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venerdì 1 febbraio 2019

Audiolibriamoci: La ragazza del treno di Paula Hawkings



Casa Editrice: Piemme
Genere: Thriller
Pubblicazione: 23/06/2015
Ore di ascolto: 9:53:08
Voto: 


La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?


Buongiorno amici lettori! Ebbene si, anche io sono stata stregata dalla magia degli audiolibri! Per me che odio la radio e la televisione sono stati una manna dal cielo! Un fulmine a ciel sereno! Ed è con questa emozione negli occhi che oggi vi parlo di “La ragazza del treno”! Questo libro mi ispirava un sacco fin da quando ne avevo visto il trailer del film al cinema. Ovviamente poi non l’ho mai visto ed è rimasto sconfinato nella mia lunga lista di libri da leggere. Ne ho approfittato quindi per approcciarmi con questo nuovo mondo… risultato? L’ho amato!


Un thriller con i fiocchi che ti lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Ma non solo! Affronta una tematica difficile, come quella dell’alcol, con una sfrontatezza e intensità pazzesca. Ti tocca nel profondo così pesantemente da farti quasi male. La protagonista soffre e questo si percepisce in ogni suo parola, è debole difronte alla sua “malattia”, ma al tempo stesso forte nei suoi modi di agire, di non arrendersi mai. L’ho trovata perfetta per questa storia.


Rachel è una combattente. Combatte contro se stessa per ricordarsi quegli attimi sfuggenti a cui ha assistito un sabato sera, QUEL sabato sera. Attimi che danno il via a tutto. Rachel è la ragazza del treno, ossessionata da quella coppia che vede tutte le mattine dal suo finestrino mentre passa davanti a quella casa, a quella vita perfetta, che tanto vorrebbe avere lei. In un secondo si ritroverà a combattere per scoprire chi e perché ha ucciso Megan, quella ragazza che a vederla così sembra tanto pura e felice.


Un thriller emozionante, con tutti gli attributi al posto giusto! È un crescendo di indizi ed emozioni tutte mischiate insieme, che ti portano alla verità capitolo dopo capitolo. È un libro davvero completo sotto tutti i punti di vista, e lo consiglio assolutamente agli amanti del genere. Inoltre l’audiolibro è stato ben registrato, cosa che ti fa entrare ancora più nel mood. La voce di Rachel è perfetta, ti fa venire i brividi e le lacrime agli occhi. 


Sono altre due le voci presenti in questo audiolibro, quella di Megan, meno perfetta e più distante, e quella di Anna – attuale moglie dell’ex marito di Rachel – troppo fredda, quasi meccanica. Inizialmente non mi piaceva proprio, fortunatamente i suoi interventi erano molto radi, ma con i passere delle ore però ho capito che anche questo piccolo dettaglio era stato perfettamente studiato, e rispecchiava alla grande la personalità di Anna.


Queste sensazioni che ho provato ascoltando il libro non fanno solo che aumentare il suo fascino, sono sicura che se l’avessi veramente letto mi sarebbe piaciuto in egual modo! Insomma se volete provare tutto questo e non sapete cosa ascoltare, è il libro giusto che fa per voi!




martedì 9 ottobre 2018

Recensione: Warcross di Marie Lu


Casa Editrice: Piemme
Pubblicazione: 3 aprile 2018
Genere:  distopico
Pagine: 322
voto:


Per i milioni di persone che si connettono ogni giorno, Warcross non è solo un gioco, è un modo di essere. Per alcuni rappresenta una via di fuga dalla realtà, per altri una fonte di profitto. La giovane hacker Emika Chen sbarca il lunario braccando i giocatori entrati nel giro delle scommesse illegali. Ma l'ambiente dei cacciatori di taglie, oltre a essere pericoloso, è molto competitivo. Sempre al verde, per racimolare una somma di denaro di cui ha urgentemente bisogno, Emika hackera la partita inaugurale del Campionato di Warcross e, senza volerlo, si ritrova dentro il gioco. È certa che il suo errore le costerà l'arresto, e l'ultima cosa che si aspetta è la telefonata del creatore di Warcross, l'affascinante miliardario giapponese Hideo Tanaka, con una proposta impossibile da rifiutare. Un volo per Tokyo ed Emika si ritrova catapultata nel mondo che fino a quel momento aveva solo potuto sognare. Ma presto le sue indagini sveleranno l'esistenza di un oscuro complotto le cui implicazioni vanno ben oltre i confini dell'universo di Warcross.


