Visualizzazione post con etichetta Garzanti libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Garzanti libri. Mostra tutti i post

martedì 12 febbraio 2019

Audiolibriamoci: Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman



Casa editrice: Garzanti
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 17 maggio 2018
Ore di ascolto: 10:12
Voto: 


Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.


ASCOLTATE o LEGGETE questo libro! Ebbene si, apro questa recensione con una pseudo minaccia nei vostri confronti! 😆  Inutile dirvi che ho adorato questo audiolibro! Mi ha fatto ridere, piangere, arrabbiare e gioire con la protagonista… e soprattutto non mi ha mai, mai, mai fatta annoiare! Ho ascoltato ogni parola con un incredibile interesse e non volevo quasi che finisse…


Merito forse della voce narrante, così intensa e vera da togliere il fiato! Racconta la vita e la storia di Eleanor in prima persona, ma non solo! La narratrice è stata bravissima ad entrare nella parte di questa stramba ragazza – un po’ sola, un po’ folle e un po’ intrigante – ma soprattutto è stata bravissima a renderla VERA. Mi sembrava proprio che fosse seduta li accanto a me a raccontarmi tutti gli episodi, con tanto di cambi di intonazione e vocine varie allegate. Assolutamente punto forte di questo ascolto, che ti cattura e ti fa sorridere.


Eleanor è una ragazza schietta, fedele a se stessa, che non bada a ciò che gli altri dicono o pensano di lei e del mondo, ed è forse questo che la rende tanto sola e strana. Ma lei sorride, sempre e comunque! Per questo l’ho amata fin da subito. Racconta la sua vita così semplice e umile che è quasi straziante alla fine scoprire tutta la verità che per anni si è tenuta dentro.

<<Suppongo che una delle ragioni per cui siamo in grado di continuare a esistere nell’arco di tempo assegnatoci in questa valle verde e azzurra di lacrime è che, per quanto remota possa sembrare, c’è sempre la possibilità di un cambiamento.>>


Sicuramente non è una storia troppo cruda o che racconta “chissà che”, ma è tutto il contesto ad essere forte e avvincente, tutto il “teatrino” che l’autrice ha messo in atto e come l’ha raccontato. Unico.
Resilienza, forza, vittorie, sconfitte, dolore, felicità, speranza, cambiamenti. Tutte queste cose le potete certamente ritrovare in questo romanzo da una anima così forte da rimanere per  mesi in vetta alle classifiche.


Riflettendoci ad ascolto finito, con la mente “fresca” una volta passate tutte le emozioni, mi sono domandata se avrei provato le stesse cose sfogliandone e leggendone le pagine. La risposta? Non lo so! Inizialmente avrei detto di si, ma ammetto che la voce narrante ha avuto per me un ruolo fondamentale nella valutazione finale. Quindi non lo affermo a voce troppo alta ecco.
Voi l’avete letto invece? Nel caso fatemi sapere le vostre impressioni, magari potrebbero aiutarmi a schiarirmi le idee. 😘




mercoledì 6 giugno 2018

Recensione: Tutta la vita che vuoi di Enrico Galiano


Casa editrice: Garzanti Libri
Pubblicazione: 19 aprile 2018
Genere: Narrativa
Pagine: 416
Voto:
 



Tre ragazzi. Ventiquattr’ore. Una macchina rubata. Una fuga. Una promessa. Perché ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. Così intensi da sembrare infiniti. È un susseguirsi di quei momenti che Filippo Maria vive il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere a tono al professore di fisica che lo umilia da sempre. Appena fuggito da scuola vuole solo raggiungere Giorgio, il suo migliore amico che, immobile di fronte a una chiesa, si chiede perché non sia ancora riuscito a piangere al funerale del fratello. Poco dopo incontrano una ragazza che corre a perdifiato: è Clo. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di vivere e di cambiare che hanno dentro è palpabile, impressa nei loro volti. Si scambiano una promessa: ognuno di loro farà quell’unica fondamentale cosa che, di lì a vent’anni, si pentirebbe di non aver fatto. Anzi, lo faranno insieme: Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa li renderebbe felici. Lei ne ha uno zaino pieno, di motivi per cui vale la pena vivere: le nuvole quando sembrano panna o l’odore della carta di un libro... Ora spetta a Giorgio e Filippo trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse, senza dubbi, senza incertezze. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Clo non riesce a condividere con loro la sua più grande speranza per il futuro. Perché a diciassette anni è difficile lasciarsi guardare dentro e credere che esista qualcuno pronto ad ascoltare i segreti che non siamo pronti a rivelare. Per farlo non bisogna temere che la felicità arrivi per davvero e afferrarla.




