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martedì 30 maggio 2023

Recensione: Stati di Desiderio di Marilena Votta

Casa editrice: D Editore 
Genere: Narrativa contemporanea 

Pagine: 250 

Pubblicazione: giugno 2021

Voto:


Daniella è una ragazza italo-giamaicana di sedici anni, vive in un paesino a metà strada tra Roma e Perugia e ha un rapporto complicato con i propri genitori. Da una parte la rabbia verso il padre, Dylan, sempre in corsa verso i propri desideri; dall’altra l’aperta ostilità con la madre, Linda, troppo dipendente dall’amore verso suo padre. Oltre al colore della pelle, Daniella ha poi ricevuto dal padre un dono difficile da gestire: la capacità di vedere il futuro delle persone e di percepirne i desideri più profondi.



Buongiorno lettori, 

oggi vi parlo di Stati di Desiderio secondo libro che leggo di questa casa editrice. 

Nonostante sia stato fermo sui miei scaffali per un anno, prima di andare all’edizione di quest'anno del SalTo ho deciso di leggerlo, ed ho fatto benissimo!!

Testo super approvato e sempre più contenta di aver conosciuto questa Casa Editrice che pubblica libri un pò diversi. 


La storia di Daniella racconta i tormenti, le paure, le difficoltà di una ragazza di sedici anni che si sente ed in qualche modo è diversa. 

Il libro trovo che possa essere letto in chiavi di lettura diverse a seconda dell’età in cui viene letto. Sicuramente a sedici anni avrei pensato altre cose, pensieri quasi opposti a quelli che ho ora .

La nostra protagonista è diversa dagli altri per il dono che ha, di poter percepire il futuro e i desidere delle altre persone. Più le persone  sono legate a lei, più è intensa questa cosa.

 La cosa che però ho percepito è che lei si sente diversa dai suoi amici e conoscenti non per questo dono estremamente raro, ma per il colore della sua pelle. Una ragazza che in Italia viene vista mezza nera, ma che se andasse con suo padre in Giamaica verrebbe vista male perchè mezza bianca. 

 Questo punto mi è piaciuto molto perché sottolinea il fatto che non c’entra il colore della pella,da un'altra parte saresti comunque diverso. 


Il rapporto con suo padre mi è piaciuto  molto. Viene narrato come un rapporto di complicità, di fiducia, ma quando Dylan scopre la relazione segreta di Danielle e la incoraggia, la asseconda, lei si arrabbia perché un vero padre non farebbe così, un vero padre le direbbe di smettere. Questa parte della storia fa capire molto bene che nonostante il dialogo tra i due, lei vorrebbe poter essere figlia e non alla pari del padre. 

Il rapporto con la madre invece è molto complesso. Linda è completamente dipendente da Dylan e quando quest’ultimo va via lei cade in uno stato molto depressivo in cui la figlia è costretta a fare da madre. 

All’inizio non capivo la scelta dell’autrice di far chiamare a una ragazzina i genitori per nome, ma andando avanti con la lettura ho interpretato la cosa come una proiezione della ragazza. Daniella vede in suo padre Dylan un padre assente, ma anche un confidente, in sua madre, Linda, una persona da aiutare a sopravvivere, una madre che non riesce a prendersi cura di sé. 


Parte importante del libro la relazione tra Daniella e Mauro. Personalmente ho un debole per le storie con molto differenza di età quindi con me si va sul facile con questa tematica. 

Ammetto che mi aspettavo un finale diverso, ma la loro storia è sbagliata. Prima e cosa più importante Mauro è sposato. Lui è troppo immerso nel suo mondo “adulto” fatto di obblighi e doveri e non riuscirà a domare queste cose per poter essere felice con Dani. 

Come dicevo prima se la me sedicenne ha una visione diversa. Troverebbe giusta la relazione in qualche modo e facendo il tifo per Daniella spererebbe in un lieto fine. 


Mi è piaciuto anche come viene descritta la prima volta e le seccessive scene di sesso. Ho anche apprezzato la visione di sedicenni che fumano, bevono e pensano al sesso. Ormai a sedici anni i ragazzi sperimentano molto e trovo sbagliato come in molti romanzi li si dipinga ancora “puri”.


In conclusione è un romanzo che consiglio a tutti. Ci sono tematiche interessanti, importanti che però non diventano mai troppo pesanti da leggere. 

