mercoledì 27 aprile 2022

Recensione: La custode dei peccati di Megan Campisi

Casa editrice: Nord editore 

Genere: Narrativa generale

Pubblicazione:Gennaio 2022

Pagine: 400 

Voto: 


 

Per ogni peccato, un cibo. Per ogni confessione, il silenzio. Ma la verità non si può tacere per sempre. Ha rubato solo un pezzo di pane, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May è obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, però, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderà giustizia all'unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei è in grado d'intervenire. Perché essere invisibile può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempre… Ispirandosi alla figura realmente esistita della Mangiapeccati, questo romanzo ci regala un'eroina modernissima, che rifiuta il ruolo impostole da una società che la umilia in quanto donna, e che grazie alla sua forza di volontà e determinazione riuscirà a cambiare il proprio destino.



Buongiorno lettori, oggi parliamo di un libro abbastanza popolare nel mondo del bookstragram, La custode dei peccati. 

La storia ha un fondamento reale, le mangiapeccati sono figure realmente esistite, anche se nel romanzo sono state modificate alcune cose, ma partiamo dall'inizio. 

La figura della mangiapeccati è una donna ed è colei che attraverso l’atto simbolico di mangaiare il pane (nella realtà, altro nel libro) sul letto di morte di una persona, assumendosi così tutti i peccati di quella persona. 

Il romanzo mi ha attirato fin da subito, ma devo ammettere che non mi ha conquistato a pieno. 

La figura della mangiapeccati è molto interessante e da questa figura si aprono le tematiche principali del libro quali la disuguaglianza e la disparità. Ho trovato il libro interessante, pieno di spunti di riflessione sulle tematiche dette, ma è come se il romanzo non arrivasse mai al punto. 

Nel romanzo abbiamo anche una componente “gialla, mistery “ che però trovo non sia stata molto avvincente, se non verso le ultime pagine. Ho preferito di gran lunga il tormento interiore della protagonista, la sua emancipazione e come riesce a viverla. 

Trovo che il romanzo descriva bene la disuguaglianza, le mangiapeccati sono considerate alla pari dei lebbrosi e nessuno si avvicina ad essi. 

Trovo molto interessante una parte del romanzo legata alla catena con la S che porta la nostra mangiapeccati. Se la gente vede la catena sa chi sai, ma anche lei stessa portandola si sente inferiore e togliendosi quel fardello riesce ad essere la persona che è sempre stata. 

In sostanza è un libro che consiglio perchè la storia della mangiapeccati è molto interessante, ma che personalmente non mi ha lasciato quasi nulla.









giovedì 14 aprile 2022

Recensione: La casa sul promontorio di Romano De Marco


Casa editrice: Salani editore

Genere: thriller 

Pubblicazione: marzo 2022

Pagine: 288

Voto:



Mattia Lanza è lo scrittore più amato d'Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all'estero. Ha una bella famiglia, un'agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L'incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l'ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l'inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra? Svelando la verità con continui colpi di scena, questo thriller di Romano De Marco indaga la complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto a spingersi l'essere umano per assecondare i propri desideri. 


Buongiorno lettori, eccomi qui a parlarvi di un thriller, di uno scrittore italiano, che ho amato! 

Innanzitutto ringrazio Salani per l’opportunità sia di lettura del libro, sia per l’incontro online insieme all’autore. 

Questo romanzo l’ho divorato! è uno di quei libri dove una pagina tira l’altra e vuoi arrivare alla fine per scoprire come va a finire. 

Il romanzo ci parla di Mattia, uno scrittore italiano molto famoso, che dopo aver ritrovato massacrata la propria famiglia finisce con l’essere il primo accusato. Dopo due anni di terribile sofferenza decide, spinto anche da Giulia la sua editrice ,  di tornare a scrivere. Si recherà a Punta Acqua Bella, in una bellissima casa sul promontorio dove però l’arrivo della sua vicina Eva sconvolgerà un po ' i piani. Tornata l'ispirazione inizierà a scrivere un nuovo ed inedito romanzo, ma non è solo quello che accadrà, infatti Mattia dovrà fare i conti con il proprio passato, con quella figura che sembra perseguitarlo. 