75. Leggere a qualcuno che ti ascolta con attenzione un pezzo di un libro che ti ha colpita.


Caro Enrico Galiano… ma mi spieghi come fai? Come fai ad arrivare così dritto al cuore con poche e semplici parole? Che poi tanto semplici non lo sono nemmeno… come fai a regalare emozioni così talmente uniche da lasciare un vuoto dentro? Come fai a far sbocciare un sorriso che una banale frase? Me lo sai spiegare?


Caro Enrico Galiano, hai scritto due libri, uno più bello dell’altro, con storie all’apparenza semplici ma che dietro nascondono significati enormi. E hai fatto proprio centro, anche questa volta.


Caro Enrico Galiano non ho dubbi sul fatto che tu sia un grande scrittore, nato per comunicare qualcosa alle persone. Come non ho subbi sul fatto che dopo questa ulteriore conferma tu sia il mio attuale autore preferito.


Amici lettori, spero di trovare le parole adatte per descrivervi questo capolavoro. Spero di trasmettervi almeno in parte le emozioni che ho provato. Spero di convincervi che vale la pena di leggere questo libro.
Enrico Galiano aveva affascinato tutti con il suo romanzo d’esordio, un romanzo d’amore. Con questo libro l’autore ci dimostra che “amare” non è soltanto quel sentimento fra due amanti, amare è molto di più. È un’amicizia che dura da anni, ma anche una appena nata. Amare è stare bene con sé stessi e con chi non ti aspettavi. Amare è coraggio ma anche paura.


Tutta la vita che vuoi è la storia di un giorno di primavera. Il 18 aprile 2015. Un giorno in cui tre ragazzi si incontrano e cambiano letteralmente le loro vite. Clo, Giorgio e Filippo Maria. Diversi eppure così uguali. Giorgio e Filippo si conoscono giù da tempo, mentre Clo arriva all’improvviso travolgendoli completamente.
Ho amato Clo. È una ragazza piena di energia che non si lascia intimorire da niente e nessuno. Una ragazza che quando vede qualcosa di bello se lo segna per non dimenticarselo, perché “un solo attimo può contenere tutta la forza dell’infinito”. Così li segna su dei foglietti numerati, che ogni tanto quando è triste rilegge.



Ma in realtà ho amato tutti e tre questi protagonisti, raccontati così bene dalle parole di Enrico da renderli veri. tre protagonisti che il 18 aprile del 2015 si scontrano mentre sono intenti a scappare.
Clo scappa da una rapina appena commessa.
Giorgio scappa dal funerale di suo fratello.
E Filippo Maria scappa da quella scuola che lo rende così insicuro.
Si incontrano e niente sarà più come prima.


Insieme decidono che quel giorno, faranno quella cosa per cui tra 20 anni non potranno pentirsi di non aver fatto. Quella cosa più importante di tutte le altre.
Il libro quindi si sviluppa tutto intorno a questa decisione, narrando gli avvenimenti del 18 aprile. E naturalmente succederà davvero di tutto…


L’ho letto tutto d’un fiato e non vedevo l’ora di sapere che fine avrebbero fatto quei tre ragazzi. Sono rimasta però abbastanza insoddisfatta del finale, e sto ancora decidendo se sia stata una giusta fine la loro. Penso che l’idea dell’autore sia stata quella di lasciarsi la “una porta aperta” per il futuro. Infatti questo libro potrebbe avere benissimo un seguito, oppure rimanere lì in quel limbo di mistero e bellezza che circonda le ultime parole dell’autore. Da una parte mi piace il fatto di potermi immaginare quello che voglio, ma dall’altra parte sento che questa bellissima storia è rimasta un po’ incompleta.


