martedì 29 marzo 2022

Recensione: Angeli e demoni di Dan Brown

Casa editrice: Mondadori 

Genere:  Narrativa, Thriller, 

Pubblicazione: Maggio 2016

Pagine: 554

Voto: 


Marchiati a fuoco, prima di essere barbaramente uccisi ed esposti come monito per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli Illuminati, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica. Un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdon. Ma quando la storia si ripresenta, il fascino si trasforma in raccapriccio. Svegliato in piena notte e trasportato dagli Stati Uniti in Svizzera, Langdon è costretto a esaminare, nei laboratori del CERN di Ginevra, un cadavere orrendamente mutilato. Sul petto della vittima, impresso a fuoco, il terribile segno degli Illuminati: lo scienziato ucciso ha difeso fino all'ultimo il segreto di un'arma sperimentale rubata dagli assassini.


Buongiorno lettori, oggi parliamo di un romanzo che avranno letto già tutti, tranne me, Angeli e demoni di Dan Brown. 

Sapete che quest’estate dopo la lettura del Codice da vinci mi ero ripromessa di cercare altro dello scrittore.. ed eccomi qui a commentare con voi un altro suo libro.

Questo romanzo vede sempre come protagonista il nostro Robert Langdon che durante una notte viene svegliato e portato a Ginevra nella sede del CERN. In questi laboratori è avvenuto un brutale omicidio, Leonardo Vetra è stato assassinato e sul suo petto inciso il simbolo degli illuminati. 

La setta degli illuminati si credeva estinta da tanto tempo, perfino per Robert è uno shock  vedere quel simbolo, ma un altra cosa è stata rubata, un cilindro che se non rientra subito nel CERN potrebbe distruggere una città intera. 

Da qui Robert e Vittoria Vetra, figlia di Leonardo, partiranno subito per il vaticano dove si dovrà svolgere il conclave per eleggere il nuovo pontefice. L'ambientazione di questo romanzo è la nostra bellissima Roma e il vaticano. Adoro come per scovare gli indizi si debbano cercare cose nascoste, ma alla vista di tutti. ;) 


Le avventure narrate da Dan sono davvero coinvolgenti. In questo romanzo abbiamo un misto di mistero e avventura. La scrittura è sempre incalzante e non ci sono quasi mai punti morti. 

Sicuramente recupererò anche altro dello scrittore. in questi romanzi ti ci immergi, e questo in particolare si svolge in poco più di 24 ore, la scadenza che hanno prima di far esplodere il cilindro. 

Sicuramente non sono la prima a dirvelo ma se state ancora aspettando di comprare il romanzo correte subito in libreria ad acquistarlo.





giovedì 24 marzo 2022

Recensioni: La ragazza delle perle di Lucinda Riley


Casa Editrice: Giunti

Genere: Romanzi rosa, saga familiare

Pagine: 640

Pubblicazione: gennaio 2021

Voto: 

Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero... Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.


Buongiorno lettori eccomi a parlarvi del quarto libro delle sette sorelle, la ragazza delle perle. In questo romanzo la nostra protagonista è CeCe. 

Devo ammettere che CeCe è stata dipinta un po ' come una snob e quindi avevo quasi timore a conoscere il suo personaggio, invece si è svelata una bellissima storia e un bellissimo personaggio. 

Nei libri precedenti vediamo come Star viva all’ombra di CeCe, invece in questo romanzo capiamo quanto sia Cece ad aver bisogno di Star nella vita. 

Il romanzo parte della fine del precedente, con Star che ha trovato la propria strada e CeCe disorientata per quello che riguarda la propria vita. La nostra protagonista, come avevano fatto le sue sorelle prima di lei, decide di partire per scoprire gli indizi lasciati da Pà Salt. Il Viaggio di CeCe parte da Krabi dove passerà delle bellissime settimane, iniziando così grazie ad Ace a conoscere la storia di Kitty. 

Ammetto che la storia del passato l’ho amata. Kitty insieme a Drumont ed Andr vivrà una storia bellissima, tormentata tra amore e ragione. Una donna contesa tra due fratelli gemelli, in una terra di nuove opportunità, l'Australia. La vita di Kitty diventerà un vortice che gira intorno al commercio delle perle, e sarà una perla speciale che si tramanderà fino ad arrivare alla nostra Cece. 

Cece oltre a scoprire la storia del proprio passato, ricongiungendosi con il suo vero nonno, riscoprirà anche la propria arte nel dipingere, trovando non solo l’ispirazione ma anche il proprio stile. 

