giovedì 17 gennaio 2019

Recensione: Dark matter di Blake Crouch


Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Fantascienza
Pubblicazione: 28 febbraio 2017 
Pagine: 368
Voto:

Jason Dessen è un quarantenne sposato con la donna della sua vita, ha un figlio adolescente per il quale farebbe qualunque cosa e insegna in un piccolo college di Chicago. Avrebbe potuto vincere il Nobel per la fisica, ma ha lasciato la ricerca per dedicarsi alla famiglia. E quando un suo ex collega lo invita a una festa, Jason esita ma sua moglie lo spinge a uscire dalla routine. Una serata diversa fuori di casa, gli dice. Una serata molto diversa. Mentre Jason rientra, un uomo mascherato lo costringe a salire su un SUV nero sotto la minaccia di una pistola. «Sei felice della tua vita?» sono le ultime parole che Dessen sente, prima che il suo rapitore lo colpisca facendogli perdere conoscenza. Prima di risvegliarsi legato a una barella e circondato da sconosciuti completamente nascosti da tute anticontaminazione. Prima che un uomo mai visto gli sorrida dicendo: «Bentornato, Jason. Congratulazioni, ce l'hai fatta». Nel mondo in cui si è svegliato, la vita di Jason non è quella che ricorda. Sua moglie non è sua moglie. Suo figlio non è mai nato. E lui non è un anonimo professore ma il genio che ha compiuto un'impresa memorabile. Qual è il mondo dei sogni, questo o l'altro? Come può tornare alla famiglia che ama? Per rispondere, Jason dovrà affrontare un avversario irriducibile: la materia oscura, dentro e fuori di lui. Un thriller inquietante e geniale nel quale Blake Crouch mescola fantascienza e amore, immaginazione e terrore, raccontando le nostre peggiori paure. E crea un personaggio capace di vincerle.
E’ un bel libro, ricco di colpi di scena, dalla trama intricata e affascinante,  non sono riuscita a staccarmi un secondo da questo libro!
Tutto inizia in una normale tranquilla serata a casa di Jason, che come da tradizione si appresta a passare una serata in famiglia senza aver idea che il suo mondo sta per essere stravolto e che si ritroverà catapultato in un’impensabile avventura. Lui è soddisfatto della sua vita tranquilla, del suo lavoro di professore e soprattutto della famiglia che ha creato, ma sa bene quanto gli è costato avere tutto questo… non aver continuato gli studi ha inferto un duro colpo alla sua carriera, e il suo sogno di vincere il Nobel per la fisica è ormai lontanissimo ed irraggiungibile. 

La vita di Jason viene completamente stravolta, in un modo inspiegabile e che va contro ad ogni logica! Si risveglia infatti in un mondo totalmente diverso, in cui la sua vita ha preso una piega differente e la sua famiglia non esiste più! Jason è disperato per aver perso le due persone che gli sono più care al mondo, sua moglie e suo figlio… inizia così un lungo e tortuoso percorso che spero la riporti a casa… per riuscire a tornare a casa dovrà riuscire ad affrontare la “materia oscura” non solo quella fisica ma anche quella che porta dentro di sé.
C’è tutto in questo libro, fantascienza, avventura, suspense e svolte impensabili! Unica pecca, ma può benissimo dipendere dal fatto che a me il romanticismo fa venire l’orticaria, a tratti il libro si fa un po’ troppo sdolcinato…ti verrebbe voglia di dirgli “ok ti manca la tua Daniela ma basta piangersi addosso e struggersi per lei, sii uomo e reagisci!!” In un libro di questo genere questo tocco sdolcinato risulta essere molto pesante.
Questo resta comunque uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi anni, ho amato lo stile di questo scrittore in grado di conquistarti fin dalle prime righe e di non lasciarti più andare.


martedì 15 gennaio 2019

Recensione: D'Ark il gioco dell'alfiere di Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva


Casa Editrice: Planet book
Genere: Noir
Pubblicazione: 30 novembre 2017  
Pagine: 185
Voto:
 