Durante la permanenza al promontorio ci saranno omicidi e gravi pericoli, ma Mattia riuscirà a scrivere il romanzo? e cosa ne penserà la polizia di un ex indagato per pluriomicidio? 

Il romanzo mi è piaciuto davvero molto. Lo scrittore usa uno stile incalzante e mai noioso. Durante il webinar online ho avuto modo di scoprire che i posti descritti nel romanzo sono reali ( si trovano in Abruzzo) e la loro descrizione è stata appropriata e mai eccessiva.

Il romanzo si apre con la scena del delitto della famiglia di Mattia, una scena abbastanza forte, che dona subito al romanzo quel senso di cupo, di ansia, che si mantiene poi per tutto il romanzo.  

Diciamo che la parte che mi ha interessato meno è stata quella riguardo gli oggetti che Mattina trova nella casa e tutta la storia legata ad essi. 

I toni del romanzo sono molto cupi, ma non oppressivi. 

Per quanto riguarda il personaggio principale io l’ho amato! Ho percepito fin da subito la sua ansia, l’angoscia nel non riuscire più a vivere dopo l’inferno passato. Lo scrittore ha rivelato che sicuramente nei punti dove Mattia affronta la scrittura del nuovo romanzo, c'è un po ' la realtà della nevrosi dello scrittore. La storia che si verrà a creare con Eva e Mattia l’ho apprezzata molto, l’ho trovato realistica nell’insieme. 

Ma la cosa che ho apprezzato maggiormente di tutto è il finale!!! Dovete leggere il libro solo per questo finale! è geniale! Vi posso solo rilevare che è un pò un finale a doppio taglio . 

Sempre nell’incontro De Marco ha rivelato che parte del finale per costruire una storia solida e devo ammettere che è vero, tutto combacia. L’autore ha detto una frase che mi ha colpita molto “ La fantasia deve essere credibile la realtà no”. Ora non ricordo se era una citazione di qualcuno ma mi ha davvero colpito perché come ha detto Roamno, nella realtà succedono cose più terribili di quelle descritte nei libri.  Dell’autore ammetto che non ho mai letto nulla, ma andrò sicuramente a recuperare altro visto quanto mi ha entusiasmato questo libro. 

Vi ho incuriosito abbastanza?? correte a leggere questo libro se amate i finali che vi sorprendono



martedì 29 marzo 2022

Recensione: Angeli e demoni di Dan Brown

Casa editrice: Mondadori 

Genere:  Narrativa, Thriller, 

Pubblicazione: Maggio 2016

Pagine: 554

Voto: 


Marchiati a fuoco, prima di essere barbaramente uccisi ed esposti come monito per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli Illuminati, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica. Un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdon. Ma quando la storia si ripresenta, il fascino si trasforma in raccapriccio. Svegliato in piena notte e trasportato dagli Stati Uniti in Svizzera, Langdon è costretto a esaminare, nei laboratori del CERN di Ginevra, un cadavere orrendamente mutilato. Sul petto della vittima, impresso a fuoco, il terribile segno degli Illuminati: lo scienziato ucciso ha difeso fino all'ultimo il segreto di un'arma sperimentale rubata dagli assassini.


Buongiorno lettori, oggi parliamo di un romanzo che avranno letto già tutti, tranne me, Angeli e demoni di Dan Brown. 

Sapete che quest’estate dopo la lettura del Codice da vinci mi ero ripromessa di cercare altro dello scrittore.. ed eccomi qui a commentare con voi un altro suo libro.

Questo romanzo vede sempre come protagonista il nostro Robert Langdon che durante una notte viene svegliato e portato a Ginevra nella sede del CERN. In questi laboratori è avvenuto un brutale omicidio, Leonardo Vetra è stato assassinato e sul suo petto inciso il simbolo degli illuminati. 

La setta degli illuminati si credeva estinta da tanto tempo, perfino per Robert è uno shock  vedere quel simbolo, ma un altra cosa è stata rubata, un cilindro che se non rientra subito nel CERN potrebbe distruggere una città intera. 

Da qui Robert e Vittoria Vetra, figlia di Leonardo, partiranno subito per il vaticano dove si dovrà svolgere il conclave per eleggere il nuovo pontefice. L'ambientazione di questo romanzo è la nostra bellissima Roma e il vaticano. Adoro come per scovare gli indizi si debbano cercare cose nascoste, ma alla vista di tutti. ;) 


Le avventure narrate da Dan sono davvero coinvolgenti. In questo romanzo abbiamo un misto di mistero e avventura. La scrittura è sempre incalzante e non ci sono quasi mai punti morti. 