Mi ha entusiasmata anche la lettera posta alla fine del libro, che lo stesso Enrico Galiano scrive proprio alla sua protagonista Clo, davvero molto intensa e toccante.


Enrico Galiano colpisce ancora! Un’amicizia che sa di amore e ti lascia il segno dentro. Come un arcobaleno dopo la tempesta.
E consiglio a tutti la lettura, perché proprio in quei momenti in cui ero immersa nelle sue pagine, per attimo, anche se per finta, smetteva di piovere.
                                                                 
                                                  

mercoledì 9 maggio 2018

Recensione: Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano


Casa editrice: Garzanti Libri
Pubblicazione: 18 aprile 2017
Genere: Narrativa
Pagine: 381
Voto:

 Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un'estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l'appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall'ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l'amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.

Perché i libri più belli sono sempre quelli che ti fanno piangere? Quelli che ti lasciano un vuoto dentro che sei sicura non potrà mai essere colmato da un altro libro? Quelli che neanche a farlo apposta, li leggi tutti d’un fiato, e poi arrivi alla fine e te ne penti perché dovevi assaporarteli di più? Quelli che rileggeresti milioni di volte?
Ci sono e ci saranno sempre “quei libri”. Per fortuna. E quando arrivano pensi sempre che non potrai mai più leggere “un libro così”, ma puntualmente arriva sempre, quando meno te lo aspetti.


Si miei cari lettori, oggi il libro di cui vi parlo, è proprio uno di “quei libri”.
“Eppure cadiamo felici” di Enrico Galiano. Non so nemmeno bene da dove iniziare, perché questo libro mi ha lasciato dentro tante emozioni diverse, tutte troppo grandi per essere raccontate semplicemente. Perché le parole, in questi casi, non saranno mai abbastanza.
Questo è un libro pieno di frasi da sottolineare, anzi intere pagine da copiare a caratteri cubitali e incollare ovunque, perché la gente dovrebbe ricevere più spesso insegnamenti del genere. Enrico Giordano è un professore, e con questo libro mi sono sentita anche io un po’ sua alunna.


La protagonista è Gioia Spada, per gli amici Maiunagioia. Ho apprezzato tantissimo questa sottile ironia, che è davvero azzeccata. Perché Gioia non riflette per nulla il significato del suo nome. Gioia è un’incompresa, una ragazza che tutti preferiscono evitare solo perché decide di essere sé stessa e non una brutta copia che forse potrebbe piacere a qualche suo coetaneo senza cervello. Gioia è strana, colleziona parole di lingue straniere intraducibili, con significati che richiederebbero pagine per essere spiegati. Gioia non ha amici, ma ha un’unica amica, quella perfetta che tutti sognano di avere. Tonia, la sua amica immaginaria.
Leggere di Gioia è un po’ come guardarsi dentro e riflettere sulla propria vita. Come farsi un continuo esame di coscienza e non passarlo mai.


Gioia è così, e non l’è mai fregato nulla di piacere agli altri, lei si va bene così. Fino a quando non incontra Lo, Articolo Determinativo come lo chiama lei, e tutta la sua vita cambia. Lo è quel ragazzo che ti fa svegliare la mattina con il sorriso. Quel ragazzo che accende la luce quando è buio, e che ti apre gli occhi davanti al mondo. Lo è quello che ti fa pettinare e truccare bene, quello che ti fa sognare cose che non avresti mai immaginato.

Fino a questo punto il libro mi stava piacendo molto, soprattutto lo stile di scrittura dell’autore, che ti fa amare ogni singola parola. Ma poi ho iniziato ad avere paura. Paura che la storia diventasse banale e noiosa, la solita storiella di due ragazzi che si rincorrono per stare insieme, che cercano il loro “e vissero per sempre felici e contenti”. Per fortuna si è rivelata una paura insensata.


