martedì 18 settembre 2018

L'oroscopo dei libri - Vergine 2018 - Le ricette di una mamma per amica di Kristi Carlson

Carissimi lettori, oggi per la nostra rubrica abbiamo il libro associato al segno della Vergine! 
Vi chiedo scusa in anticipo, mi rendo conto che sia un libro un po’ diverso dal solito, ma leggendo le caratteristiche della Vergine continuavo a pensare a questo personaggio e mi dicevo “Come faccio a sceglierne un altra, è’ proprio lei!”. Curiosi di sapere di chi sto parlando? Scopriamolo insieme…
Innanzitutto qualche indizio… la classica “Vergine” è una persona molto razionale, logica, molto molto intelligente! Talmente meticolosi da poter risultare quasi ossessivi. Questo è l’ultimo segno del ciclo primavera-estate che lascerà poi spazio all’autunno, è quindi considerato un segno di “conservazione”, l’ultimo barlume di un’estate che non vuole finire. Parliamo quindi di conservazione, obbedienza e rispetto delle regole…
La caratteristica principale dei nati sotto il segno della Vergine è quindi la precisione assoluta! La volontà anzi quasi la necessità di fare tutto secondo le regole e la particolare attenzione ai dettagli.
Dal punto di vista sentimentale, le persone della Vergine sono un po’ chiuse, restie a lasciarsi andare completamente e ad esporre i propri sentimenti. Cedono all’amore solo se convinti e se il partner è all’altezza del loro ideale di perfezione. Ma quando qualcuno si rivela essere all’altezza danno il mille per mille e amano ricoprire di cure e attenzioni speciali le persone amate.
Insomma, la regola di vita delle persone di questo segno è mai accontentarsi o lasciare qualcosa a metà!
Ed ecco svelato il mistero… più leggevo e più mi tornavano in mente scene di questo telefilm e della protagonista (forse perché stavo rivedendo l’ultima  serie di recente, boh)… sto parlando di Rory Gilmore di una mamma per amica!

 

Da vera fan della serie, ho subito superato il problema “telefilm” perché ho il libro perfetto che ricorda Rory e in realtà tutta la serie, “Le ricette di una mamma per amica”.
Ricette di ogni genere, dai drink di Emily Gilmore ai dolci di Sookie, dagli hamburger di Luke all'amato caffè di Lordai e Rory, uscite direttamente dalla serie cult in tutto il mondo. "Le ricette dì Una mamma per amica" è nato come un progetto finanziato online, e la raccolta di fondi è stata chiusa in meno di un mese.
 
Quando ho visto questo libro ho resistito 5 secondi prima di comprarlo, l’ho addocchiato passeggiando per il Salone del Libro di Torino e non potevo non averlo subito! Il libro è di Kristi Carlson, edito dalla casa editrice Leone, è di 287 pagine e è uscito il 16 novembre 2017. Il genere è ovviamente “goloso” essendo un libro di ricette!
Tornando alla nostra protagonista, Rory secondo me è la classica Vergine per eccellenza, ottima studentessa, curiosa, con una mente brillante e analitica. Il rispetto per le regole per lei è fondamentale (vi ricordate come è nervosa e irritata dall’essere stata trascinata nell’ufficio del preside di notte? Non dovremmo essere qui!!). Non fa mai scelte avventate, anzi le poche volte che ne fa una (lasciare l’università, rubare uno yacht) è perché è davvero sconvolta e non è in lei! La caratteristica della precisione assoluta la ritroviamo nelle sue continue liste di pro e contro, senza le quali non riesce a prendere decisioni importanti. Da sempre il meglio di sé stessa, per raggiungere gli obiettivi che si è posta. In amore sa dare tutta se stessa ma solo quando è veramente convinta che ne valga la pena, non che questo la tenga al riparo dalle delusioni amorose, ma non si lascia mai trascinare troppo dai sentimenti, la ragione prevale sempre e infatti rifiuta addirittura la proposta d i matrimonio di Logan perché troppo azzardata e imprevista! Non da ultimo, curiosando mi è caduto l’occhio sulla nascita dell’attrice che interpreta Rory nel telefilm e è nata il 16 settembre, quindi Vergine, tutto torna!
 