Il diverso, la voglia di trovare e conoscere se stessi, la voglia di scappare che è presente in noi sia a sedici che a trent’anni.  




mercoledì 6 luglio 2022

Recensione: Palazzo di sangue di June Hur

Casa editrice: DeAgostini

Genere: Narrativa per ragazzi

Pubblicazione: Maggio 2022

Pagine: 319

Voto: 


Essere figlia illegittima nella Corea del 1700 significa non avere futuro. E infatti nessuno scommetterebbe su Hyeon, diciotto anni e una passione per la medicina. Neanche chi l’ha messa al mondo. Eppure, la sua determinazione la porta fino al palazzo del principe, dove trova lavoro come infermiera di corte. Non diventerà mai medico, certo, perché è solo una donna, ma se non farà troppo rumore forse riuscirà a ottenere almeno il rispetto di suo padre. Nel palazzo, però, niente è come sembra. Jeongsu, la sua mentore, la mette in guardia fin da subito: i pettegolezzi possono essere pericolosi. Possono esplodere… In una sola notte vengono assassinate quattro donne, i loro corpi sono rinvenuti nell’ambulatorio di Jeongsu. Nessuno ha visto nulla, ma per la polizia trovare un capro espiatorio tra le donne non è difficile. È Jeongsu la colpevole. E merita la morte. Hyeon è certa che la sua amica non abbia commesso quegli omicidi ed è intenzionata a provarlo. Anche se per farlo potrebbe attirare su di sé il biasimo di tutti. Ricostruire i fatti che hanno portato al massacro, però, è più pericoloso del previsto e nemmeno la strana alleanza che Hyeon stringe con Eojin, giovane ispettore dai modi autoritari e lo sguardo intenso, può proteggere la ragazza dalla rovina. Soprattutto perché… la scia di sangue non accenna ad arrestarsi. June Hur dà vita a un romanzo basato su fatti storici reali, l’inquietante storia di un Jack lo Squartatore coreano.


   
Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro per ragazzi che mi è stato gentilmente inviato dalla DeA. 

Palazzo di sangue  è ambientato nella corea del settecento e vede protagonista una ragazza Hyeon, un'infermiera di corte. Essere una donna coreana nel settecento non era affatto semplice, i propri sogni venivano spezzati ancora prima di poterli esprimere e quindi Hyeon sa che non diventerà mai un medico, ma non vorrà starsene con le mani in mano dopo che la propria mentore verrà accusata ingiustamente di essere responsabile dei quattro cadaveri di donne ritrovati fuori da palazzo. 

Il romanzo l’ho trovato un ottimo libro per ragazzi. Ci troviamo davanti ad un romanzo dalle sfumature thriller, con un pizzico di avventura, coraggio ed amore. 

La storia ruota intorno all’omicidio di queste quattro donne, ma chi sarà il vero assassino?! 

Tutti, anche il principe, sembrano avere qualcosa da nascondere, e così Eojin, giovane ispettore della polizia, indagherà sugli omicidi, con l’aiuto segreto di Hyeon. 

Le ricerche per trovare l’assassino le ho trovate coinvolgenti e mai noiose. Impariamo a conoscere la protagonista e il suo modo di agire. 

Quando vengono descritti omicidi o scene di lotta anche se l’autrice entra nei dettagli non risultano mai pesanti.  


La scrittura del libro l’ho trovata non pesante, leggera, ma vi avverto ci sono all’interno del romanzo tantissimi nomi in coreano. A fine romanzo troviamo anche un glossario con tutti i nomi coreani ed il loro significato. Personalmente non bazzicando molto nella cultura orientale all'inizio ho trovato “insidioso” avere tutte queste parole sconosciute e impronunciabili. Più si procede nella storia, più prendevo dimestichezza con i vari termini. 


Come anticipavo, troviamo anche una storia d’amore che ho apprezzato molto. Non è affatto invasiva, si prende il suo tempo all'interno del romanzo. Ho trovato molto carino il fatto che nella love story si dia molta importanza alla fiducia. I due personaggi devono fidarsi l’un l’altra pur essendosi conosciuti da poco, e con il passare delle pagine diventerà sempre più grande questa fiducia. Trovo che sia un buon modo per approcciarsi ad una storia d’amore in un libro per ragazzi. Non ci si concentra sull’aspetto fisico dei due, ma sul carattere. 

