giovedì 14 giugno 2018

Recensione: Sails di Edward Black


Genere: Avventura
Pagine:385
Voto:


Questo libro mi è stato dato dall’autore in super-anteprima per il nostro blog! Il libro infatti è ancora inedito ma verrà presto pubblicato. Titolo e copertina non sono ufficiali anzi non essendoci ancora una versione ufficiale della trama ve la riassumo brevemente…
Il protagonista è il giovane Tommaso, che vive in un piccolo paese del nord Italia, figlio di locandieri. Le sue giornate hanno ben poco di interessante e si susseguono tutte uguali…accendere la stufa, pulire i tavoli della locanda, preparare latte e vino per i clienti. Ma a Tommaso questo stile di vita calza stretto, lui è un sognatore! Adora ascoltare le storie che i viaggiatori portano con se da terre lontane e il suo più grande sogno è quello di viaggiare e visitare lui stesso quei luoghi meravigliosi. E’ affascinato dai racconti dei mercanti genovesi  al punto di decidere di lasciare il suo tranquillo paesino e partire con loro alla volta dei caraibi per entrare nel commercio del rum.
Al momento della sua partenza Tommaso non può nemmeno immaginare quante avventure e sfide dovrà affrontare e soprattutto l’impatto che questo viaggio avrà su di lui! Il buon semplice Tommaso dovrà fare i conti con i pirati e tanta violenza… Inevitabilmente perderà la sua innocenza e il suo modo di vedere la vita cambierà drasticamente. Si ritroverà in un dove ogni tipo di vizio è concesso e a portata di mano, dove la gente sembra aver perso i propri ideali… un mondo duro, perfino là dove regna il senso del dovere e della disciplina, nella marina spagnola, ci sono anche terribili punizioni. I pirati non sembrano più essere così crudeli, con le loro razzie e le loro torture, assumo invece un fascino nuovo e inaspettato. Tommaso si sente sopraffatto da tanta crudeltà in un mondo in cui si annulla la differenza tra la disciplina militare della marina spagnola e la famosa crudeltà pirata, dove a chiunque sembra concesso infliggere dolore agli altri.


Non manca nulla a questa storia di pirati…esploratori coraggiosi, viaggi per mare, tradimenti, intensi amori, tesori nascosti e pericolosi pirati. Viaggerete insieme al protagonista per città esotiche e bellissime. Incontrerete il temutissimo pirata Barbanera e ripercorrerete i passi di Cristoforo Colombo alla ricerca di un incredibile tesoro nascosto!
Lo stile è bello e ricco di dettagli, l’autore è capace di descrizioni bellissime e riesce a ricreare immagini a luoghi in modo molto vivido. La storia scorre fluida e tiene il lettore incollato al libro dalla prima all’ultima pagina.
Leggere questo libro per me è stata una sfida del tutto nuova…essere contattata direttamente dall’autore per un dare il mio parere su un libro che non ha ancora visto la luce del sole, o meglio la luce di una libreria, è stato emozionante! Questo libro è una prima stesura originale…è un libro “puro” così com’è uscito dalla penna dell’autore. Ringrazio tantissimo l’autore e gli faccio tanti auguri per la pubblicazione di questo e molti altri libri! Tenete d’occhio questo autore e spero possiate presto leggere questo libro…è avvincente e vi farà vivere un’avventura coi pirati!

mercoledì 13 giugno 2018

Recensione: I nostri cuori chimici di Krystal Sutherland

Casa editrice: Rizzoli
Pubblicazione: 24 novembre 2016
Genere: Young Adult
Pagine: 335
Voto:




Henry Page ha 17 anni e non si è mai innamorato. Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: Henry è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con il bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato e questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima la accompagnava ovunque. Ma forse il Grande Amore è più amaro di quanto i romantici credano.





Carissimi lettori, condivido con voi queste parole per prepararvi ad affrontare questo libro. Vorrei che qualcuno l’avesse fatto con me, perché decisamente non ero pronta per questo amore. Un amore straziante e doloroso, combattuto e sofferto, che sicuramente non si avvicina minimamente a quelli tutte rose e fiori con finali scontati da “E vissero per sempre felici e contenti”. Non è un amore perfetto, ma è bellissimo. 


Procediamo con calma però. Questo libro non è solo una bellissima storia d’amore, ma è anche profondità e sentimenti, divertimento e spensieratezza, con una scrittura che personalmente amo molto e personaggi semplicemente perfetti. 
Per una volta la storia viene narrata interamente dal protagonista maschile Henry, e non da quello femminile come in quasi tutti i romanzi d’amore. 