Il libro è veramente carino, l’autrice ha creato una raccolta di tutte le ricette più belle che vengono citate nella serie! Ce n’è per tutti i gusti, dai drink serviti in casa Gilmore ai fantastici dolci di Sookie, dagli hamburger di Luke al sushi dolce di Lorelai! 
Il libro poi è stato pensato benissimo, ci troverete l’elenco delle ricette organizzate sia in ordine alfabetico per ingredienti, sia in base a chi le ha create nella serie tv! Le dosi sono indicate in classico stile americano, non ci troverete grammi ma cucchiaini e tazza, ma non preoccupatevi, in fondo al libro c’è una pratica tabella per le conversioni che vi aiuterà a non sbagliare.
Godetevi questo libro immancabile per i veri fan della serie come me, e per una volta non vi dico buona lettura ma buon appetito!


lunedì 17 settembre 2018

Recensione: Un giorno di David Nicholls

Casa editrice: Neri Pozza
Pubblicazione: 24 giugno 2010
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 496
Voto:
È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, l'indomani lasceranno l'università. È il 15 luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, delle sue possibilità economiche e sociali. Ad attendere Emma è invece un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra, nachos e birra, una costante insicurezza fatta di pochi soldi e sogni irraggiungibili. Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d'estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per venti anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Perché quando Emma e Dexter sono di nuovo vicini, quando chiacchierano e si corteggiano, raccontandosi i loro amori, i successi e i fallimenti, solo allora scoprono di sentirsi bene, di sentirsi migliori. Comico, intelligente, malinconico, Un giorno cattura l'energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l'intricato corso dell'amore e dell'amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.



Lettori buongiorno, oggi vi parlo di un altro libro arrivatomi tramite l’iniziativa di scambio libri. “Un giorno”, libro d’amore da cui non mi aspettavo assolutamente nulla… e invece wow! Emma e Dexter sono i due protagonisti e il libro racconta la loro vita, anno dopo anno, lo stesso giorno. Il 15 luglio.
Due vite che si scontrano, si incontrano, si incastrano ma si allontanano sempre. Due vite che passano anni a rincorrersi.



Emma è un personaggio forte e determinato, indipendente, con un carattere tutto suo. Mentre Dexter è il classico figlio di papà, tutto soldi, successo, alcol, droghe e belle donne.
È stato molto bello leggere del loro amore, scoprirlo quando nemmeno loro se lo aspettavano.


La storia è narrata dai punti di vista alternati dei due protagonisti, in modo che il lettore possa entrare al meglio nella loro testa e nei loro sentimenti. Inoltre, ogni capitolo lascia la giusta suspense, lasciando pochi indizi che permettono al lettore di immaginarsi tutti gli episodi non narrati.


Personalmente molte parti le ho trovate un po’ troppo tirate per le lunghe… era chiaro infatti come sarebbero andate a finire le cose… anche se comunque grazie allo stile di scrittura limpido e scorrevole sono passate velocemente anche quelle parti.


Mi ha lasciata molto di stucco il colpo di scena finale, non me lo aspettavo d’avvero, e non ne ho capito davvero il motivo. Per non parlare poi della parte successiva, che forse ha rovinato un po’ il resto della storia.