Noir metropolitano ambientato a Rocha, una città afflitta dalla piaga del crimine e dalla corruzione, che ricorda la Gotham City di Batman. E anche a Rocha, come nella celeberrima città fumettistica, il male assume il volto di un uomo, Guignol, capolavoro di malvagità e killer seriale, cui si oppone il paladino del bene e della giustizia, D'Ark, figura avvolta dalla bruma del sogno. In questo contesto si muovono gli altri due personaggi chiave del romanzo: Giorgia Mestri, profiler, e suo fratello Michele, giornalista.
La storia si apre con un caso di omicidio che riprende una serie di delitti commessi da un serial killer che era sparito nel nulla alcuni mesi prima. I due personaggi principali sono Giorgia e Michele, suo fratello. 
Giorgia è una ragazza dolce ma combattiva, gentile ma mai ingenua. È una profiler, un'investigatrice, un lavoro che la porta a investigare e scavare nella vita delle persone. Il suo è un bel personaggio, complesso e completo, dalle mille sfaccettature. 
Michele è il fratello di Giorgia, un giornalista sulle tracce di D'Ark il fantomatico combattente che vigila sulla città di Rocha i cui abitanti sperano possa catturare il killer…ma la loro fiducia è davvero ben riposta? E quale sarà la vera identità di questo personaggio misterioso?
La storia è bella e originale, da leggere tutta d'un fiato. La narrazione è fluida e dinamica perché divisa in due parti che offrono il punto di vista dei due protagonisti. E’ basata sul classico dualismo bene/male con Guignol nella parte del cattivo e D’Ark paladino della giustizia. Ognuno dei due fratelli ha il proprio enigma da risolvere e non si fanno abbattere dalle difficoltà che dovranno affrontare ma vanno avanti a testa alta. Unica pecca la prefazione in cui viene spiegata la politica in vigore nella Nazione, leggerla come prima cosa lascia un po' perplessi e risulta pesante e scoraggiante, ignoratela tanto non è particolarmente importante ai fini della storia, e passate subito alla storia vera e propria, ne vale la pena!
 

lunedì 14 gennaio 2019

Recensione: Il mistero dell'Inquisitore di Evangelisti

Casa Editrice: Mondadori
Pubblicazione: 1997
Genere: Fantasy
Pagine: 292
Voto:

1354: Nicolas Eymerich, il sinistro inquisitore, è in Sardegna con re Pietro IV d'Aragona per soffocare la rivolta di Mariano, giudice d'Arborea. Mariano però ha un alleato potente e misterioso: lo chiamano Sardus Pater, una divinità sconosciuta e terribile... 1942, New York: lo psicologo austriaco Wilhelm Reich si è rifugiato in America per sfuggire ai nazisti e ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Tanto da costringere le autorità a rinchiuderlo in prigione, dove una serie di inspiegabili allucinazioni sembra metterlo in collegamento proprio con Eymerich. Pubblicato per la prima volta nel 1996 nella storica collana "Urania", un romanzo che segna una delle tappe fondamentali nella saga dell'inquisitore Eymerich, protagonista di libri ormai diventati di culto, a metà tra fantascienza e il noir.
Buongiorno lettori, oggi recensione di un libro un po’ diverso dai solito. Questo libro mi è stato consigliato ed imprestato da un amico. Il libro in questione è di Evangelisiti grande scrittore italiano dei generi Fantasy, fantascienza e horror.
Il mistero dell’inquisitore Eymerich è uno dei romanzi in cui si racconta la storia dell’inquisitore Eymerich, uno tra i personaggi più celebri creati dallo scrittore.
Questo libro è diviso in tre racconti, all’apparenza scollegati tra loro, ma in realtà è tutto connesso. Il racconto principale è quello che si svolge nel 1354 ed ha come protagonista il “domenicano” Nicolas Eymerich. Lo seguiamo nelle vicende in Sardegna, insieme al Re, dove deve cercare di soffocare una rivolta, ma Il giudice Mariano ha un alleato potente, che ben presto conoscerà anche il nostro inquisitore. 
L’altra parte del racconto ci parla di Reich, che sfuggito dai nazisti per la sua grande scoperta, l’energia orgonica. In questi capitoli seguiamo la scoperta di questa energia e di come è cambiata la vita dello psicologo, fino alla sua morte.
Le ultime vicende che seguiamo sono i capitoli riguardanti i bambini del futuro. In questi ci troviamo in un futuro non precisato e seguiamo le vicende dei tre quattordicenni che sono stati mandati a Lazzaretto(in Sardegna posto dove si trovano le persone malate)  per insubordinazione. In questo luogo, temuto da tutti, i tre incontreranno un vecchio che sostiene di poter curare tutte le persone li presenti, ma lo dovranno aiutarlo ad entrare nella grotta.