Sicuramente recupererò anche altro dello scrittore. in questi romanzi ti ci immergi, e questo in particolare si svolge in poco più di 24 ore, la scadenza che hanno prima di far esplodere il cilindro. 

Sicuramente non sono la prima a dirvelo ma se state ancora aspettando di comprare il romanzo correte subito in libreria ad acquistarlo.





giovedì 24 marzo 2022

Recensioni: La ragazza delle perle di Lucinda Riley


Casa Editrice: Giunti

Genere: Romanzi rosa, saga familiare

Pagine: 640

Pubblicazione: gennaio 2021

Voto: 

Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero... Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.


Buongiorno lettori eccomi a parlarvi del quarto libro delle sette sorelle, la ragazza delle perle. In questo romanzo la nostra protagonista è CeCe. 

Devo ammettere che CeCe è stata dipinta un po ' come una snob e quindi avevo quasi timore a conoscere il suo personaggio, invece si è svelata una bellissima storia e un bellissimo personaggio. 

Nei libri precedenti vediamo come Star viva all’ombra di CeCe, invece in questo romanzo capiamo quanto sia Cece ad aver bisogno di Star nella vita. 

Il romanzo parte della fine del precedente, con Star che ha trovato la propria strada e CeCe disorientata per quello che riguarda la propria vita. La nostra protagonista, come avevano fatto le sue sorelle prima di lei, decide di partire per scoprire gli indizi lasciati da Pà Salt. Il Viaggio di CeCe parte da Krabi dove passerà delle bellissime settimane, iniziando così grazie ad Ace a conoscere la storia di Kitty. 

Ammetto che la storia del passato l’ho amata. Kitty insieme a Drumont ed Andr vivrà una storia bellissima, tormentata tra amore e ragione. Una donna contesa tra due fratelli gemelli, in una terra di nuove opportunità, l'Australia. La vita di Kitty diventerà un vortice che gira intorno al commercio delle perle, e sarà una perla speciale che si tramanderà fino ad arrivare alla nostra Cece. 

Cece oltre a scoprire la storia del proprio passato, ricongiungendosi con il suo vero nonno, riscoprirà anche la propria arte nel dipingere, trovando non solo l’ispirazione ma anche il proprio stile. 

Ovviamente non manca la storia d’amore… o meglio le storie d’amore. 

La nostra quarta sorella troverà il suo amore, ma non come si aspettava.

Si infittisce sempre di più  il mistero legato a Pà Salt, chi era quest’uomo? com’è morto? oppure è davvero morto? 

Non vedo l’ora di leggere il volume successivo per scoprilo.



martedì 15 marzo 2022

Recensione: Il gioco delle maschere di Daniele Furia


Casa Editrice: Mondadori 

Genere: Thriller 

Pubblicazione: Febbraio 2022

Pagine: 420 

Voto:  

Verona il Carnevale è appena cominciato quando, a notte fonda, la polizia decide di forzare l'appartamento del dottor Masiero: da ore, l'uomo non risponde al telefono. La scena che si presenta agli agenti è però molto più terribile di quanto si aspettassero: Masiero giace riverso su una poltrona con indosso un costume tradizionale raffazzonato ma preciso del baccanale veronese. Poche ore dopo, la viceispettore Miriam Sannino viene richiamata in un cascinale diroccato appena fuori città: un altro cadavere, un'altra maschera veronese. Troppe coincidenze per essere un caso, troppa perizia anche per trattarsi di un gruppo di sbandati. Miriam, insieme alla collega e amica di sempre Patrizia, alla giovane recluta Giusy e al nuovo arrivato Giovanni Tassi, inizia a indagare, con tutta la pressione di sapere che in questura nessuno crede che lei sia in grado di chiudere il caso. Presto, altri macabri ritrovamenti si succedono, come mosse di un gioco implacabile. Chi sta dietro agli omicidi? E qual è il loro segreto oscuro? Lo sa forse il misterioso eremita che leggendo dei delitti lascia il cascinale dove vive recluso da vent'anni, e torna a Verona? Miriam dovrà affrontare i fantasmi del suo passato, e in particolar modo quelli che riguardano il padre, ex poliziotto accusato di corruzione: solo allora scoprirà quale verità la unisce all'assassino delle maschere. 




Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che mi ha attirato subito per le sue atmosfere, quelle del carnevale. 

Dovete sapere che dove abito io la tradizione del carnevale è molto sentita, quindi quando ho letto di un thriller che ha a che fare con il carnevale mi ci sono fiondata subito. 

Ammetto che l'inizio del romanzo non mi aveva convinta molto, ci vengono presentati molti personaggi ed è difficile inquadrare subito tutti. Più andavo avanti con la lettura più venivo risucchiata in questo vortice di omicidi, all’apparenza slegati tra loro, ma con in comune le maschere del carnevale di Verona.  

Il romanzo in sé mi è piaciuto, la storia è molto coinvolgente. 

L’autore ha uno stile di scrittura che mi ha convinto, sicuramente non unico ma incalzante e con terminologia corretta. L’autore ha fatto anche un buon lavoro di ricerca delle maschere e delle tradizioni del carnevale veronese.

La storia, come diceve prima, è molto coinvolgente. Dal secondo omicidio si capisce che non sono morti casuali, che esiste uno schema, una premeditazione e da qui partiranno i nostri protagonisti. 

Sannino la nostra protagonista è molto brava e determinata nel proprio lavoro, devo dire però che è uno dei pochi personaggi ben approfonditi. 

Per quanto riguarda la storia di Miriam e suo padre Raffaele Sannino, mi ha incuriosito, ma allo stesso tempo nel finale mi ha lasciato l’amaro in bocca, diciamo senza fare spoiler che mi aspettavo di sentire di più, di avere un confronto con loro. 

Tutti gli agenti di polizia che ruotano intorno a Miriam e al caso sono un pò meno approfonditi, ogni tanto ci viene data qualche informazione ma nulla di particolare. 

Per quanto riguarda invece l’artefice degli omicidi, nonché assassino, avevo intuito da un pò chi poteva essere. Mi è piaciuto il modus operandi degli omicidi, come venivano effettuati, la diversità tra i primi e gli ultimi e come indirizzava la polizia ad essi. 

In complesso è sicuramente un libro che consiglio, la trama è coinvolgente e lo scrittore riesce a tenere il lettore attaccato alla pagine.



martedì 1 febbraio 2022

Recensione: La ragazza nell'ombra di Lucinda Reley

Casa editrice: Giunti

Genere: Narrativa 

Pubblicazione: 2019

Pagine: 640

Voto: 



Silenziosa ed enigmatica, appassionata di letteratura e cucina, Star è la terza delle sei figlie adottive del magnate Pa’ Salt e vive da sempre nell'ombra dell'esuberante sorella CeCe. Fin da piccole le due sono inseparabili: hanno un linguaggio segreto che comprendono solo loro e hanno passato gli ultimi anni viaggiando per il mondo, guidate dallo spirito indomito di CeCe, di cui Star è abituata ad assecondare ogni desiderio. Ma adesso, a solo due settimane dalla morte del padre, CeCe decide che per entrambe è arrivato il momento di fissare un punto fermo nelle loro vite e mostra a Star il magnifico appartamento sulle rive del Tamigi che ha intenzione di comprare per loro. Per la prima volta nella sua vita, però, Star sente che qualcosa in lei è cambiato: quel rapporto quasi simbiotico sta rischiando di soffocarla. È ora di trovare finalmente la propria strada, cominciando dagli indizi che Pa’ Salt le ha lasciato per metterla sulle tracce delle sue vere origini: una statuetta che raffigura un gatto nero, il nome di una donna misteriosa vissuta quasi cent'anni prima e il biglietto da visita di un libraio londinese. Ma cosa troverà tra i volumi polverosi di quella vecchia libreria antiquaria? E dove vuole condurla realmente Pa’ Salt?



Buongiorno lettori eccomi qui a parlare del terzo romanzo della saga Le sette sorelle, la ragazza nell’ombra. 

Il terzo volume racconta la storia di Star, la terza delle sei sorelle. 

Ovviamente essendo il terzo libro di una serie ci saranno Spoiler dei libri precedenti. 