Nonostante comunque sia stata una bella storia d’amore, mi ha ricordato molto un altro libro simile, che si svolge praticamente nello stesso modo: “9 novembre”. Questo non è stato abbastanza avvincente come quello, ma sicuramente è una storia molto toccante, che vi potrebbe piacere senza ombra di dubbio.





giovedì 13 settembre 2018

Recensione: La neve se ne frega di Luciano Ligabue


Casa Editrice: Einaudi
Pubblicazione: 10 maggio 2016
Genere: distopico
Pagine: 242
Voto:

In un altrove temporale ma nemmeno troppo lontano, la società ha realizzato il migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un controllo totale. Un luogo in cui si nasce vecchi e si ringiovanisce col passare degli anni. Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. Un soffice rigore governa l'esistenza. Tutto secondo il Piano Vidor che garantisce a ciascun individuo bisogni e felicità, così come il diritto ad avere diritti. E godere dei propri diritti è un dovere per tutti. In questa società rigorosa e ovattata vivono Difo e Natura, una coppia felice secondo programma. Lavorano, fanno l'amore, frequentano amici, si divertono con le forme di intrattenimento conosciute. Come tante altre coppie. Ma Difo e Natura sono diversi. Sono destinati a imbattersi nel mistero del venire al mondo. E ad aprire una fatale contraddizione in quel paradiso del Piano Vidor che sembra perfetto.



Ebbene sì cari lettori, avete letto bene, l’autore del libro di cui sto per parlarvi è proprio lui, Ligabue.
Premetto che io amo semplicemente quest’uomo. Ha una visione del mondo che è pazzesca, e ogni volta riesce a raccontarla così semplicemente che ti spezza il respiro.
C’è sempre una canzone, per caso o per fortuna, che è perfetta, che racconta esattamente la tua vita e quello che stai vivendo. È questo il suo dono.


Ligabue ha scritto diversi libri, di poesie principalmente, ma non ricordavo assolutamente che si fosse cimentato in un romanzo distopico. Quando l’ho scoperto, quel libro doveva essere mio. Fortunatamente c’è chi pensa sempre a me e me l’ha regalato, insieme all’edizione illustrata. Se stai leggendo, beh…ancora grazie!
Ma parliamo del libro…


La neve se ne frega è un distopico con una base davvero molto interessante: nel mondo super controllato, le persone nascono al contrario. Nascono da vecchi in una capsula, e ringiovaniscono con il passare degli anni. Ad ognuno viene affidato un partner con in quale passerà il resto della sua vita, ed un lavoro, identificato dal proprio nome. 


Ad esempio, il protagonista si chiama DiFo Sogno. Sogno perché lavora nell’ambito dell’arte e DiFo perché è direttore della fotografia. Ma io ho adorato il nome, anzi cognome della protagonista femminile: Natura!


Molti sono i divieti e i diritti in questo mondo, e Ligabue ce li propone tutti nelle prime pagine del libro. Come far amare fin da subito il proprio libro!
Quindi le basi c’erano tutte, ma poi boh… forse alla fine mi ha un po’ deluso. Mi aspettavo di più, sicuramente mi aspettavo più frasi da sottolineare, come suo solito – ero già pronta con la matita in mano – ma nulla.


Racconta la vita di DiFo e Natura, nella sua bellezza e nel suo dolore. Fra alti e bassi. Ma arrivati alla fine non cambierà nulla. Perché?
DiFo e Natura nel loro piccolo combatteranno la loro battaglia, scopriranno che non esiste un solo modo per venire al mondo, e assaporeranno la gioia e il dolore che si nasconde dietro questo. Ma tutto questo dolore non li porterà a nulla, solo al proprio destino, già scritto.



È un libro particolare, come anche lo stile di scrittura, il protagonista DiFo racconta i fatti in prima persona, ma rivolgendosi sempre direttamente a Natura, quasi come se li stesse raccontando a lei. Particolare molto toccante in certi punti. È un distopico un po’ diverso dai soliti, avventura e azione non sono di certo i primi aggettivi che mi vengono in mente per descriverlo, ma è sicuramente un libro molto riflessivo.


Dentro al mondo perfetto creato dal piano Vidor, che tende alla felicità di tutti gli esseri umani, si nascondono grosse falle che rivelano il senso della vita: non sempre siamo destinati a fare ciò che è stato scritto per noi. E non sempre farlo significa essere felici. Anche se il destino ha la sua puntualità. Spetta poi a noi cercare di cambiarlo.