Buongiorno amici lettori,
Oggi sono qui per parlavi di Warcross di Marie Lu. Libro che ha sostato a lungo nella mia Whislist, ma che ha deluso clamorosamente le mie aspettative.
In questo romanzo ci troviamo in un mondo distopico, dove la tecnologia è alla base della vita quotidiana.
Il romanzo è ambientato principalmente a Tokio, dove vive il creatore del famosissimo Warcros, Hideo. Warcross è una realtà virtuale dove si gioca, ma dove si possono anche recuperare dei soldi, avere identità segrete, ma oltre a questo è anche un mondo dove esistono molti hacker come la nostra Emika. Lei è una giovane hacker molto brava, sa quello che fa, e per vivere cerca di scovare gli scommettitori illegali del gioco.
La trama del libro è molto interessante, ma sviluppata malissimo. Partiamo dai personaggi, non hanno una caratterizzazione e non mi hanno trasmesso alcuna emozione. La protagonista Emika viene descritta come una ragazza molto “cazzuta” ma non ho trovato nessuna sua azione degna di questo “nome”. Ha uno stile molto ribelle ma in sostanza non fa nulla. È la classica protagonista che viene descritta come un mago in quello che fa, ma fosse davvero così brava perché nessuno la mai considerata?!

Non ho apprezzato solitamente il rapporto tra Hideo e Emika. Molto banale, scontato, affrettato. Lui che dopo poco tempo confida a li cose segretissime, ma come non eri una delle persone più ricche e potenti al mondo e quindi la privacy prima di tutto?!
Colpo di scena finale non mi ha lasciato nulla. Non è stato questa grande rivelazione. Io invece volevo capire il ruolo di Ren. Ren è l’unico personaggio degno di essere letto. Compagno di squadra di Emika nasconde un lato oscuro, che sarà molto difficile da scoprire.

Insomma la trama di base mi è piaciuta, ma la storia doveva essere sviluppata in tutt’altro modo.

lunedì 24 settembre 2018

Recensione: La casa di Natasha Preston


Casa Editrice: Piemme
Genere: Thriller
Pubblicazione: 17 luglio 2018
Pagine: 300
Voto:

 

Mackenzie non è molto entusiasta del fine settimana in montagna con i suoi amici. La casa è bellissima, la compagnia però non la convince: dopo tutto quello che è successo con Josh, non ha voglia di rimanere chiusa con lui tra quattro mura, e la presenza di suo fratello, affascinante ma non particolarmente simpatico, non migliora la situazione. Ma al risveglio dopo la prima notte tutti insieme, i peggiori film di Mackenzie sembrano soltanto fiabe per bambini: due suoi amici sono morti, uccisi in un lago di sangue in cucina, e diventa chiaro che tra di loro è nascosto un assassino.
Mentre la polizia porta avanti l'inchiesta, anche Mackenzie inizia a indagare il passato del suo gruppo di amici per scoprire cosa sia davvero successo. L'assassino è ancora libero, ognuno di loro è un sospettato. E forse nessuno è veramente innocente.
Questo libro è stato una profonda delusione. Tutto molto banale e prevedibile.
La protagonista è molto irritante, frustrante, sembra tonta! Non capisce veramente nulla! Fa mille giri di parole, metà delle quali per dire per l’ennesima volta che non capisce e non sa spiegarsi cosa sta succedendo… non che serva, l’abbiamo capito tutti che non capisci niente!
La storia del “tutto quello che è successo con Josh”, citato nella trama e mille volte nel libro, tutto ciò che li ha fatti litigare, il grande segreto inconfessabile… beh nulla di che, una delusione!
Si capisce subito dove andrà a parare la storia, non solo alla fine ma anche durante la lettura, tutto davvero molto prevedibile.


Lei ha la classica aria da ingenua, ma molto più stupida di quel che dovrebbe. Il colmo è quando dopo 10 pagine con la polizia che dice che hanno bisogno di verificare se son stati drogati, lei sbalordita e sconvolta dice “Ah ma dovete proprio farci gli esami del sangue?” Nooo ma va mica serve l’analisi del sangue per capire se ti hanno drogata.  E poi va nel panico perché ha paura degli aghi e non vuole fare il prelievo. Aghi?! Hanno appena accoltellato e dissanguato due dei tuoi più cari amici e tu fai la lagna per un ago? Ridicolo e come molto altre scene messe li, secondo me, apposta per tirare lunga una storia inconsistente che se lasciata a se stessa sarebbe finita dopo 20 pagine. C’è il solito mix di drammi adolescenziali che potrebbero dare un po’ di tono alla storia ma in realtà per come sono trattati superficialmente la rendono solo più banale.
Lei poi non si fida della polizia, ma dei suoi amici tra cui lo dicono subito c’è sicuramente il killer ovviamente ha una fiducia totale e incondizionata. Tra l’altro faccio notare che la trama stessa dice “diventa chiaro che tra di loro è nascosto un assassino” ma lei passa metà del libro a dire che non ci crede, che è sicurissima dell’innocenza dei suoi amici  e dev’esser stato qualcuno dall’esterno. Non importa quante volte amici e polizia le fanno notare che è impossibile lei continua a dirlo, una noia!
Quindi decide di giocare a far da detective e ovviamente non riconosce la verità nemmeno se gliela sbattono in faccia. Non so nemmeno quante volte ha detto “Non capisco, cosa sta succedendo?” te lo spiego io cara Kenz, succede che forse finalmente il libro è finito! Mi dispiace perché posso solo immaginare quanto lavoro ci sia dietro alla stesura di un libro, ma davvero il mondo sentiva il bisogno di una nuova piccola detective fai da te?
Solo su una cosa non posso che essere d’accordo con te, Kenz, “questa indagine dev’essere una delle peggiori di tutti i tempi” ecco brava per una volta ne hai detta una giusta!