Lo e Gioia si conosco e si amano quasi sin dal primo momento, ma l’amore non è mai solo rose e fiori, l’amore non vuol dire solo amare. Lo scompare e a Gioia cade il mondo addosso. Perché quando vivi convinta che il mondo sia in bianco e nero vivi serena e tranquilla, ma quando scopri che esistono i colori, tornare ad essere ciechi fa più male di qualsiasi altra cosa. E Gioia torna cieca, soprattutto perché Lo scompare senza una parola, scompare portandosi dietro segreti che nessuno sembra in grado di risolvere.


Gioia inizia a domandarsi se non sia diventata pazza. Se oltre a Tonia non si sia immaginata anche Lo, nonostante tutto sembrasse così vero, così forte e travolgente.
Vi lascio scoprire come finisce questa fantastica storia, che è assolutamente unica e inimmaginabile. Che vi farà impazzire come Gioia.
Il finale lascia davvero con le lacrime agli occhi e il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Proprio come piace a me. Un’altra cosa che ho apprezzato un sacco è la lista finale delle parole intraducibili di Gioia, devo dire che ero veramente troppo curiosa, e l’autore mi ha accontentata!!


Ho letto questo libro in ebook, ma vi confesso che appena finito ho ordinato la versione cartacea. “Quei libri” vanno conservati gelosamente, sfogliati nei momenti difficili e messi in prima linea nella libreria.
“Quei libri” sono questo libro.



giovedì 29 marzo 2018

Recensione: U4 - Koridwen di Yves Grevet


Casa editrice: Garzanti Libri
Genere: fantascienza
Pubblicazione: 1 marzo 2018
Pagine: 400
Voto: 

Il mondo è popolato solo da adolescenti che hanno tra 15 e 18 anni: gli unici sopravvissuti al virus U4. Koridwen vive in una fattoria isolata in Bretagna dove, da sola, prova a rimettere in piedi la propria vita. Fino al giorno in cui tutto cambia. Fino al giorno in cui scopre di essere la prescelta per fermare il virus nella sua corsa mortale. Koridwen non capisce perché abbiano scelto proprio a lei, ma non può non rispondere al misterioso appello che ha ricevuto da Khronos, il game master di Warriors of Time, il videogioco online di cui era appassionata prima della catastrofe: deve trovarsi il 24 dicembre a mezzanotte sotto l’orologio più antico di Parigi. Spetta a lei salvare il mondo.
Koridwen ha paura, eppure sa che c’è una sola cosa che può darle la forza di affrontare il suo destino: la lettera che la nonna le ha lasciato e che le rivelerà il segreto che si nasconde nel suo nome. Quello che trova arrivata nella capitale francese è una realtà totalmente nel caos: il cibo scarseggia, le comunicazioni sono impossibili, non c’è elettricità e i monumenti più importanti della città sono stati presi d’assalto. Koridwen deve fare di tutto per proteggere la sua vita e raggiungere il luogo dell’appuntamento. Ma non è sola. Con lei altri tre ragazzi, altri tre prescelti: Jules che ha tra le mani segreti che non può svelare; Stéphane, convinta che il padre medico non sia morto; e Yannis, assetato di vendetta per la morte della sorellina. Insieme sono l’unica speranza di salvezza per l’umanità. Non c’è tempo per la paura, i dubbi, le incertezze: anche se sono solo quattro ragazzi devono sfoderare il loro coraggio e tutte le loro risorse. Perché nessuno sa cosa li aspetta. Nessuno sa cosa dovranno affrontare. Nessuno sa perché è toccato proprio a loro. L’unica cosa sicura è che il futuro è nelle loro mani.