Nel complesso anche se mi aspettavo di più, è un libro che sta nel mazzo e si fa leggere volentieri. L’edizione illustrata poi è davvero bella. Un libro che anche se nasconde molto poteva regalare molto di più.
Lascio a voi scoprire perché la neve se ne frega…


“Parlami davvero, dentro questo gelo,
sentimi davvero, che non fa più buio,
baciami davvero, che non casca mica tutto il cielo,
che ci stiamo ancora sotto insieme…
che la neve qui fa il suo lavoro.”



martedì 11 settembre 2018

Recensione: Due sirene in un bicchiere di Federica Brunini


Casa Editrice: Feltrinelli
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 24 maggio 2018
Pagine: 224
Voto:

Al b&b delle Sirene Stanche – quattro stanze su un’isola del Mediterraneo nascoste dietro a un portone turchese, una cucina sempre in movimento e una grande terrazza sul mare – non si arriva per caso. Non è in nessuna guida turistica né lo si prenota online o con un’agenzia di viaggio: bisogna scrivere una lettera e motivare la propria richiesta, e poi attendere che una busta azzurra con il simbolo di una sirena giunga a confermare il soggiorno. Lo sanno bene Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara, i cinque nuovi ospiti che approdano sull’isola per una vacanza detox che promette di rimettere in forma corpo e anima, e di aiutarli a trovare le risposte che cercano. Ad accoglierli ci sono Dana, trent’anni e la voglia di migliorare la vita di tutti con un po’ di yoga, meditazione e i suoi celeberrimi centrifugati bio, e Tamara, pittrice di mezza età che ama il mare, il silenzio e la solitudine del suo atelier. Insieme gestiscono la locanda offrendo sessioni di yogaterapia, arte, cucina, chiacchiere e tanto relax, lontano da cellulari e tecnologia. Ma cosa succede quando il passato irrompe scardinando il presente? Da cosa e da chi si nasconde Tamara, tanto da non lasciare mai l’isola? E chi sono Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara? Sono davvero chi dichiarano di essere o mentono, prima di tutto a se stessi? Tra giornate di sole, avventure e una nottata drammatica che tiene tutti con il fiato sospeso, gli ospiti del b&b trasformeranno la loro vacanza in una tregua necessaria in cui riscoprire chi sono e chi vogliono diventare, perché “quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere” e “il momento in cui qualcosa avviene è sempre quello giusto”.  

 

Questo è il programma della vacanza al B&B delle sirene stanche! L’idea alla base del libro è buona, anche se un po’ inverosimile. La lettura è veloce e scorrevole! Purtroppo io tendo a vedere sempre le cose dal punto di vista razionale, prima di farmi coinvolgere dalle sensazioni che dà una storia, quindi il libro mi ha lasciata un po’ perplessa per alcune cose. Ad esempio, se per venire anche solo a conoscenza di questo B&B si deve essere raggiunti dal passaparola come fanno a raggiungere gente in tutto il mondo? Come avrebbe fatto a prendere il via una cosa così particolare all’inizio? Nessuna pubblicità, nessun sito, ci si può affidare al passaparola se si è in una grande città, ma un B&B isolato su un’isoletta dispersa nel mediterraneo…
Poi, secondo me è tutto un po’ esasperato, portato al limite… la “notte drammatica che tiene tutti col fiato sospeso” citata nella trama in realtà non è nulla di che, le frasi di motivazione e incoraggiamento che le due “sirene” donano ai loro ospiti sono molto pretenziose, molto da guru, filosofiche ok, ma non dicono nulla di che anzi di fatto secondo me ogni singolo protagonista arriva da solo alle proprie conclusioni, gli serviva solo una pausa per mettere in chiaro le idee e capire come risolvere i propri problemi. Le due “sirene” gestiscono il B&B propongono soggiorni detox, con sedute di yoga, di meditazione e di purificazione… il che va benissimo col tema della vacanza per rinascere alla base del libro ma mi ha dato un po’ fastidio il loro costante atteggiamento da psicologhe improvvisate Ovviamente è un libro, una storia inventata, però stona un po’, è troppo inverosimile, insomma questi hanno problemi più o meno seri ma si improvvisano psicologhe solo per dare questi consigli da guru che in realtà dicono tutto e nulla. Il libro è pieno di frasi come “i cuori confusi che ospitiamo qui” o il fatto che “le ansie degli ospiti diventavano le sue” che risultano un po’ stantie e esagerate. 

