Genere: Fantasy
Pubblicazione: aprile
2019
Pagine: 304
In uno sperduto
villaggio ai confini della tundra russa, l'inverno dura la maggior parte
dell'anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai
suoi fratelli Kolja e Alësa tutto questo piace, perché adorano stare riuniti
accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto
la storia del re dell'inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma
che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le
altre, può "vedere" e comunicare con gli spiriti della casa e della
natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare,
finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i
culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell'intera comunità: le
colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone
vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. Vasilisa
è l'unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel
mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande
minaccia di sempre: l'Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli
uomini.
Buongiorno lettori,
quello di cui parliamo oggi è uno dei libri che mi ha maggiormente catturato
nel corso del 2020. L’orso e l’usignolo è il primo libro della trilogia de “la
notte dell’inverno”, una serie fantasy ambientata in Russia, in cui ritroviamo
un mix di folklore e tradizione Russi.
La trama è già molto ben spiegata nella sua parte dedicata quindi andrò
subito a parlare delle mie impressioni.
Partiamo subito dalla
protagonista della storia Vasilisa, una bambina che noi conosciamo già prima
della sua nascita. Infatti la storia parte proprio da quando Marina, madre di
Vasilisa, scopre di essere incinta. Dopo aver discusso ed aver esposto le sue
ragioni Marina porta avanti la gravidanza e morirà dando alla luce Vasja, che
di certo non sarà una bambina normale. Noi la vediamo crescere, e conosciamo
fin da subito una bambina molto coraggiosa, testarda e spericolata. Come
protagonista è sicuramente ben caratterizzata, ed ho anche apprezzato il fatto
che certe sue scelte ed atteggiamenti risultino abbastanza infantili, visto la
sua giovane età. Il Padre di Vasja si
risposerà con Anna, che fin da subito non avrà molta affinità con la nostra
piccola protagonista. La storia si accende e diventa molto interessante quando
padre Konstantin arriverà nel piccolo villaggio dove abita la nostra
protagonista. Ecco una delle tematiche presenti nel libro è sicuramente la
religione. Ci vengono messe a confronto i credo della religione, rispetto alle
credenze popolari e questa cosa viene fatta in maniere anche abbastanza
diretta. Devo ammettere che mi è piaciuta molto questa tematica. Padre Konstantin
mi è sembrato un ottimo personaggio, messo sempre un po’ in dubbio. Ma il vero
personaggio emblematico del racconto è Morozko, il re dell’inverno, colui che è
sempre stato al centro di tante storie raccontante intorno al fuoco. Morozko è
uno di quei personaggi che sembrano prima cattivi, poi buoni, ma che non riesce
a convincerti fino infondo. Come poi non parlarvi di tutte quelle piccole
creature che solo Vasja riesce a vedere?! Gli spiritelli sono molto carini
aggiungono quel tocco di magia che adoro, abbiamo lo spirto della casa, del
fiume, del bosco, della stalla e così via. Vasilisa riesce a comunicare con
loro, e cosa molto importante imparerà a parlare con i cavalli.
Dopo avervi parlato
un po’ dei personaggi che incontriamo in questo libro vi parlo della cosa che
mi ha conquistato più di tutte, lo stile di scrittura. Questo libro è scritto
quasi fosse una favola, si procede in modo lento e non ci sono parti di vera e
propria azione. Nonostante questo ho amato lo stile, non l’ho mai trovato
prolisso e mi è piaciuto molto il lento inizio e il coinvolgere il lettore pian
piano. Per la narrazione l’autrice ha adottato la tecnica del narratore in
terza persona, cosa che ho apprezzato
così si possono esplorare maggiormente i personaggi. Verso metà libro c’è un
attimo di calo, ma devo dire che si è ripreso subito e molto bene.
Il
folklore russo è molto presente e ben fatto. Io non so praticamente nulla di
questo, ma mi sono trovata molto coinvolta. Ci sono molti termini russi, quindi
si nota un accurata ricerca da parte dell’autrice, e di ogni termine viene
spiegato il significato. Alla fine abbiamo anche un glossario dove ci viene
elencato tutto, mentre sul testo abbiamo le note alle parole a noi sconosciute.
(Leggendo il libro in e-book ho visto il glossario solo a fine lettura -.-‘)
Questo libro lo
consigli anche se volete dare una possibilità alla serie, perché a mio parere,
finisce in un modo che può anche ritenersi un po’ conclusivo, lascia quella
voglia di saperne di più, ma si conclude una parte della vita della
protagonista. Certo da questo libro non
bisogna aspettarsi molta azione, perché è quasi nulla, ma veniamo catapultati
in un mondo un po’ delle favole, la casetta vicino al bosco, le credenze
popolari, gli spiritelli, ecco questo libro lo consiglio a chi ha voglia di
ritrovare quell’atmosfera un po’ magica delle fiabe, chi ha voglia di conoscere
il folklore russo e farsene catturare come in una notte d’inverno.
RispondiEliminaشركة مكافحة بق الفراش بالقطيف
شركة مكافحة بق الفراش بالخبر
شركة مكافحة الفئران والصراصير بام الساهك
شركة مكافحة الفئران والصراصير بصفوى
شركة ماسة لمكافحة الحشرات بالقطيف