Star ci viene descritta come la sorella che vive nell’ombra di CeCe, quindi una persona insicura, che non fa mai un passo da sola e che si appoggia per tutto alla sorella e in un certo senso è vero, ma andiamo con ordine. 

La nostra protagonista vive a Londra in un bellissimo appartamento insieme alla sorella. Lei frequenta corsi di cucina, mentre CeCe è alle prese con l’università. Star decide così di seguire le tracce lasciate da Pa’ Salt è andare in questa libreria antiquaria situata a Londra dove incontrerà Orlando. 

Orlando è senza dubbio un uomo eccentrico e che sembra provenire da un altra epoca, offrirà un lavoro a Star e inizierà a raccontarle di Flora una ragazza legnata alla statina lasciata a Star e la cui storia inizia nel 1909.

Ammetto che ogni volta che inizio il libro  preferisco o la storia ambientata nel presente o quella ambientata nel passato, ma a fine libro sono innamorata di entrambe. 

La storia di Flora si svolge un una Londra borghese all'inizio del novecento e ci racconta di questa ragazza fuori dalle righe, cavalca da sola, guida la carovana da sola, si arrampica le piacciono le piante e la natura, insomma non proprio l’esempio di ragazza perfetta dell’epoca. 

La nostra ragazza ribelle verrà mandata a Londra, da un'amica di famiglia, che pian piano la inserirà nell’alta società londinese. Nonostante il suo carattere il suo cuore si è già innamorato di un bellissimo ragazzo Archie, che però si vedrà costretto a prendere in sposa un'altra pretendente, Aurelia, nonché sorella di Flora. 

Da qui iniziano le pena d’amore, i conflitti di potere e la bella facciata aristocratica che si doveva mantenere all’epoca. La storia si svolge tra Londra città e le bellissime tenute alle porte della vita mondana. 

Flora come personaggio lo adorata. é sicuramente anticonvenzionale per l’epoca, scaltra e di buon cuore. 

Ritornando nel presente vediamo una Star che inizia a conoscersi, a capire quello che vuole. Orlando la inviterà insieme a lui in una bellissima tenuta ad un ora da Londra, dove potrà scoprire il suo passato e conoscere la famiglia di Orlando, che forse potrebbe avere a che fare qualcosa con lei. 

Nella famiglia di Orlando troviamo Mouse, il fratello scontroso e Rory un bambino dolcissimo che purtroppo non può parlare. 

Trascorrendo il tempo con loro Star ripercorre il proprio passato, ma capirà anche cosa vuole per il proprio futuro. 

Ora vi parlo di una cosa che potrebbe essere spoiler riguardo a Star ma ci tenevo a sottolineare questa cosa. 

In Star mi sono rivista sotto certi aspetti è una ragazza molto semplice a cui piacciono le cose più semplici, come passare il tempo in casa con la famiglia. Ad un certo punto del suo percorso Star capisce che quello che la fa star bene è aver trovato una famiglia per cui poter cucinare, tenere la casa, portare Rory a scuola e badare a lui nel tempo libero, in altre parole la casalinga. Lei non si è mai vista come donna in carriera non la fà stre bene e questo le suscita sempre dubbi, possibile che nei giorni nostri venga considerato strano amare prendersi cura della casa e della famiglia? 

Su questo punto mi sono rivista molto. Io adoro cucinare e prendermi cura della casa e della mia famiglia e certe volte si viene etichettate come la ragazze strane, che non sono rimaste nel passato e non vogliono crearsi una vita, una carriera. Ebbene personalmente come Star anche io ho un lavoro, ma prendermi cura di me e della mia famiglia mi rilassa molto e non è affatto detto che perchè siamo nel 2022 non possiamo provare gioia nel prenderci cura dei nostri cari. 