La scrittura è divertente e spiritosa, piena di battute e pensieri che ti fanno davvero sorridere, nonostante la situazione sia magari dolorosa. Prima di parlarvi dei due protagonisti voglio spendere due parole per i genitori di Henry, dei veri fighi, che ognuno di noi vorrebbe avere come genitori: “Henry: Mamma, stasera esco e non so a che ora sarò a casa o dove vado esattamente. Non sono sicuro al cento per cento, ma potrei anche infilarmi in qualche attività illegale, va bene?
Mamma: un’avventura eh? Ottimo. Iniziavo a stare in pensiero.”


Dicevamo Henry, me lo sono immaginato come un classico sfigato, un po’ rachitico e maldestro, ma d'altronde è lui stesso ad associarsi a Severus Piton, -altra cosa che ho amato del libro, riferimento ad altri libri attuali come Harry Potter o film vari- quindi l’aspetto dovrebbe essere giusto…insomma non un gran bel ragazzo ecco! Grace invece dovete immaginarvela come la tipica bella ragazza, che dopo aver subito un evento traumatico -vi lascio scoprire quale- si riduce in uno zombi vagante, che in questo caso zoppica, si lava poco e si veste da maschio.

 

Ora sicuramente questi erano buoni presupposti per un amore complicato, ma non pensavo davvero così complicato. Ciò che li unirà sarà il giornalino scolastico, il quale darà il via alla loro stramba relazione. 
Ammetto di aver odiato Grace ad un certo punto, non si può far soffrire così un povero ragazzo che ti ama con tutto il cuore e farebbe di tutto per te. Soprattutto non si può far soffrire così noi poveri lettori, facendosi versare non poche lacrime -si lo ammetto. Ho pianto. Più volte-.


Come sempre non voglio raccontarvi troppo, perché i libri vanno scoperti, e per questo sono veramente poche le parole che potrebbero trasmettervi le emozioni che ho provato leggendolo, ma vi garantisco che sarà una bellissima dolorosa storia d’amore. 
Apprezzo tantissimo il fatto che l’autrice
abbia avuto il coraggio di dare una certa fine ai suoi protagonisti, non tutti ce l’hanno. Perché in fondo una storia d’amore non deve essere per forza felice e spensierata per essere bella, a volte gli amori migliori sono quelli che non nascono mai, e come dice Grace “le storie con un lieto fine sono solo storie non ancora finite”.




Cover reveal: Ivan di Malia Delrai


Titolo: Ivan
Autrice: Malia Delrai
Data di uscita: 23 giugno 2018
Pagine: 450
Prezzo e-book: 3,99
Prezzo cartaceo: 19,90
Ivan Volkov è uno dei killer più temuti della Russia per ferocia e precisione. Lui è un Lupo di Tambov e il migliore amico di Roman Nevskij. Non ha mai fallito un obiettivo, mai, da quando ha conosciuto ed è diventato il braccio destro del leader della Tambovskaja, la mafia russa di San Pietroburgo. Perciò si trova spiazzato quando a puntargli la pistola contro il torace è la figlia dell’uomo che dovrà uccidere e che lo sfida con i suoi occhi da assassina: lei non è poi così diversa da lui. A sconvolgere l’uomo è la proposta che la ragazza gli fa: del sesso in cambio della vita. Lo sguardo di Ania Mikhajlova sembra schernirlo e il sorriso malizioso che gli lancia lo provoca e vuole fargli superare ogni limite.
Due assassini a confronto, anime affini, spiriti sconfitti dall’assenza di umanità. Nessuno di loro è disposto a perdere, in una lotta di passione e di violenza reciproca. Perché l’unico modo che hanno per sopravvivere è uccidere, anche quando si tratta di sentimenti.

