martedì 15 gennaio 2019

Recensione: D'Ark il gioco dell'alfiere di Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva


Casa Editrice: Planet book
Genere: Noir
Pubblicazione: 30 novembre 2017  
Pagine: 185
Voto:
 

Noir metropolitano ambientato a Rocha, una città afflitta dalla piaga del crimine e dalla corruzione, che ricorda la Gotham City di Batman. E anche a Rocha, come nella celeberrima città fumettistica, il male assume il volto di un uomo, Guignol, capolavoro di malvagità e killer seriale, cui si oppone il paladino del bene e della giustizia, D'Ark, figura avvolta dalla bruma del sogno. In questo contesto si muovono gli altri due personaggi chiave del romanzo: Giorgia Mestri, profiler, e suo fratello Michele, giornalista.
La storia si apre con un caso di omicidio che riprende una serie di delitti commessi da un serial killer che era sparito nel nulla alcuni mesi prima. I due personaggi principali sono Giorgia e Michele, suo fratello. 
Giorgia è una ragazza dolce ma combattiva, gentile ma mai ingenua. È una profiler, un'investigatrice, un lavoro che la porta a investigare e scavare nella vita delle persone. Il suo è un bel personaggio, complesso e completo, dalle mille sfaccettature. 
Michele è il fratello di Giorgia, un giornalista sulle tracce di D'Ark il fantomatico combattente che vigila sulla città di Rocha i cui abitanti sperano possa catturare il killer…ma la loro fiducia è davvero ben riposta? E quale sarà la vera identità di questo personaggio misterioso?
La storia è bella e originale, da leggere tutta d'un fiato. La narrazione è fluida e dinamica perché divisa in due parti che offrono il punto di vista dei due protagonisti. E’ basata sul classico dualismo bene/male con Guignol nella parte del cattivo e D’Ark paladino della giustizia. Ognuno dei due fratelli ha il proprio enigma da risolvere e non si fanno abbattere dalle difficoltà che dovranno affrontare ma vanno avanti a testa alta. Unica pecca la prefazione in cui viene spiegata la politica in vigore nella Nazione, leggerla come prima cosa lascia un po' perplessi e risulta pesante e scoraggiante, ignoratela tanto non è particolarmente importante ai fini della storia, e passate subito alla storia vera e propria, ne vale la pena!
 

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