Il romanzo è abbastanza carino, particolare, è bello il richiamo alle lettere scritte a discapito della tecnologia moderna, così impersonale. Purtroppo non ti lascia molto e non è all’altezza delle aspettative che si creano nel lettore quando legge la trama. Non fa riflettere come dovrebbe secondo me fare un libro del genere, le varie storie raccontate in realtà sono affrontate superficialmente e le conclusioni diventano prevedibili. Ci sono molti luoghi comuni, nessun colpo di scena degno di nota, anzi anche il grande mistero che sta alla base della storia risulta ovvio già verso la metà del libro.
Insomma, tanta scena ma poche cose concrete in questo libro. Una lettura leggera, promettente all’inizio ma che poi delude e risulta essere nulla di speciale!

venerdì 7 settembre 2018

Recensione: La distanza tra le stelle di Lily Brooks-Dalton


Casa editrice: Nord
Genere: Narrativa, fantascienza, romanzo
Pubblicazione: 28 settembre 2017
Pagine: 328
Voto:

Augustine ha dedicato la sua esistenza allo studio delle stelle. Non ha mai avuto una famiglia, né un vero amore; ha invece sempre avuto il suo telescopio, lassù, in un osservatorio astronomico nell'Artico. Così, quando scatta un allarme e gli altri scienziati vengono richiamati a casa, lui rifiuta di seguirli: è vecchio, non ha nessuno cui tornare, e ha scorte sufficienti per il tempo che gli resta. Poi le comunicazioni con l'esterno si interrompono e ad Augustine non rimane che guardare il cielo. E attendere. Sully ha sacrificato tutto per diventare astronauta. E la missione dell'"Aether" è stata un successo: lei entrerà nella storia come il primo essere umano ad aver raggiunto l'orbita di Giove. Eppure, quando l'astronave è ormai vicina all'atmosfera terrestre, le comunicazioni con la base s'interrompono. Atterrita, Sully lancia un SOS, sperando che qualcuno lo raccolga. E qualcuno, nell'angolo più remoto della Terra, risponde. Grazie a quel filo invisibile, la distanza siderale tra Sully e Augustine si colma e le loro solitudini s'intrecciano in un rapporto cui entrambi si aggrappano come naufraghi, lontani eppure vicinissimi, entrambi spaventati e stupiti dalla realtà che devono affrontare. E, mentre il mondo sembra scivolare in un silenzio assoluto, i due riscopriranno il vero significato della vita e soprattutto della speranza.
La storia dei due personaggi procede in parallelo, cos’ lontani eppure così vicini. Due vite, quella di Augie, astronomo, e quella di Sully, astronauta. Entrambi sono alle prese con le conseguenze dell’improvvisa mancanza di comunicazioni, tutto il pianeta se ne sta in silenzio. Augie nella sua base di ricerca nell’Artico è completamente tagliato fuori dal resto del mondo, separato da centinaia di Km di tundra ghiacciata da qualsiasi altro barlume di civiltà… sempre che ancora esista qualcun altro oltre a lui. Di certo non va meglio a Sully e i suoi compagni, membri dell’equipaggio della Aether di ritorno da un lungo viaggio che li ha portati fino all’orbita di Giove.

