libro la nostra protagonista Anna prende una decisione sicuramente poco verosimile, dopo aver racimolato i soldi che le basterebbero per coprire i suoi debiti e far vivere un periodo di serenità a lei e alle sue figlie, Anna fa una scelta fuori dal comune. Utilizza quei soldi per andare a fare un viaggio con le sue figlie.
All’inizio del libro troviamo una madre perennemente preoccupata di non arrivare a fine mese, stanca molto stressata e che in qualche modo trascura il rapporto con le figlie. Cholè, figlia adolescente, è una ragazza in piena crisi adolescenziale, in quel periodo di odio, ribellione e accettazione di sé stessi, ma al suo fianco non ha una guida, non ha con chi condividere le cose. Infine, abbiamo Lily ragazzina di dodici anni, molto riservata che all’apparenza non si accorge di nulla, ma nasconde più di quanto fa credere. La madre decide appunto di partire insieme alle sue figlie, per rafforzare il loro rapporto, per far conoscere a loro il mondo e il valore delle piccole cose.
Il libro mi è piaciuto, non è sicuramente perfetto, ci sono molti difetti, molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti, ma nel complesso mi ha fatto apprezzare l’amore per la famiglia e soprattutto il legame tra madre e figlia.
Il libro è scritto sotto i tre punti di vista, uno per ognuna di esse. Il punto di vista di Anna ci viene narrato in modo tradizionale, conosciamo i pensieri di Chloè attraverso il proprio blog mentre esploriamo i sentimenti di Lily attraverso il proprio diario segreto. Come sapete se mi conoscete io adoro i libri scritti a punti di vista alterni.
La protagonista che meno mi è piaciuta è stata Lily. Nel libro ci viene detto che ha 12 anni, ma certe volte mi sembrava di leggere un diario di una bambina di otto anni. Fin verso la fine del libro l’ho trovata molto, forse fin troppo bambina. Avrei preferito dei pensieri anche solo leggermente più elaborati, o non proprio da piccola. Invece in Chloè mi sono rispecchiata molto, o meglio la parte adolescente nascosta dentro di me si è rispecchiata molto. Viviamo insieme al lei i turbamenti dell’adolescenza, i primi “amori”, i ragazzi che ti cercano, le stupidità che si fanno, e un atteggiamento più aggressivo verso la madre.
In certi momenti mi faceva anche innervosire, ma presumo che dopo che passi quell’età, dove sembra tutto il mondo contro di te, esternamente la vivi in modo diverso.
Infine, abbiamo Anna, che diciamo fino alla fine mi è piaciuta abbastanza. Una madre che per garantire un’economia alle sue figlie finisce con il trascurarle. Il viaggio è sicuramente una scelta discutibile, ma ci fa riflettere su quanto sia più importate avere i genitori al proprio fianco ogni giorno, piuttosto che vederli poco per farci comprare l’ultimo modello di telefono.
Nella storia veniamo anche a conoscenza del padre delle ragazze, padre poco presente, che pretende di avere decisioni importanti sulle figlie quando per molti anni non ha mai voluto sapere niente.
Ma i veri protagonisti di questa storia sono i paesaggi. Vengono descritti molto bene e pur non amando le zone fredde devo ammettere che ora vorrei anche io andare a fare un viaggio in Norvegia 😉
Un difetto del libro è che passiamo da un momento all’altro senza troppe spiegazioni. Diciamo che non ha una narrazione fluida. Prima magari abbiamo una scena di partenza poi saltiamo ad una scena dove sono già arrivati alla destinazione successiva. Questo, a mio parere, scombussola un po' il lettore in quanto già abbiamo capitoli alterni, quindi descritti in maniera diversa, se aggiungiamo anche un cambio di prospettiva completo può risultare fastidioso.
È un libro leggero, che si fa leggere senza troppe pretese. Non ha sicuramente tanti messaggi così profondi da insegnare, però ci fa viaggiare con la fantasia, attraverso le descrizioni, in posti del nostro pianeta stupendi, ma che non tutti hanno la possibilità di vedere. Ecco la magia di questo libro. 


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