Tutti e tre le parti sono collegate tra loro, grazie alla fonte di energia che L’inquisitore scopre nel 1354. Il romanzo ha caratteristiche un po’ diverse dai romanzi attuali, ma mi ha catturato tantissimo. Una delle parti più interessanti è stata la spiegazione dell’energia orgonica, la grande scoperta di Reich. La storia principale invece a mio parere ci mette un po' ad ingranare, ma dopo qualche capitolo ti conquista. Ho dovuto assolutamente continuare la lettura perché dovevo assolutamente scoprire il grande mistero della gotta di Nettuno.
Premetto che non avevo mai letto nulla dello scrittore, ma dopo questo romanzo penso che andrò in cerca di nuovi romanzi di esso. La storia dell’inquisitore mi è piaciuta e visto che fa parte di una raccolta ad esso dedicata penso che leggerò altri libri.
Non vi voglio svelare molto perché è un libro che va letto e scoperto capitolo dopo capitolo. Ha una scrittura coinvolgente, che anche se all’inizio non mi catturava dopo qualche capitolo ero già presa per questo libro. Non mi resta che dirvi vi consiglio di leggere questo libro, o almeno qualcosa di questo scrittore.


giovedì 10 gennaio 2019

Recensione: Ragazze elettriche di Naomi Alderman


Casa Editrice: Nottetempo
Genere: Distopico
Pubblicazione: 31 agosto 2017
Pagine: 446
Voto: 


In questo romanzo visionario dai toni fantascientifici, Naomi Alderman costruisce una perturbante distopia che è anche una parabola sul potere e sulle sue perversioni. In un tempo imprecisato ma molto vicino al nostro presente, nel mondo comincia all'improvviso a verificarsi uno strano fenomeno: prima le ragazze, e poi le donne in generale, sviluppano la capacità di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche emanate dalle loro mani e attivate da una misteriosa "matassa" collocata sulle clavicole. Si innesca cosi un'inedita gerarchia di potere - in cui gli uomini sono ridotti in schiavitù, seviziati e uccisi - che è anche un'imprevista evoluzione dei rapporti tra i sessi e l'impulso a un nuovo ordine globale, con esiti inarrestabili e catastrofici. "Ragazze elettriche" scompagina il racconto del futuro prossimo e penetra nelle vene della crudeltà che abita ineludibilmente, come uno stigma, la conquista e l'esercizio del potere.



Buon a tutti voi lettori! Quest’anno ho deciso che sarà L’ANNO! Ho in mente tanti obbiettivi e traguardi da raggiungere, molti anche librosi! Per questo vi parlo oggi della mia prima lettura del 2019! Inauguriamo bene l’anno!
Ho ricevuto questo libro per natale grazie ad un iniziativa di scambio libri, un regalo perfetto visto che era proprio nella mia wishlist! Ammetto che ero un po’ timorosa verso questo libro, forse per questo che non mi sono mai decisa a comprarlo! Devo dire invece che ho trovato molto note positive, anche se non mi ha soddisfatta pienamente.


L’autrice credo abbia colto nel segno sotto vari aspetti, che forse mi possono far anche dimenticare le cose che proprio non mi sono piaciute. Questo universo distopico è ambientato praticamente ai giorni nostri, e vede protagoniste le ragazze. Ragazze che sviluppano una matassa, in grado di  lanciare scariche elettriche. Un sorta di potere che ribalta tutti gli equilibri a cui siamo abituati. Un potere che cambierà tutto.



Questo è stato un romanzo molto forte da leggere, che alterna vari spunti riflessivi e sconvolge lentamente. Alcune parti sono state davvero dure da digerire, perché rispettano molto la realtà, solo capovolta! Con gli uomini che hanno paura ad uscire per strada di notte da soli, che non possono guidare le automobile, che vengono derisi e maltrattati. Scene dure, che vogliono far risaltare molti aspetti del potere, che portano comunque alla predominanza del sesso forte.


Tutta la storia è narrata da vari punti di vista, gli attimi sicuramente più intensi sono quelli raccontati da un uomo, Tunde un giornalista, e da una ragazza, ritenuta la più potente, Roxy, soprattutto verso la parte finale del libro. L’autrice ti mete di fronte ad uno scenario apocalittico, che se prima ti fa quasi “sorridere” pensando ad una rivincita delle donne su tutti i campi, alla fine ti sconcerta e ti lascia senza parole. Non è un finale a lieto fine, ma è il finale più giusto che abbia mai letto, grazie ad un escamotage veramente ben riuscito. Certo, avrei voluto saperne di più, ma per la prima volta credo che sia stato corretto lasciare tutto così. Perché per la prima volta mi sono resa conto che in un libro di questo genere non è importante il finale, ma i racconti che ci stanno nel mezzo.