Ovviamente non manca la storia d’amore… o meglio le storie d’amore. 

La nostra quarta sorella troverà il suo amore, ma non come si aspettava.

Si infittisce sempre di più  il mistero legato a Pà Salt, chi era quest’uomo? com’è morto? oppure è davvero morto? 

Non vedo l’ora di leggere il volume successivo per scoprilo.



martedì 15 marzo 2022

Recensione: Il gioco delle maschere di Daniele Furia


Casa Editrice: Mondadori 

Genere: Thriller 

Pubblicazione: Febbraio 2022

Pagine: 420 

Voto:  

Verona il Carnevale è appena cominciato quando, a notte fonda, la polizia decide di forzare l'appartamento del dottor Masiero: da ore, l'uomo non risponde al telefono. La scena che si presenta agli agenti è però molto più terribile di quanto si aspettassero: Masiero giace riverso su una poltrona con indosso un costume tradizionale raffazzonato ma preciso del baccanale veronese. Poche ore dopo, la viceispettore Miriam Sannino viene richiamata in un cascinale diroccato appena fuori città: un altro cadavere, un'altra maschera veronese. Troppe coincidenze per essere un caso, troppa perizia anche per trattarsi di un gruppo di sbandati. Miriam, insieme alla collega e amica di sempre Patrizia, alla giovane recluta Giusy e al nuovo arrivato Giovanni Tassi, inizia a indagare, con tutta la pressione di sapere che in questura nessuno crede che lei sia in grado di chiudere il caso. Presto, altri macabri ritrovamenti si succedono, come mosse di un gioco implacabile. Chi sta dietro agli omicidi? E qual è il loro segreto oscuro? Lo sa forse il misterioso eremita che leggendo dei delitti lascia il cascinale dove vive recluso da vent'anni, e torna a Verona? Miriam dovrà affrontare i fantasmi del suo passato, e in particolar modo quelli che riguardano il padre, ex poliziotto accusato di corruzione: solo allora scoprirà quale verità la unisce all'assassino delle maschere. 




Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che mi ha attirato subito per le sue atmosfere, quelle del carnevale. 

Dovete sapere che dove abito io la tradizione del carnevale è molto sentita, quindi quando ho letto di un thriller che ha a che fare con il carnevale mi ci sono fiondata subito. 

Ammetto che l'inizio del romanzo non mi aveva convinta molto, ci vengono presentati molti personaggi ed è difficile inquadrare subito tutti. Più andavo avanti con la lettura più venivo risucchiata in questo vortice di omicidi, all’apparenza slegati tra loro, ma con in comune le maschere del carnevale di Verona.  

Il romanzo in sé mi è piaciuto, la storia è molto coinvolgente. 

L’autore ha uno stile di scrittura che mi ha convinto, sicuramente non unico ma incalzante e con terminologia corretta. L’autore ha fatto anche un buon lavoro di ricerca delle maschere e delle tradizioni del carnevale veronese.

La storia, come diceve prima, è molto coinvolgente. Dal secondo omicidio si capisce che non sono morti casuali, che esiste uno schema, una premeditazione e da qui partiranno i nostri protagonisti. 

Sannino la nostra protagonista è molto brava e determinata nel proprio lavoro, devo dire però che è uno dei pochi personaggi ben approfonditi. 

Per quanto riguarda la storia di Miriam e suo padre Raffaele Sannino, mi ha incuriosito, ma allo stesso tempo nel finale mi ha lasciato l’amaro in bocca, diciamo senza fare spoiler che mi aspettavo di sentire di più, di avere un confronto con loro. 

Tutti gli agenti di polizia che ruotano intorno a Miriam e al caso sono un pò meno approfonditi, ogni tanto ci viene data qualche informazione ma nulla di particolare. 

Per quanto riguarda invece l’artefice degli omicidi, nonché assassino, avevo intuito da un pò chi poteva essere. Mi è piaciuto il modus operandi degli omicidi, come venivano effettuati, la diversità tra i primi e gli ultimi e come indirizzava la polizia ad essi. 