Detto questo il libro mi è piaciuto molto, la storia è molto coinvolgente e per noi lettori potrà entrare con la fantasia in questa bellissima libreria antica di Londra e perderci in queste storie narrate è una coccola bellissima. 





giovedì 18 novembre 2021

Dita Kraus La libraia di Auschwitz



Casa editrice: Newton Compton Editori

Genere: Storia, biografia

Pagine: 416

Pubblicazione: Gennaio 2021


A soli tredici anni Dita viene deportata ad Auschwitz insieme alla madre e rinchiusa nel settore denominato Campo per famiglie (tenuto in piedi dalle SS per dimostrare al resto del mondo che quello non fosse un campo di sterminio): quello che conteneva il Blocco 31, supervisionato dal famigerato "Angelo della morte", il dottor Mengele. Qui Dita accetta di prendersi cura di alcuni libri contrabbandati dai prigionieri. Si tratta di un incarico pericoloso, perché gli aguzzini delle SS non esiterebbero a punirla duramente, una volta scoperta. Dita descrive con parole di una straordinaria forza e senza mezzi termini le condizioni dei campi di concentramento, i soprusi, la paura e le prevaricazioni a cui erano sottoposti tutti i giorni gli internati. Racconta di come decise di diventare la custode di pochi preziosissimi libri: uno straordinario simbolo di speranza, nel momento più buio dell'umanità. Bellissime e commoventi, infine, le pagine sulla liberazione dei campi e del suo incontro casuale con Otto B Kraus, divenuto suo marito dopo la guerra. Parte della storia di Dita è stata raccontata in forma romanzata nel bestseller internazionale "La biblioteca più piccola del mondo", di Antonio Iturbe, ma finalmente possiamo conoscerla per intero, dalla sua vera voce. 








 Buongiorno lettori, oggi vi parlo di una lettura interessante, ma un pò pesante da leggere, la libraia di Auschwitz. 

Parto subito con la doverosa premessa di ricordare che questa è una biografia e non un romanzo. Dita è tuttora  in vita e ha scritto queste pagine come testimonianza di ciò che ha vissuto. 

Il libro si divide in tre parti; Prima parte dal 1929 al 1942(prima della guerra), Seconda parte dal 1942 al 1945( durante la guerra) Terza parte dal 1945 al XXI secolo( il dopo guerra). 

Ammetto che dal titolo mi aspettavo un libro incentrato quasi interamente sulla guerra e sui campi di concentramento, invece non è così, ma le emozioni non mancano.  


Dita ci racconta la sua vita partendo dalla sua infanzia, arrivando quasi subito all'inizio della dittatura nazzista, i primi cambiamneti che gli ebrei hanno notato, gli sfratti dalle case, doversi vedere togliere tutto quello che si è costruito in una vita intera. 

All’età di soli tredici anni Dita, insieme alla madre e il padre vengono caricati su un treno, stipato di gente, e deportati in un posto che conosceranno in seguito, Terezin. Dopo qualche mese furono deportati ad Auschwitz, dove il padre di morì. 

Le pagine che raccontano dei tempi nei campi non sono tantissime, ma sono molto dense di emozioni. 

Ci viene raccontato come a queste persone è stata tolta la dignità, il pudore. Vedere le altre persone morire lentamente di fame e semplicemente sperare di non essere il prossimo. 

I capitoli riguardanti Dita come “libraia” sono pochi e passano velocemente, ma si capisce molto bene il terrone e la paura provati. 

Abbiamo invece molto dedicato al dopoguerra. Dopo l’arrivo degli americani i sopravvissuti hanno dovuto ancora sopportare giorni difficili, in quanto venivano tenuti in quarantena per evitare il diffondersi di malattie infettive. 

Dopo questi periodi Dita racconta la lenta ripresa che c’è stata nella sua vita. Passo dopo passo è riuscita a costruirsi una vita nuova, cercando di dimenticare l’orrore provato nei Capi. 


Non vi svelo molto, perchè è interessante scoprire il suo percorso passo dopo passo. Una cosa che mi ha stupito molto, è stato il valore delle sigarette. Possedere delle sigarette per loro era come possedere oro. Le sigarette venivano usate per comprare le cose, in primis il cibo. Durante la guerra e nel successivo erano diventate merce rara, e quindi oggetti di facile corruzione. 


Personalmente dal titolo mi aspettavo meno del prima e dopo e più racconti sulla guerra, mentre è stato il contrario. Ammetto che ad un certo punto la terza parte diventa un pò noiosa, ma c’è sempre la curiosità di capire come una donna che ha passato l’inferno riesca a riprendersi e vivere una vita normale. 

Questo libro ve lo consiglio se siete appassionati del genere, e avverto chi fosse incuriosito che ci sono passaggi molto forti, che raccontano una pagina della nostra storia che non si deve ripetere mai più!