 

Augie è un personaggio davvero notevole, intenso e profondo. Se ne scopre le varie sfaccettature man mano che si legge dei suoi ricordi…dall'infanzia all'adolescenza, dalle avventure al collage alle esperienze lavorative, fino all'auto-esilio nell'Artico. La sua è stata una vita passata con il naso all'insù, ad osservare e studiare quelle stelle così affascinanti sacrificando tutto il resto. I due personaggi sono molto diversi ma condividono così tanto, accomunati da un senso di solitudine ed isolamento che li ha accompagnati per tutta la vita, con le stelle e lo spazio infinito come unica vera fonte di conforto.
E’ un libro veramente bellissimo, l’ho divorato in un pomeriggio e non vedo l’ora di leggere un’altra opera di questa autrice, magari un seguito?? E’ uno di quei libri che ti lascia un senso di smarrimento quando lo finisci, mi ha talmente travolta e rapita che ti lascia spaesato alla fine. E’ un libro che al di là della storia un po’ fantascientifica, ti fa riflettere su temi profondi, sul senso della famiglia, della perdita, della memoria e della solitudine.

 

Molto intenso e complesso, dalle mille sfaccettature. Difficile descrivere appieno cosa si sente leggendo questo libro. Difficile farvi capire quanto sia complessa e intrigante la storia senza dirvi troppo e rovinarvi la lettura.
Un romanzo d’esordio davvero notevole che darà sicuramente vita a una lunga e promettente carriera da scrittrice per quest’autrice veramente brava.

lunedì 3 settembre 2018

Recensione: Un posto nel mondo di Fabio Volo

Casa Editrice: Mondadori
Pubblicazione: 24 maggio 2016
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 224
Voto:



Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali dividi tutto: l'appartamento, la pizza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne. Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell'altra metà di sé. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita. Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all'improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà (a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica.



Buongiorno lettori, sono viva giuro!
Scusate la mia assenza, ma l’estate per me è sempre un trauma! Mille cose da fare e solo 24 ore al giorno a disposizione! Estate = frenesia!


Oggi vi parlo di “Un posto del mondo” di Fabio Volo. Premetto che è un libro che “non ho scelto di leggere” ma m è arrivato tramite un’iniziativa di scambio libri. Probabilmente altrimenti non avrei mai scelto un libro di quest’autore… così a pelle… anche se devo ammettere che il risultato finale non è stato così tremendo come immaginavo.


Il libro racconta principalmente la storia della vita di Michele. Una vita fatta di monotonia e tristi sorrisi, una vita nel posto sbagliato. Fino a quando un evento che sconvolgerà tutta la sua esistenza lo aiuterà a svegliarsi e uscire dal suo bozzolo.
La storia di Michele è abbastanza scorrevole e ci viene raccontata in prima persona dallo stesso. È evidente che durante il so percorso il protagonista subisca una crescita personale notevole, ma boh… l’ho trovato un libro abbastanza piatto e prevedibile, con alcune parti davvero bizzarre e improbabili.
Soprattutto il finale, in cui spiega la scelta di vivere separato, in due case differenti con la “moglie”. Ma in quale vita scusa?!


Dall’altra parte la vita di Michele, (soprattutto grazie all’influenza di due personaggi spettacolari come Federico – sto ancora aspetto il mio Federico che riesca a fare un po’ di luce nella mia vita – e Sophie) nasconde un messaggio ricco di significato: avere la forza di trovare il proprio posto nel mondo. Avere la forza di andare contro tutto e tutti per seguire le proprie idee e perché no, i propri sogni.



Nel libro è stato tutto troppo estremizzato, ma la verità è questa:

Solitamente apprezzo molto le frasi “significative” che gli autori inframezzano qua è la nel libro, com’è questo il caso, mille frasi da sottolineare e ricordare, ma forse anche troppe. Se dovessi scegliere un’altra frase da ricordare sarebbe sicuramente questa: “I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi”.


In conclusione, penso sia un libro “normale”, senza niente di così spettacolare, ma che si fa leggere volentieri. Se vi piacciono le belle frasi è sicuramente da leggere.