In complesso è sicuramente un libro che consiglio, la trama è coinvolgente e lo scrittore riesce a tenere il lettore attaccato alla pagine.



martedì 1 febbraio 2022

Recensione: La ragazza nell'ombra di Lucinda Reley

Casa editrice: Giunti

Genere: Narrativa 

Pubblicazione: 2019

Pagine: 640

Voto: 



Silenziosa ed enigmatica, appassionata di letteratura e cucina, Star è la terza delle sei figlie adottive del magnate Pa’ Salt e vive da sempre nell'ombra dell'esuberante sorella CeCe. Fin da piccole le due sono inseparabili: hanno un linguaggio segreto che comprendono solo loro e hanno passato gli ultimi anni viaggiando per il mondo, guidate dallo spirito indomito di CeCe, di cui Star è abituata ad assecondare ogni desiderio. Ma adesso, a solo due settimane dalla morte del padre, CeCe decide che per entrambe è arrivato il momento di fissare un punto fermo nelle loro vite e mostra a Star il magnifico appartamento sulle rive del Tamigi che ha intenzione di comprare per loro. Per la prima volta nella sua vita, però, Star sente che qualcosa in lei è cambiato: quel rapporto quasi simbiotico sta rischiando di soffocarla. È ora di trovare finalmente la propria strada, cominciando dagli indizi che Pa’ Salt le ha lasciato per metterla sulle tracce delle sue vere origini: una statuetta che raffigura un gatto nero, il nome di una donna misteriosa vissuta quasi cent'anni prima e il biglietto da visita di un libraio londinese. Ma cosa troverà tra i volumi polverosi di quella vecchia libreria antiquaria? E dove vuole condurla realmente Pa’ Salt?



Buongiorno lettori eccomi qui a parlare del terzo romanzo della saga Le sette sorelle, la ragazza nell’ombra. 

Il terzo volume racconta la storia di Star, la terza delle sei sorelle. 

Ovviamente essendo il terzo libro di una serie ci saranno Spoiler dei libri precedenti. 

Star ci viene descritta come la sorella che vive nell’ombra di CeCe, quindi una persona insicura, che non fa mai un passo da sola e che si appoggia per tutto alla sorella e in un certo senso è vero, ma andiamo con ordine. 

La nostra protagonista vive a Londra in un bellissimo appartamento insieme alla sorella. Lei frequenta corsi di cucina, mentre CeCe è alle prese con l’università. Star decide così di seguire le tracce lasciate da Pa’ Salt è andare in questa libreria antiquaria situata a Londra dove incontrerà Orlando. 

Orlando è senza dubbio un uomo eccentrico e che sembra provenire da un altra epoca, offrirà un lavoro a Star e inizierà a raccontarle di Flora una ragazza legnata alla statina lasciata a Star e la cui storia inizia nel 1909.

Ammetto che ogni volta che inizio il libro  preferisco o la storia ambientata nel presente o quella ambientata nel passato, ma a fine libro sono innamorata di entrambe. 

La storia di Flora si svolge un una Londra borghese all'inizio del novecento e ci racconta di questa ragazza fuori dalle righe, cavalca da sola, guida la carovana da sola, si arrampica le piacciono le piante e la natura, insomma non proprio l’esempio di ragazza perfetta dell’epoca. 

La nostra ragazza ribelle verrà mandata a Londra, da un'amica di famiglia, che pian piano la inserirà nell’alta società londinese. Nonostante il suo carattere il suo cuore si è già innamorato di un bellissimo ragazzo Archie, che però si vedrà costretto a prendere in sposa un'altra pretendente, Aurelia, nonché sorella di Flora. 

Da qui iniziano le pena d’amore, i conflitti di potere e la bella facciata aristocratica che si doveva mantenere all’epoca. La storia si svolge tra Londra città e le bellissime tenute alle porte della vita mondana. 

Flora come personaggio lo adorata. é sicuramente anticonvenzionale per l’epoca, scaltra e di buon cuore. 

Ritornando nel presente vediamo una Star che inizia a conoscersi, a capire quello che vuole. Orlando la inviterà insieme a lui in una bellissima tenuta ad un ora da Londra, dove potrà scoprire il suo passato e conoscere la famiglia di Orlando, che forse potrebbe avere a che fare qualcosa con lei. 

Nella famiglia di Orlando troviamo Mouse, il fratello scontroso e Rory un bambino dolcissimo che purtroppo non può parlare. 

Trascorrendo il tempo con loro Star ripercorre il proprio passato, ma capirà anche cosa vuole per il proprio futuro. 

Ora vi parlo di una cosa che potrebbe essere spoiler riguardo a Star ma ci tenevo a sottolineare questa cosa. 