Non bisogna di certo prendere questo libro come un inno alle e per le donne. Ma per quello che è: una denuncia al potere, che dimostra che tutti, di qualsiasi sesso, religione o razza, di fronte ad un potere così grande finiscono per comandare. Perché l’ascesa delle donne sarà esattamente uguale a quella che è stata per gli uomini, se non peggio. Le donne protagoniste non sono certo eroine,  sono meschine, egoiste e violente.  


Nella prima parte del libro si legge di come all’inizio le donne abbiano scoperto questa malformazione genetica, e di come nel giro di dieci anni le cose siano cambiate. Questo grazie ad introduzioni temporali che permettono di scoprire quanti anni manchino al “gran finale”. La seconda resta comunque quella che colpisce di più. Le donne infatti una volta capito il loro potere si trasformano in animali assetati di sangue, con scene di stupri, uccisioni e torture. Scene forti che ti lasciano riflettere. Scene forti necessarie, perché se si sostituisce la parola “uomini” con quella di “donne”, sembra di leggere una pagina di un giornale quotidiano.


Ci sono state delle parti un po’ confusionarie, e molte scene non mi tornano, ma questo è puramente un fatto riguardante la scrittura, che per una volta voglio accantonare. Questa è una storia che merita di essere letta, perché non è la solita storiella. È una storia sul potere, indistinto, che tutto può ma poco fa.



lunedì 7 gennaio 2019

Recensione: Una folle passione di Ron Rash


Casa Editrice: Salani editore
Genere: Narrativa
Pubblicazione:   30 ottobre 2014
Pagine: 403
Voto:

Stati Uniti, 1929: George e Serena Pemberton, appena sposati, viaggiano da Boston alle montagne del North Carolina. Il loro è un sogno più che ambizioso: creare un'impresa destinata a diventare un impero, disboscando le montagne e lavorando il legname. Una nuova vita e una sfida che fin dall'inizio si rivela carica di difficoltà e imprevisti, ma i Pemberton eliminano chiunque possa intralciare la loro avanzata. Anno dopo anno l'impero cresce, mentre i boschi si diradano e la terra sfiorisce. E poco alla volta anche il patto che lega i Pemberton - un patto d'amore, di ambizione, di conquista - comincia a sfaldarsi, spingendo George e Serena verso una sconvolgente resa dei conti. Una protagonista dalla personalità dominante, un marito disposto a tutto pur di essere alla sua altezza... Dal libro è tratto il film omonimo in uscita in Italia.
 
Serena è un personaggio incredibile, forte, orgogliosa, coraggiosa e sicura di sé. E’ in grado di tenere testa a chiunque, soprattutto a suo marito e agli uomini che la sottovalutano, cosa davvero non da poco considerando che il libro è ambientato nel 1929! E’ razionale e sicura delle proprie capacità, “mostrare emozioni non è nella sua natura” è la frase che meglio la rappresenta, è cos’ fredda e distaccata da apparire quasi crudele e insensibile. E’ un personaggio molto complesso e intrigante proprio perché diverso dalla solita protagonista femminile di questo genere di romanzi.

In generale la storia mi è piaciuta, soprattutto per l’ambientazione naturale e storica ma anche per gli intrighi e le molte sfide che i Pemberton devono affrontare per riuscire a raggiungere il loro sogno di una nuova vita.
La storia tra Serena e George è veramente strana, non si capisce se si amano o se è solo per interesse che stanno insieme perché hanno questo grande sogno comune di creare un impero del commercio del legname e sono entrambi disposti a superare qualsiasi ostacolo si ponga tra loro e il loro sogno.
La narrazione scorre fluida, lo stile è bello, però alcune parti sono troppo prolisse. Nel complesso è una storia originale e molto ricca di descrizioni e dettagli. C’è però questa abbondanza di scene extra che fanno da contorno alla storia principale che a mio parere potevano essere evitate. Il problema è che la trama è già molto ricca di suo e non necessita di queste scene extra che distolgono l’attenzione del lettore dalla storia principale. Io avrei evitato queste scene che non portano a nulla e sono fini a se stesse, inoltre allungano una storia già molto lunga, infatti il libro supera le 400 pagine. 
Il libro è comunque una piacevole lettura, ho avuto modo di vedere anche il film e come al solito sono riusciti a rovinare una bella storia, ma non avevo dubbi!