Vengono anche viste le dinamiche famigliari di Hyeon. Il rapporto travagliato con la madre e con il padre e non meno importante viene messo in luce il fatto che gli uomini del tempo avevano più donne, con annessi figli. 


In complesso l’ho trovato un buonissimo libro per ragazzi. Oltretutto questo è l’esordio dell’autrice e come inizio direi proprio niente male! 

Quindi se cercate un romanzo per ragazzi che abbia all’interno un mistero da risolvere ma che non risulti pesante, ecco il libro per voi!



lunedì 21 ottobre 2019

Recensione: è ora di riaccendere le stelle di Virginie Grimaldi

Casa Editrice: Fabbri Editore
Genere: Narrativa Generale
pubblicazione: Giugno 2019
Pagine: 335
Voto: 


Anna, trentasette anni, è sul punto di soccombere sotto il peso del lavoro e dei debiti e osserva la vita scorrerle davanti come se non le appartenesse. Proprio come le sue figlie, che incrocia ogni giorno solo per il tempo di una frettolosa colazione. Lily, dall'alto dei suoi dodici anni, non nutre grande simpatia per il genere umano: preferisce gli animali, e in particolare il topo che ha adottato e a cui ha messo il nome del padre perché, come ogni ratto che si rispetti, anche lui ha abbandonato la nave. A diciassette anni Chloé ha già detto addio ai propri sogni, e sa che presto dovrà darsi da fare per aiutare la madre. Ma l'atteggiamento da dura è solo una maschera che si scioglie ogni volta che un ragazzo le dimostra un minimo di tenerezza, fosse anche solo per approfittare di lei. II giorno in cui tutto le crolla addosso, Anna sí rende conto di essere sul punto di perdere ciò che ha di più caro al mondo e per cui ha sopportato fatiche e frustrazioni: le sue figlie. Superando paure e attacchi di panico, prende quindi una decisione folle e spericolata: carica le ragazze in camper e parte per un viaggio on the road verso Capo Nord. È l'inizio di un'avventura piena di sorprese esilaranti e incontri commoventi, un corpo a corpo che vedrà madre e figlie scontrarsi sul presente e confrontarsi sui segreti del passato, per poi imparare a conoscersi e ad ascoltarsi. Un'esperienza che le cambierà profondamente, lasciandole senza fiato. Proprio come l'aurora boreale.