martedì 7 agosto 2018

Recensione: Friend request di Laura Marshall


Casa editrice: Piemme
Genere: Thriller
Pubblicazione: 17 luglio 2018
Pagine: 340
Voto:

"Il mio nome è Louise Williams e oggi ho ricevuto un messaggio diverso dagli altri. «Maria Weston vuole stringere amicizia con te.» Forse è stato proprio questo il problema, fin dall'inizio. Maria Weston voleva diventare mia amica, e io l'ho delusa. Maria Weston vuole stringere amicizia con me. Ma Maria Weston è morta più di venticinque anni fa.
Dopo aver ricevuto la richiesta di amicizia niente meno che da una compagna del liceo morta, Louise riceve anche l’invito per la rimpatriata della sua classe del liceo appunto…in un attimo si fa trascinare dai ricordi ed è di nuovo la ragazza impacciata di un tempo, timorosa di non essere accettata dagli altri, di venir esclusa ed isolata. Tutti i sentimenti assopiti ma mai dimenticati tornano subito a galla e la mandano nel panico. Ora però Louise ha una carriera, un figlio, degli amici, insomma ha una bella vita nonostante il divorzio… che senso ha ripiombare nel panico più totale solo perché riaffiora qualche ricordo del liceo? Cioè… ha appena ricevuto una richiesta di amicizia su facebook da una ragazza che sai essere morta e la tua preoccupazione principale è che devi rivedere i vecchi compagni? Sono passati 27 anni è molto poco credibile una reazione di questo tipo, troppo forzata.
Una nota positiva di questo libro è che fa riflettere sul tema del bullismo nelle scuole, su quelle strane dinamiche che al liceo sembrano importantissime e che poi ripensandoci da adulti ci si rende conto di quanto in realtà fossero assurde e irrilevanti! Il problema è che in questo libro tutto viene portato all’estremo e la storia risulta ripetitiva e tirata troppo per le lunghe. Sul serio, a parte lamentarsi ed andare nel panico ogni 5 pagine non succede granché. Il libro sembra essere molto più lungo di quello che è, nono finisce più e essendo molto ripetitivo stanca presto. La storia si trascina, si continua a leggere delle stesse paranoie adolescenziali di tutti i protagonisti.
Una frase che val la pena di tenere in considerazione è “E’ incredibile fino a che punto le persone arrivino a mettere tutto sui social” oggi tutto sembra essere materiale da condivisione, tutto è sotto gli occhi di tutti e nulla è più davvero privato… ma questo è un punto di vista mio personale che esula dalla trama del libro.
Credo che sia vero che le ferite dell’adolescenza rimangano dentro di noi per sempre, contribuiscono a farci crescere, a formare il carattere e a farci diventare quello che siamo. Però è questo il punto, no? contribuiscono a farci crescere ma a un certo punto cresciamo! Ora, tralasciando il motivo principale per cui lei è tanto angosciata per la morte di Maria, comunque è inverosimile che tutti vadano nel panico appena si nomini il liceo! E è cosi per tutti i personaggi, anche quelli che non avevano avuto molto a che fare con Maria. Persone ormai fatte e cresciute che solo a sentir nominare il liceo si riducono a esserini piagnucolanti piani di paranoie. La protagonista poi non fa altro che piangersi addosso, si fa trascinare dagli eventi, completamente inerme, sa solo piangersi addosso. E’ tutto un “Oh qualcuno mi segue! Oh nessuno mi vuole! Oh al liceo mi trattavano tutte male! Oh la mia amica morta mi scrive su facebook” … ma dai siamo seri e questo sarebbe un thriller??
E poi diciamocelo, chiunque avrebbe pensato semplicemente ad uno scherzo di cattivo gusto, avrebbe cancellato la richiesta di amicizia ridendoci su o arrabbiandosi, e ci saremmo risparmiati (volentieri) questo libro!