In Star mi sono rivista sotto certi aspetti è una ragazza molto semplice a cui piacciono le cose più semplici, come passare il tempo in casa con la famiglia. Ad un certo punto del suo percorso Star capisce che quello che la fa star bene è aver trovato una famiglia per cui poter cucinare, tenere la casa, portare Rory a scuola e badare a lui nel tempo libero, in altre parole la casalinga. Lei non si è mai vista come donna in carriera non la fà stre bene e questo le suscita sempre dubbi, possibile che nei giorni nostri venga considerato strano amare prendersi cura della casa e della famiglia? 

Su questo punto mi sono rivista molto. Io adoro cucinare e prendermi cura della casa e della mia famiglia e certe volte si viene etichettate come la ragazze strane, che non sono rimaste nel passato e non vogliono crearsi una vita, una carriera. Ebbene personalmente come Star anche io ho un lavoro, ma prendermi cura di me e della mia famiglia mi rilassa molto e non è affatto detto che perchè siamo nel 2022 non possiamo provare gioia nel prenderci cura dei nostri cari. 

Detto questo il libro mi è piaciuto molto, la storia è molto coinvolgente e per noi lettori potrà entrare con la fantasia in questa bellissima libreria antica di Londra e perderci in queste storie narrate è una coccola bellissima. 





giovedì 18 novembre 2021

Dita Kraus La libraia di Auschwitz



Casa editrice: Newton Compton Editori

Genere: Storia, biografia

Pagine: 416

Pubblicazione: Gennaio 2021


A soli tredici anni Dita viene deportata ad Auschwitz insieme alla madre e rinchiusa nel settore denominato Campo per famiglie (tenuto in piedi dalle SS per dimostrare al resto del mondo che quello non fosse un campo di sterminio): quello che conteneva il Blocco 31, supervisionato dal famigerato "Angelo della morte", il dottor Mengele. Qui Dita accetta di prendersi cura di alcuni libri contrabbandati dai prigionieri. Si tratta di un incarico pericoloso, perché gli aguzzini delle SS non esiterebbero a punirla duramente, una volta scoperta. Dita descrive con parole di una straordinaria forza e senza mezzi termini le condizioni dei campi di concentramento, i soprusi, la paura e le prevaricazioni a cui erano sottoposti tutti i giorni gli internati. Racconta di come decise di diventare la custode di pochi preziosissimi libri: uno straordinario simbolo di speranza, nel momento più buio dell'umanità. Bellissime e commoventi, infine, le pagine sulla liberazione dei campi e del suo incontro casuale con Otto B Kraus, divenuto suo marito dopo la guerra. Parte della storia di Dita è stata raccontata in forma romanzata nel bestseller internazionale "La biblioteca più piccola del mondo", di Antonio Iturbe, ma finalmente possiamo conoscerla per intero, dalla sua vera voce. 








 Buongiorno lettori, oggi vi parlo di una lettura interessante, ma un pò pesante da leggere, la libraia di Auschwitz. 

Parto subito con la doverosa premessa di ricordare che questa è una biografia e non un romanzo. Dita è tuttora  in vita e ha scritto queste pagine come testimonianza di ciò che ha vissuto. 

Il libro si divide in tre parti; Prima parte dal 1929 al 1942(prima della guerra), Seconda parte dal 1942 al 1945( durante la guerra) Terza parte dal 1945 al XXI secolo( il dopo guerra). 

Ammetto che dal titolo mi aspettavo un libro incentrato quasi interamente sulla guerra e sui campi di concentramento, invece non è così, ma le emozioni non mancano.  


Dita ci racconta la sua vita partendo dalla sua infanzia, arrivando quasi subito all'inizio della dittatura nazzista, i primi cambiamneti che gli ebrei hanno notato, gli sfratti dalle case, doversi vedere togliere tutto quello che si è costruito in una vita intera. 

All’età di soli tredici anni Dita, insieme alla madre e il padre vengono caricati su un treno, stipato di gente, e deportati in un posto che conosceranno in seguito, Terezin. Dopo qualche mese furono deportati ad Auschwitz, dove il padre di morì. 

Le pagine che raccontano dei tempi nei campi non sono tantissime, ma sono molto dense di emozioni. 

Ci viene raccontato come a queste persone è stata tolta la dignità, il pudore. Vedere le altre persone morire lentamente di fame e semplicemente sperare di non essere il prossimo. 

I capitoli riguardanti Dita come “libraia” sono pochi e passano velocemente, ma si capisce molto bene il terrone e la paura provati. 