Buongiorno lettori, ecco a voi un libro che vi fa viaggiare, sognare e amare la famiglia. È ora di riaccendere le stelle è un romanzo on the road, un genere che amo leggere d’estate. Lo scorso anno mi ero innamorata della storia di Ella e John quest’anno a farmi compagnia per un bel viaggio sono state tre Ragazze; Anna e le sue due figlie Lily e Cholé.
In questo libro la nostra protagonista Anna prende una decisione sicuramente poco verosimile, dopo aver racimolato i soldi che le basterebbero per coprire i suoi debiti e far vivere un periodo di serenità a lei e alle sue figlie, Anna fa una scelta fuori dal comune. Utilizza quei soldi per andare a fare un viaggio con le sue figlie.
All’inizio del libro troviamo una madre perennemente preoccupata di non arrivare a fine mese, stanca molto stressata e che in qualche modo trascura il rapporto con le figlie. Cholè, figlia adolescente, è una ragazza in piena crisi adolescenziale, in quel periodo di odio, ribellione e accettazione di sé stessi, ma al suo fianco non ha una guida, non ha con chi condividere le cose. Infine, abbiamo Lily ragazzina di dodici anni, molto riservata che all’apparenza non si accorge di nulla, ma nasconde più di quanto fa credere. La madre decide appunto di partire insieme alle sue figlie, per rafforzare il loro rapporto, per far conoscere a loro il mondo e il valore delle piccole cose.
Il libro mi è piaciuto, non è sicuramente perfetto, ci sono molti difetti, molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti, ma nel complesso mi ha fatto apprezzare l’amore per la famiglia e soprattutto il legame tra madre e figlia.
Il libro è scritto sotto i tre punti di vista, uno per ognuna di esse. Il punto di vista di Anna ci viene narrato in modo tradizionale, conosciamo i pensieri di Chloè attraverso il proprio blog mentre esploriamo i sentimenti di Lily attraverso il proprio diario segreto. Come sapete se mi conoscete io adoro i libri scritti a punti di vista alterni.
La protagonista che meno mi è piaciuta è stata Lily. Nel libro ci viene detto che ha 12 anni, ma certe volte mi sembrava di leggere un diario di una bambina di otto anni. Fin verso la fine del libro l’ho trovata molto, forse fin troppo bambina. Avrei preferito dei pensieri anche solo leggermente più elaborati, o non proprio da piccola. Invece in Chloè mi sono rispecchiata molto, o meglio la parte adolescente nascosta dentro di me si è rispecchiata molto. Viviamo insieme al lei i turbamenti dell’adolescenza, i primi “amori”, i ragazzi che ti cercano, le stupidità che si fanno, e un atteggiamento più aggressivo verso la madre.
In certi momenti mi faceva anche innervosire, ma presumo che dopo che passi quell’età, dove sembra tutto il mondo contro di te, esternamente la vivi in modo diverso.
Infine, abbiamo Anna, che diciamo fino alla fine mi è piaciuta abbastanza. Una madre che per garantire un’economia alle sue figlie finisce con il trascurarle. Il viaggio è sicuramente una scelta discutibile, ma ci fa riflettere su quanto sia più importate avere i genitori al proprio fianco ogni giorno, piuttosto che vederli poco per farci comprare l’ultimo modello di telefono.
Nella storia veniamo anche a conoscenza del padre delle ragazze, padre poco presente, che pretende di avere decisioni importanti sulle figlie quando per molti anni non ha mai voluto sapere niente.
Ma i veri protagonisti di questa storia sono i paesaggi. Vengono descritti molto bene e pur non amando le zone fredde devo ammettere che ora vorrei anche io andare a fare un viaggio in Norvegia 😉
Un difetto del libro è che passiamo da un momento all’altro senza troppe spiegazioni. Diciamo che non ha una narrazione fluida. Prima magari abbiamo una scena di partenza poi saltiamo ad una scena dove sono già arrivati alla destinazione successiva. Questo, a mio parere, scombussola un po' il lettore in quanto già abbiamo capitoli alterni, quindi descritti in maniera diversa, se aggiungiamo anche un cambio di prospettiva completo può risultare fastidioso.
È un libro leggero, che si fa leggere senza troppe pretese. Non ha sicuramente tanti messaggi così profondi da insegnare, però ci fa viaggiare con la fantasia, attraverso le descrizioni, in posti del nostro pianeta stupendi, ma che non tutti hanno la possibilità di vedere. Ecco la magia di questo libro. 


venerdì 6 luglio 2018

Recensione: La profezia del drago di Roberta Barrottu


Genere: Fantasy
Pubblicazione: 8 maggio 2015
Pagine: 137
Voto:

Ian e Kate, amici fin dall’infanzia un giorno  incontrano un drago che gli confessa che loro sono i prescelti di una profezia, per la quale devono salvare la dimensione di provenienza del drago.
Pronti per un tuffo nel medioevo accompagnati nientemeno che da un maestoso drago?!
Questa è la storia di una ragazza, Kate, che affronta il suo epico destino, già definito perché oggetto di una profezia. Ma non per questo il suo futuro sarà meno misterioso e inaspettato! Per quanto il futuro possa essere già scritto Kate scoprirà che le sorprese e le avventure sono sempre dietro l’angolo. Per quanto il punto d’arrivo sia già definito dalla profezia, Kate scoprirà che la vita si costruisce giorno per giorno e che anche le profezie possono sorprenderci avverandosi nei modi più inaspettati. Credo che la morale di questo libro sia che per quanto si possa credere di avere davanti un futuro già definito, bello o butto che sia, il destino ci riserva sempre delle sorprese!
Dovrà tirare fuori tutto il suo coraggio e la sua forza per affrontare il suo destino e salvare il mondo dei draghi! Per fortuna avrà a fianco il suo amico Ian anch’esso uno dei prescelti della profezia!
La storia è molto bella, leggera anche se non manca l’azione, si legge in un attimo! 
Personalmente avrei modificato un po’ l’inizio, troppo semplice anche per una fiaba, è troppo “i draghi non esistono! Oh guarda un drago spaventoso! Andiamo con lui!” Avrei preferito qualcosa di un po’ più realistico, in modo che la storia fosse più verosimile, anche perché non è un draghetto alla Eragon piccino e appena uscito dal suo uovo, ma un colosso!
Avrei preferito anche un finale diverso, più sviluppato, con più azione, più battaglie a degna conclusione del libro! Invece trovo che sia stato un po’ sacrificato e sbrigativo.
Molto bella la storia tra Ian e Kate, amici fin da piccoli e in quella timida fase in cui stanno per scoprire cosa c’è davvero tra di loro e quale sentimento li unisce, non vi svelo troppo ma è stato molto bello e dolce leggere di come il loro rapporto cresce e si sviluppa. A parte qualche piccolo difetto, come nel finale, è stata davvero una piacevole lettura! Un salto in un mondo parallelo medievale, con archi, spade, magia e popolato nientemeno che da draghi!!