Malia è… be’, Malia. C’è poco da dire su di lei, la si deve conoscere a fondo per poterla definire in qualche modo: un po’ Pippi Calzelunghe, un po’ Cartesio, con un pizzico di Casanova e Saffo, mista a Baci Perugina. La sua vita è un continuo combattere contro le tentazioni del cibo e del comprare libri, ne è fortemente dipendente, e non esclude in futuro di poter aprire un gruppo di golosi anonimi e lettori indomiti. Un suo serio problema è scegliere tra scrittura e lettura, ma ha risolto in fretta aprendo una casa editrice: la Delrai Edizioni.


martedì 12 giugno 2018

Recensione: Il giardino delle rose di Dot Hutchison


 Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: Thriller
Pubblicazione: 24 maggio 2018
Pagine: 320
Voto:  

Sono passati quattro mesi dall’esplosione al Giardino, dove giovani donne chiamate “le farfalle” erano tenute prigioniere. Gli agenti dell’FBI devono ancora fare i conti con le conseguenze del tragico episodio, aiutando le sopravvissute a ricostruirsi una vita dopo il trauma. Con l’inverno che sta per volgere al termine, per le farfalle si prospettano giorni più lunghi e più caldi per riprendersi. Per gli agenti, invece, l’imminente arrivo della primavera viene annunciato da una scoperta raccapricciante, uno schema che si ripete: vengono ritrovate delle giovani donne morte, sempre all’interno di una chiesa, con uno squarcio all’altezza della gola e il corpo interamente circondato da fiori. La sorella di Priya è stata una delle vittime, all’epoca dei fatti. Adesso Priya e sua madre vivono da fuggiasche, spostandosi di continuo alla ricerca di un nuovo inizio. Ma quando la ragazza finisce nel mirino del maniaco, il lavoro degli agenti per proteggerla diventa una drammatica corsa contro il tempo…
Dot Hutchison non mi delude mai, ecco un nuovo thriller indimenticabile! Questo è il seguito del "Giardino delle farfalle" quindi attenti se non l'avete ancora letto...spoiler in arrivo!
A 5 anni dalla morte della sorella, Priya ancora non sa come darsi pace e non riesce a superare quei ricordi così dolorosi che, per quanto lei si sforzi di provare a vivere serena, ogni tanto tornano a galla, prepotenti, forti e più vivi che mai. 
Alle vicende di Priya fanno da sfondo le storie delle Farfalle, che ora si ritrovano ad affrontare la vita fuori dal giardino dopo esser state salvate 4 mesi prima.

Il punto focale di unione tra i due romanzi dovrebbe essere che così come le Farfalle hanno perso se stesse per mano di un maniaco, così Priya ha perso sua sorella per mano di un serial killer, e il difficile percorso che tutte queste giovano donne devono affrontare per rimettere insieme i pezzi della propria vita e riuscire ad andare avanti. Gli agenti dell'FBI che hanno salvato le Farfalle, sono gli stessi che indagano sulla serie di omicidi e che hanno conosciuto Priya tanti anni prima, ai tempi dell'uccisione della sorella. Ma loro per Priya non sono solo questo, ma essendo sempre rimasti in contatto e avendo ricevuto tantissimo aiuto da parte loro, essi sono come parte della sua famiglia. Si rivolgerà quindi a loro per affrontare le nuove sfide e le nuove paure che sembrano rincorrerla ovunque lei vada. Si, perchè ogni anno, ogni primavera, una ragazza viene trovata morta in una chiesa, nuda, con i vestiti accuratamente piegati a finaco, con tanti fiori disposti sul corpo e tra i capelli...e con la gola tagliata!
La primavera è alle porte e Priya si sente minacciata e sente il passato dal quale tenta di fuggire sempre più vicino...
Il libro è scritto in quello che è il classico stile di Dot, genuino, sveglio, accattivante e a volte divertente, pieno di frasi e riflessioni bellissime, troppe da riportare qui, ma che vi faranno amare questa autrice.

lunedì 11 giugno 2018

Recensione: Félicité I tumulti dell'essere di Bea C.


Casa editrice: Youcanprint
Pubblicazione: 06 gennaio 2018
Pagine: 212
Voto:


Bilitis è una archeologa Italo-francese di trentacinque anni cresciuta a Parigi in una famiglia con una mentalità severa riguardo al sesso e alla religione. Questo atteggiamento bigotto scatena nella ragazza sin dall’adolescenza, un comportamento ribelle e rivoltoso. Bilitis si rende prestissimo conto che in società ma soprattutto nella sua famiglia, il maschio è molto privilegiato e soprattutto libero di agire ed esprimersi circa la propria vita amorosa. Ormai anno dopo anno Bilitis si sente come sfidata dalla sua famiglia e il suo unico scopo è quello di dimostrare a tutti loro che si sbagliano e che una donna ha le stesse capacità e diritti di un uomo. L’infanzia anaffettiva di Bilitis la spinge a comportarsi in modo provocatorio perdendo così il controllo di sé e del rispetto per la sua persona ammalandosi di “disordine sessuale”. Arrivata a toccare il fondo del baratro, decide in modo repentino di “purificarsi” lavorando molto su se stessa; inizia ad imparare a volersi più bene creandosi una propria vita spirituale fatta di positività e finalmente capisce l’importanza di circondarsi di persone affidabili. L’Universo la metterà comunque alla prova più volte permettendole di disegnare il proprio destino attraverso le sue nuove scelte di vita