Abbiamo invece molto dedicato al dopoguerra. Dopo l’arrivo degli americani i sopravvissuti hanno dovuto ancora sopportare giorni difficili, in quanto venivano tenuti in quarantena per evitare il diffondersi di malattie infettive. 

Dopo questi periodi Dita racconta la lenta ripresa che c’è stata nella sua vita. Passo dopo passo è riuscita a costruirsi una vita nuova, cercando di dimenticare l’orrore provato nei Capi. 


Non vi svelo molto, perchè è interessante scoprire il suo percorso passo dopo passo. Una cosa che mi ha stupito molto, è stato il valore delle sigarette. Possedere delle sigarette per loro era come possedere oro. Le sigarette venivano usate per comprare le cose, in primis il cibo. Durante la guerra e nel successivo erano diventate merce rara, e quindi oggetti di facile corruzione. 


Personalmente dal titolo mi aspettavo meno del prima e dopo e più racconti sulla guerra, mentre è stato il contrario. Ammetto che ad un certo punto la terza parte diventa un pò noiosa, ma c’è sempre la curiosità di capire come una donna che ha passato l’inferno riesca a riprendersi e vivere una vita normale. 

Questo libro ve lo consiglio se siete appassionati del genere, e avverto chi fosse incuriosito che ci sono passaggi molto forti, che raccontano una pagina della nostra storia che non si deve ripetere mai più!



mercoledì 10 novembre 2021

Recensione: Le sette sorelle di Lucinda Railey




Casa editrice: Giunti

Genere: Saga  familiare, romanzo rosa

Pubblicazione: gennaio 2015

Pagine: 459

Voto: 



Bellissima eppure timida e solitaria, Maia è l'unica delle sue sorelle ad abitare ancora con il padre ad Atlantis, lo splendido castello sul lago di Ginevra. Ma proprio mentre si trova a Londra da un'amica, giunge improvvisa la telefonata della governante. Pa' Salt è morto. Quel padre generoso e carismatico, che le ha adottate da bambine raccogliendole da ogni angolo del mondo e dando a ciascuna il nome di una stella, era un uomo di cui nessuno, nemmeno il suo avvocato e amico di sempre, conosceva il passato. Rientrate precipitosamente nella villa, le sorelle scoprono il singolare testamento: una sfera armillare, i cui anelli recano incise alcune coordinate misteriose. Maia sarà la prima a volerle decifrare e a trovare il coraggio di partire alla ricerca delle sue origini. Un viaggio che la porterà nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, dove un vecchio plico di lettere le farà rivivere l'emozionante storia della sua antenata Izabela, di cui ha ereditato l'incantevole bellezza. Con l'aiuto dell'affascinante scrittore Floriano, Maia riporterà alla luce il segreto di un amore sbocciato nella Parigi bohémienne degli anni '20, inestricabilmente legato alla costruzione della statua del Cristo che torreggia maestosa su Rio. Una vicenda destinata a stravolgere la vita di Maia.




Buongiorno lettori, oggi si parla del primo libro di una saga famigliare, quella delle Sette sorelle. 

Mi sono stupita da sola, in quanto io non amo le saghe famigliari, ma questa storia mi ha attirata pagina dopo pagina. 

In questo libro conosciamo tutte e sei le Sorelle adottate da piccole da Pa’ Salt, un uomo tanto ricco quanto misterioso. 

Dopo la prematura morte del padre le sorelle si riuniscono nella loro villa a Ginevra, dove scopriranno che nel testamento, il padre ha lasciato ad ognuna di loro degli indizi per ricercare le loro vere origini. La prima a prendere il volo per il Brasile alla ricerca delle proprie origini è Maia. 

Maia come personaggio mi è piaciuta davvero molto. Insicura ma caparbia. Una volta arrivata a Rio chiamerà uno scrittore con cui ha già lavorato insieme, e lui sarà molto lieto di aiutare Maia nella ricerca della sua vera famiglia. 

Dopo l’arrivo di Maia a Rio il romanzo intraprende una seconda linea temporale, quella narrata dal punto di vista della Bisnonna di Maia. 

Ammetto che all'inizio non mi interessava per nulla la storia di Izabela, (Bisnonna di Maia) ma dopo qualche pagina me ne sono completamente innamorata, e bramavo scoprire sempre di più cosa le fosse successo! 