mercoledì 27 giugno 2018

Recensione: Ciò che un sorriso non può dire Di Francesca Monfardini

Casa editrice: Sovera Edizioni
Pubblicazione: 21 Maggio 2018
Genere: Narrativa
Pagine: 91
Voto:            

"Considera la vita come una rampa di scale, ogni gradino ti insegna qualcosa; più sali e più diventa faticoso, ma tu continua a salire." Ciò che un sorriso non può dire coinvolge il lettore per l'attualità dei temi tipici degli adolescenti. Jessica, la protagonista, ne rappresenta il prototipo, che pur tra tormenti e disillusioni, trova nell'amore di Alberto una ragione per voltare pagina.



Buongiorno amici lettori, oggi vi parlo di “Ciò che un sorriso non può dire”. Prima di tutto ringrazio l’autrice Francesca Monfradini che ci ha gentilmente inviato una copia del suo romanzo.
Questo romanzo racconta li vita di Jessica, una ragazza con molti problemi da affrontare, ma poche persone accanto a lei con cui condividerli.
Il libro comincia da quando Jessica frequenta le elementari, ed è già da lì che cominciano i suoi problemi. Lei si rende conto che nella classe c’è sempre un gruppo di “bulletti” che fanno del male e prendo in giro i propri compagni, compresa Jessica. La nostra protagonista spera che tutto passerà, si risolverà. A casa le cose non vanno meglio, la sua amata madre è molto malata e presto morirà. Questo è un evento traumatico per la piccola Jessica, ma anche per il padre, che chiudendosi nel dolore non riesce più a stare vicino alla figlia.
Arrivano così le medie, dove Jessica spera di trovare un sorriso, ma il primo anno è davvero tremendo. Nell’estate conoscerà un ragazzo che la farà ridere e vivere quell’infanzia felice. Una volta tornata a scuola le cose peggioreranno, lei non riuscirà ad adattarsi ed entrerà in un buio profondo. L’unico cosa in cui troverà conforto è la lametta. Così comincerà a tagliarsi, spiegando il significato di ogni taglio. Quando vede uscire il sangue vede uscire i suoi problemi. Un giorno il solito gruppo di bulli cominci a picchiarla, ma quel giorno arriva Claudio in suo aiuto. Claudio nasconde il suo stesso segreto, si sosterranno a vicenda, ma Jessica è forte e vuole lottare, mente Claudio è ormai affondato in un buio senza luce.


Dopo la perdita di Claudio per Jessica sarà difficile la ripresa. Oltre la musica la aiuta tantissimo anche la Box. Diventa molto brava e finalmente si sente brava in qualcosa. Per Intravedere ancora più luce aprirà una pagina Instagram dove condivide i suoi problemi e gli altri si sfogheranno con lei. Qui conosce Alberto, ragazzo che finalmente le farà trovare la luce e riuscirà a farla uscire da quel brutto vizio che aveva preso.

Il romanzo è estremamente forte! Ci sono delle parti descritte in modo molto crudo che fanno passare forte il messaggio! Purtroppo so che esistono molti ragazzi con questo problema, e dovrebbero trovare tutti la forza di Jessica.
Il libro però non mi ha convinto a pieno. Il messaggio e le tematiche, molto attuali, mi sono piaciuti davvero molto. Invece lo stile di scrittura no. L’ho trovato molto impostato, con frasi fatte, e anche se scorrevole non mi prendeva. La giovane età della scrittrice sicuramente le darà modo di migliorarsi e di osservare i consigli. Ci sono molte frasi forti e belle, ma appunto impostate. Sembrano quelle belle frasi che trovi sui social, e questo in un libro non mi fa impazzire.
Apprezzo invece molto il coraggio di scrivere di questi argomenti in modo così diretto e crudo. La situazione di Jessica (mi ha spiegato l’autrice) è stata creata con racconti di persone reali e questo a pensarci fa ancora più paura.
L’inizio del romanzo ho faticato a capirlo. Si parte da quando Jessica è piccola, per poi passare subito a quando è più grande. Io capisco che una bambina può far fatica ad adattarsi in una scuola, ma i pensieri della protagonista li ho trovati un po' complessi per la giovanissima età.
Il libro resta consigliato, soprattutto a ragazzi 