Buongiorno cari lettori, mi faccio subito riconoscere, sono Sara la cattiva del gruppo. Sarà che ho sempre delle aspettative troppo alte, o che ho dei gusti un po’ difficili, ma sono pochi i libri che mi colpiscono veramente. Questo non rientra in quei pochi…
U4 è un libro distopico, il primo di 4 volumi, serie che ha spopolato in Francia. Presa da questa linea euforica mi sono precipitata in libreria. Peccato.

La trama era assolutamente meritevole di attenzione, il mondo è in preda ad un epidemia mai vista prima. Un virus, U4, ha attaccato la popolazione, i sopravvissuti sono solo ragazzi, tra i 15 e i 18 anni, il caos regna sovrano. La protagonista è Koridwen, una giovane ragazza che vive nelle campagne della Bretagna, destinata ad affrontare un lungo viaggio, che la porterà fino a Parigi, alla scoperta di strani segreti.

I personaggi non sono ben definiti, la protagonista pecca di personalità, si affida al caso e spera che vada tutto secondo un’antica filastrocca che le ripeteva sempre la nonna, mmamma…
Da qui ho iniziato a storcere il naso… ve la faccio breve… a quanto pare Koridwen è destinata a salvare il mondo, tornando indietro nel tempo e sconfiggendo il virus U4. Ma non come suggerito dal game master di WOT, videogioco su cui Koridwen passava intere giornate, insieme agli altri giocatori, ma da sola per via una qualche leggenda legata al suo nome….
…..
…….
……
E io che m aspettavo un bel distopico, pieno d’azione, conflitti e colpi di scena…mi sono ritrovata invece a leggere episodi buttati li a caso, senza una linea logica e privi di qualsiasi sentimento. Già una che al pensiero di salutare i suoi nuovi amici, forse per sempre, l’unica cosa che gli viene in mente è lasciargli i propri preservativi, non spicca certo di intelligenza…

La storia è raccontata quasi come se fosse un diario, un conto alla rovescia fino al 25 Dicembre, presunta data in cui i giocatori di WOT dovrebbero incontrarsi a Parigi per salvare il mondo. 

Koridwen, dopo un iniziale momento in cui pensa di togliersi la vita ogni giorno che passa, afflitta dalla devastazione del virus, decide di partire per Parigi, portandosi dietro suo cugino Max.
Ho apprezzato il personaggio di Max, un ragazzo che viveva in un istituito psichiatrico per via dei suoi ritardi mentali. È sicuramente un personaggio singolare che di certo non tutti sceglierebbero come compagno di viaggio. Anche questo però è stato poco caratterizzato come il resto dei suoi amici.



Il lettore assisterà quindi al trascorrere dei giorni, che una volta arrivati a Parigi toccheranno l’apice dell’inimmaginabile.. qui Max e Kori incontreranno altri protagonisti, e saranno costretti a scegliere bene i propri amici, vivendo nell’ombra e disposti ad affrontare di tutto per la loro salvezza.

Come dicevo prima molti episodi sono buttati un po’ li...giusto perché l’idea iniziale era seguire questa antica filastrocca, che cantava una serie di numeri, in cui accadevano cose diverse.. l’autore doveva quindi inventarsi qualcosa per non interrompere questa serie, e insomma tutto andava bene… anche far uccidere persone a caso a Kori, quasi come se fosse posseduta da un demone…


Inoltre anche il finale  mi ha lasciato molto perplessa, dopo tutta sta fatica almeno un po’ di soddisfazione di scoprire quello che sarebbe successo dopo il 25 dicembre l’autore poteva darcela. E invece no ti lascia cli con un non finale, affrettato e insensato, che in teoria dovrebbe lasciarti la voglia di correre a leggere gli altri 3 volumi della serie. Grazie, ma no. Anche perché da quanto sono riuscita a capire gli altri 3 libri parlano della vita di altri protagonisti che Koridwen incontra a Parigi, quindi boh, non vedo come questo possa centrare con questa storia lasciata incompleta.


In conclusione, non leggerò sicuramente il seguito, bocciato. Voi l’avete letto? Vi prego ditemi che non sono l’unica pazza a cui non è piaciuto.