Buongiorno lettori 😊 Prima di iniziare la recensione di oggi ringrazio l’autrice Bea C. che gentilmente ci ha inviato una copia del suo romanzo.
Oggi parliamo di “Félicité” un romanzo che come vedrete dal voto non mi ha del tutto convinta.
Parto subito dicendo che la trama mi avevo ispirato molto, lo vedevo molto come un libro alla ricerca di se stessi, e avevo anche capito che ci sarebbero state scene hard. Purtroppo, però il romanzo non è proprio come la trama descritta, ma andiamo con ordine.
Una cosa che mi ha colpito subito in positivo è stata la prefazione del libro, molto diretta. Il far si che il lettore sappia in che genere di lettura si sta immergendo è davvero un ottimo modo per iniziare un libro. Nella Prefazione ci viene anche spiegato che il titolo “Félicité” non significa “Felicità” in Francese, come molti potrebbero pensare, ma ha un significato ben preciso che l’autrice ci farà trovare all’interno del romanzo.
E così parte il romanzo, la nostra protagonista Bilitis sta per partire per la sua prima vacanza da sola. Basta lavoro, amici, ragazzi insomma basta stress, un po' di tempo per se stessa e assoluto relax. Questa vacanza cambierà per sempre Bilitis. LEI parte da sola ma nella sua vita non è sola, ha Alain il suo ragazzo.
Una volta arrivata nell’isola conosce due ragazzi con cui passerà per tutto il mese, momenti di intensa e focosa passione, tanto da dimenticarsi di Alain. Quest’ultimo però sentendo molto la mancanza della sua amata, durante un giro in moto ha un incidente. Bilitis preoccupata da ciò torna a Parigi, una volta che il suo ormai ex ragazzo è tornato abbastanza in forma, gli confida tutto ciò che è avvenuto sull’isola e ovviamente si lasciano. Lei sentendosi in colpa e per purificarsi partirà per l’Etiopia come volontaria. Li ritroverà se stessa aiutando i bambini più bisognosi, ma la vita ha in serbo per lei ancora qualche difficoltà. La madre sta per morire e anche se le due avevano un rapporto difficile, decide di starle vicino, quindi lascia l’Etiopia e arriva a Torino. Qui ha alcuni vecchi amici(conosciti con il suo lavoro di Archeologa) e conoscerà Ric. Quello che potrebbe essere il grande amore della sua vita…. ma il suo lavoro la costringe a viaggiare spesso. Riuscirà Bilitis a tenersi stretto l’uomo che forse l’ha fatta innamorare o continuerà a stare bene con se stessa e con il suo lavoro?!

Parto dal dirvi che della protagonista mi è piaciuto il carattere forte e indipendente. Ho apprezzato un po' meno invece, il fatto che per dimostrare che le donne sono uguali agli uomini, se li porta a letto quasi tutti. Quando parte per la sua vacanza, lasciando a casa Alain, (Ovviamente nulla di male nell’andare via da soli) una volta sull’isola non pensa quasi mai a Lui!!anche se dici di amarlo.
Una nota negativa è sicuramente l’aspetto temporale del libro. In un libro di poco più di 200 pagine passano tre anni! A mio parere il lettore non riesce a comprendere le scelte della protagonista per questo motivo. Quando parte per l’Etiopia sembra sia diventata una santa, che non va più a letto con nessuno. Torna e dopo poche pagine la ritrovo a letto con Ric. La storia tra i due l’ho trovata molto contraddittoria. Bilitis che non volva più sesso ma sola amore e affetto, va a letto con lui, dominatore, e qui abbiamo scene hard che ho trovato anche inopportune. Lei dice di aver trovato l’uomo perfetto per lei, ma poche pagine prima viene spiegato che lei ha questo disturbo sessuale perché non accetta che l’uomo sia un dominatore e che la donna debba sempre essere sottomessa.
Tutti i personaggi del libro mi sono sembrati piuttosto anonimi, soprattutto i personaggi maschili. Appaiono fanno la loro scena di sesso e poi non se ne parla più. Questo a mio parere è dato dal fatto che ci sia uno spazio temporale troppo ampio, i cui accadono molte cose, in un libro troppo piccolo.