giovani, per far capire che bisogna sempre cercare 

la luce, non arrendersi al buio.  



giovedì 21 giugno 2018

Recensione: L'anno in cui imparai a raccontare storie di Lauren Wolk


Casa editrice: Salani
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 2018
Pagine: 278
Voto:


Ambientato nel 1943, all'ombra delle due guerre, è il racconto di una ragazzina alle prese con situazioni difficili ma vitali: una nuova compagna di classe prepotente e violenta, un incidente gravissimo e un'accusa indegna contro un uomo innocente. Annabelle imparerà a mentire e a dire la verità, perché le decisioni giuste non sono mai facili e non possiamo controllare il nostro destino e quello delle persone che ci sono vicine, a prescindere da quanto ci impegniamo. Imparerà che il senso della giustizia, così vivo quando si è bambini, crescendo va difeso dalla paura, protetto dal dolore, coltivato in ogni gesto di umanità.


Buongiorno lettori 😊 Oggi vi parlo di un altro libro acquistato al salone del libro! 😊
L’anno in cui imparai a raccontare storie mi aveva attirato fin da subito per la cover bellissima, leggendo la trama mi sono perdutamente innamorata. Devo dire che però alla fine del libro avevo un po’ le idee confuse su che voto dare ad esso.
Il romanzo racconta la storia di Annabelle, una ragazzina molto dolce e gentile, che finisci per diventare una vittima di bullismo. Il romanzo è ambientato nel 1943, quindi all’inizio della Seconda guerra mondiale.
Annabelle è una ragazzina di soli undici anni è la sua vita è sempre trascorsa in maniera tranquilla. Al mattino si reca a scuola, insieme ai suoi due fratelli più piccoli, al pomeriggio aiuta la madre nelle faccende domestiche e qualche volta il padre con i lavori nei campi o nella stalla.
Nell’autunno del ’43 cambiò tutto. Arrivò Betty, una ragazzina che è esattamente l’opposto di Annabelle. Betty è cattiva, viziata, bugiarda e soprattutto bulla. Prenderà di mira la nostra dolce protagonista che all’inizio cercherà di risolvere le cose da sé, ma alla fine sarà costretta a chiedere aiuto ai genitori.



Un altro personaggio fondamentale della storia è Toby. È sicuramente il personaggio più interessante e misterioso del racconto. Toby vive in una specie di capanna nel bosco, poco distante dalla fattoria di Annabelle, è un ex militare reduce dalla Prima guerra e si porta sempre appresso tre fucili.
Toby è “amico” della famiglia della protagonista. Lui effettivamente non ha amici, vive da solo, e parla poco, anzi quasi mai con la gente, ma di certo è una persona buona. La famiglia di Annabelle dona a lui dei vestiti usati, del cibo, e una macchina fotografica vinta ad un concorso. Toby infatti mentre gira per i boschi fotografa sempre, alberi, animali, paesaggi bellissimi che si trovano solo in natura, e fotograferà anche scene brutte di una ragazzina che vuole essere prepotente. Una volta che anche gli adulti vengono alla scoperta di ciò che fa Betty, e di come Annabelle ha sempre cercato di difendersi, cercheranno di intervenire… ma ormai di Betty non c’è più traccia è scomparsa. Tutti si metteranno alla ricerca di Betty, e scopriranno che non è la sola ad essere sparita, anche lo strambo che abita nel bosco, Toby, è scomparso e da qui partiranno le ricerche.