La storia di Izabela è intrecciata con la storia della creazione della famosissima  statua del Cristo di Rio. La storia narrata della creazione della statua è una parte che mi ha emozionato moltissimo. Grazie a delle lettere a dei racconti Maia prenderà coscienza della sua vera famiglia, delle proprie origini e inizierà a capire come mai Pà Salt l’ha adottata. Mi è piaciuto che alla fine si chiude il cerchio, ma si lasciano delle porte aperte.  Arriviamo a capire tante cose, ma ci sono cose che scopriremo nel corso dei libri successivi. 

Le ambientazioni create dall’autrice mi sono piaciute molto. Si può distinguere facilmente se una scena è ambientata nei giorni nostri oppure nel passato. 

La cosa che ho amato maggiormente sono i personaggi! Una saga famigliare per funzionare bene deve avere dei personaggi con delle storie accattivanti e questa ci è riuscita in pieno! Tutti i personaggi hanno qualcosa da raccontare, a partire dalle cinque sorelle di Maia, per arrivare a tutti i personaggi che incontriamo nel passato. La storia d’amore non manca, anzi ne abbiamo più di una. Quella di Maia è sicuramente meno accentuata, cresce piano piano nella storia, e si capisce subito che un grave trauma passato la blocca. Mentre la storia d’amore di Izabela è semplicemente favola. è una storia d’amore di altri tempi, con diversi ostacoli, diverse priorità, ma non mancano la passione e la dolcezza. 


In sostanza questo libro mi è piaciuto molto, sicuramente continuerò con il secondo della serie e vedrò se procedere per tutta la saga. LO consigli un pò a tutti, perchè abbiamo sia una storia d’amore per i più romantici, sia un mistero da risolvere per i più investigativi e una storia di famiglia che commuove sempre tutti. Per non parlare di quanto è interessante vedere la creazione del Cristo, divenuto poi simbolo della città di Rio.





mercoledì 27 ottobre 2021

Casa editrice: Mondadori

Genere:  Narrativa, Thriller suspence

Pagine 512

Pubblicazione: Ristampa 2016

Voto: 



Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.


Buongiorno lettori, 

oggi sono qui per parlavi di una lettura che ho affrontato a scatola chiusa sapendo poco o niente del libro. 

Il codice davinnci è uno dei romanzi più noti di Dan Brown, da cui è anche stato tratto un film, eppure non mi sono mai realmente interessata alla trama quindi sono andata molto alla cieca in questo libro. 

La lettura in sé porta già un bellissimo ricordo visto che l’ho affrontata al mare ed è stata anche una lettura piacevolmente sorprendente. 

Ho amato tante cose del libro, partendo dallo stile dell’autore, le dinamiche, i colpi di scena e la trama generale. 

Alla fine della lettura, ma già anche durante la lettura, ho capito perché dicono che sia un libro che mette in discussione molti credo della chiesa cattolica. 


Parto dallo stile di Brown che è semplicemente perfetto per la storia, mai sottotono, ma neanche troppo aggressivo. Gli indizi che semina lungo la storia, si collegano sempre tra di loro, e alla fine il lettore resterà sbalordito dalla conclusione. 


Le dinamiche che coinvolgono i nostri protagonisti, Robert e Sophie  inizieranno da quando il custode del Louvre prima di morire ha lasciato messaggi molto criptici sul proprio corpo e nel museo, tutti collegati in un qualche modo al Santi Graal.

Devo ammettere che la storia del Graal, la chiave di volta e tutte le cose che vengono dette all’interno del libro mi hanno affascinato molto. Lo scrittore le narra con trasporto e mi sono ritrovata coinvolta nei dubbi dei protagonisti e alla ricerca di questi indizi lasciati dal custode. 

I personaggi mi sono piaciuti molto, ognuno si prende il suo spazio e non prevale nessuno di loro.

In questa lettura ho sottolineato moltissime cose, in quanto vengono espressi e spiegato concetti che trovo molto interessati. 


Per quanto riguarda l’aspetto cattolico, io ho amato tutto! Io sono una persona credete, ma non mi ha affatto infastidito quello che viene messo in discussione, perché l’autore riesce a farlo in un modo non troppo “arrogante”. 


Vi parlerei ore di questo libro, mi ha attirato moltissimo, ma per non rovinare il piacere a voi che dovete ancora leggerlo vi consiglio di chiudere la recensione, andare in libreria, acquistare il libro e godervi questa splendida lettura. 


P.s. Per chi l’ha già letto scrivetemi i vostri pensieri, che ne parliamo in modo approfondito!!