Il romanzo parte molto lentamente e la prima metà è abbastanza piatta. È sicuramente una scrittura rivolta ad un pubblico più giovane, che può comprendere la gravità di certe azioni, restando comunque coinvolto dalla piacevole lettura. Però personalmente lo consiglio anche agli adulti, per cercare di ritrovare la semplicità e il coraggio della gioventù.
In questo romanzo assistiamo sia a violenza fisica, come botte e bastonate, ma a mio parere, la più grande è la violenza psicologica. Annabelle ormai ha paura di affrontare il sentiero che la porta verso scuola per il terrore di incontrate Betty che le faccia del male. E qui subentra quella parte remota delle persone bulizzate, Annabelle spera che a Betty accada qualcosa di brutto.



Il romanzo mi ha soddisfatto anche se l’inizio e molto lento. Abbiamo tante descrizioni dei paesaggi, cosa che non sempre ho apprezzato. Ho adorato invece l’epoca dell’ambientazione. Tutto diverso dai giorni nostri. Oggi fa strano pesare che una ragazzina di soli undici anni cucini, svolga faccende domestiche, e aiuti nei campi o nella stalla. E invece solo qualche decennio fa era normale.
Di Toby avrei voluto scoprire qualcosa di più, anche perché è sicuramente un personaggio su cui si poteva costruire molto. Questa mancanza di approfondimento può essere dettata dal fatto che il romanzo sia rivolto ad un pubblico piuttosto giovane e quindi si voleva mantenere uno stile più “leggero” è di conseguenza non analizzare a fondo questo personaggio.  

Quindi mi ha sicuramente lasciato un piccolo segno questo libro, segno che la famiglia c’è sempre. I giovani dovrebbero capire che la mamma e il papà sono le due persone di cui ci si può fidare e che ogni nostro problema, grande o piccolo, va condiviso con loro. Assolutamente consigliato a tutti, anche se ad un pubblico più adulto potrebbe annoiare un pochino per lo stile e la lentezza inziale.  



martedì 15 maggio 2018

Recensione: Sofia la mezzelfa di Roberta Barrottu


  
Pubblicazione: 2 maggio 2017
Genere: Narrativa per ragazzi, Fantasy
Pagine: 248
Voto

Sofia è una ragazza davvero speciale, lei è una mezz'Elfa, ha dei poteri straordinari. Nessuno sa dei suoi poteri tranne il suo amico Daniel. Un giorno nel villaggio giungono voci di un possibile problema, incuriositi i due amici decidono di partire, in parte per capire di che si tratta in parte per vedere se riescono a risolverlo. In questo lungo viaggio Sofia vuole anche capire da dove viene e scoprire chi erano i suoi genitori. Riusciranno i due amici nell'impresa?
Questo libro ha il sapore di una fiaba, Sofia mi ha ricordato molto una dolce Biancaneve…lei ha una deliziosa casetta nel bosco, senza nanetti al seguito eh! Ma ha comunque tante stanze perché ama accogliere e aiutare le persone in difficoltà. E’ una ragazza giovane, bella, che ama molto la natura e gli animali. Il suo compagno in questa avventura è Daniel, il suo inseparabile amico! 


In realtà scoprirete presto che lei è tutt’altro che una giovane e ingenua fanciulla…lei appartiene ad una specie rarissima che le dona poteri straordinari. Lei è una mezz’elfa! Solo Daniel ne viene a conoscenza, per caso. La sua è una magia buona, può ad esempio guarire gli animali feriti, come l'uccellino che ha salvato. Purtroppo deve tenere nascosti i suoi poteri stando sempre ben attenta a non svelare la sua vera natura perché nessuno al villaggio saprebbe comprendere la sua diversità. La magia non è vista di buon occhio ed essere scoperta potrebbe essere davvero pericoloso per lei!
Un sentore di pericolo aleggia sulla contea, gli animali hanno strani comportamenti, la foresta diventa deserta e silenziosa e al villaggio ci sono sempre meno visitatori. Purtroppo la loro pacifica vita non sembra destinata a durare, infatti Sofia e Daniel, un po’ per curiosità, un po’ per aiutare la gente del villaggio, si imbarcano in un avventura alla ricerca del misterioso pericolo!
Ho apprezzato molto lo stile con cui è stato scritto il libro, mi sono piaciute soprattutto le parti descrittive che rendono la vicenda molto coinvolgente! Personalmente avrei accorciato un po’ i dialoghi che sono un po’ prolissi e rendono il ritmo a tratti un po’ lento. La storia è ottima, complessivamente è davvero un buon libro, leggero ma coinvolgente! Sono molto contenta di avere l’occasione di leggere anche il seguito, di cui a breve troverete la recensione!