mercoledì 16 giugno 2021

Recensione: Ciao per sempre di Corinna De Cesare



Casa editrice: Salani

Genere: Narrativa contemporanea 

Pubblicazione: Aprile 2021

Pagine: 160

Voto: 



Possiamo davvero dire addio a una persona, a un posto che abbiamo amato o che ha fatto parte di noi?

Per il funerale della nonna, Margherita è costretta a tornare a Collina d’Oro, il luogo dov’è cresciuta negli anni Novanta, con i terreni coltivati che danno al paese “quel nome fiabesco e anche un po’ ridicolo perché d’oro ci sono solo infinite distese di spighe di grano”. Ad attenderla ci sono la sua vecchia casa, l’amica d’infanzia che non ha più voluto incontrare, il primo amore dal quale è scappata senza spiegazioni. Rivederli significa fare i conti con quindici anni di silenzi e di bugie, ammettere la possibilità del dolore e affrontare verità sopite per troppi anni, provando a riconciliarsi con gli strappi della vita. Perché c’è una crepa in ogni cosa e da lì entra la luce.

Con una scrittura schietta e usando la propria geografia personale.




Buongiorno lettori, eccomi a parlarvi di un libro che letto per una collaborazione con Salani. 

Devo ammettere che con questo libro ho fatto un po fatica, perchè è stato il classico libro mi aspettavo una cosa e ne ho trovata un altra,  ma non proprio piacevole. 

La storia racconta la storia di Margherita, che torna al suo paesino di origine per partecipare al funerale della nonna, e li ricorderà il suo passato, le sue amicizie e i suoi amori. 

Partiamo da una nota negativa, il racconto non riusciva a prendermi.  Personalmente sono molto attaccata al mio paesino di origine (tanto che ho deciso di rimanere a vivere qui) quindi rivedevo certi aspetti delle protagonista, come il sentirsi a casa, ma non riuscivano a toccarmi molto. 

Nel racconto abbiamo molti episodi che riguardano il passato e non è sempre chiaro al lettore in quali si parla del passato in quelli del presente. 

I personaggi li ho trovati tutti molto piatti, non avevano molto spessore e sono altamente dimenticabili. 

L’idea della storia in sé non è male, ma per mio gusto è stata una storia poco incisiva, molto improntata sul passato e meno sul presente futuro. 

C’è una sorta di mistero legato ad un uomo che segue Margherita, interessante ma poco intrigante. 

Questa sarà una piccola recensione, ma sicuramente è stato un libro che mi ha lasciato davvero poco.



giovedì 20 maggio 2021


Casa editrice: Mondadori

Genere: Gialli, narrativa 

Pagine: 256

Pubblicazione: aprile 2021

Voto: 




Nonostante le profonde diversità, Bella e Kate sono amiche fin da bambine: Bella, introversa e insicura, vive all'ombra di Kate che invece ha imparato a utilizzare il suo fascino per manipolare le situazioni e si nutre dell'ammirazione dell'amica. Quando i genitori di Kate si trasferiscono in un'altra città, Kate tradisce la promessa di rimanere in contatto con Bella e sparisce. Molti anni dopo, si trovano a vivere nello stesso quartiere, entrambe adulte e sposate: Bella è un'artista affermata, Kate invece un'attrice di scarso successo, ma basta un attimo perché Bella ricaschi nella rete magnetica e pericolosa di Kate. Con il passare dei mesi la spirale di ambiguità della loro amicizia diventa sempre più feroce fino a degenerare durante una festa, dove Bella, complice l'amica, perde completamente il controllo. Una sera che segnerà per sempre il destino delle due donne con esiti drammatici.




Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che mi è stato inviata dalla casa editrice Mondadori che ringrazio sempre. 

Il libro in questione è un genere che personalmente non leggo molto. Un giallo dalle sfumature leggere, un amicizia malata, un rapporto non sano che mette radici fin dal passato delle due donne. 

Il romanzo narra la storia di Kate e Bella, amiche fin da bambine che si perdono in tarda adolescenza per poi ritrovarsi da adulte. Non svelo molti particolari perché la loro vita, il loro trascorso va scoperto man mano nella lettura. 

Quello che mi è piaciuto molto del libro è la visione di questo rapporto. 

Il rapporto tra Bella e Kate è la parte centrale del libro ed è molto enigmatico. Kate ha una personalità molto forte fin da subito, mentre Bella è molto più timida ed introversa. La loro amicizia appare come una molto solida fin da bambine. 

Dopo aver preso strade diverse a diciassette anni si perdono di vista per ritrovarsi a quarant’anni. 

La loro amicizia si alterna a momenti belli e momenti estremamente problematici. Kate ha un'influenza negativa su Bella, e quest'ultima non riesce ad accorgersene. 

Quando Bella capirà che quello che l’amica fa e consiglia non è davvero per il suo bene sarà un pò troppo tardi. 


Sicuramente del libro ho apprezzato la visione di un amicizia non sana, ma che non è così facile da scovare. Quando ci fidiamo di una persona siamo molto cechi, non vediamo nitidamente quando le cose non sono così belle. 

Tuttavia il romanzo non mi ha fatto impazzire, ci sono momenti un pò morti e alcune cose non mi hanno convinta. 

C’è una scena in particolare che è anche fondamentale, ma non viene spiegato molto bene. Anche se in un secondo tempo ci viene narrata nuovamente non si intuisce bene come accada il fatto.

Lo stile di scrittura non ha nulla di particolare ma non mi è dispiaciuto.  


In conclusione è un libro che consiglio se volete leggere una storia leggera, senza grandi colpi di scena, e con una storia di amicizia problematica.



venerdì 7 maggio 2021

Recensione: Le figlie del dragone di William Andrews


Casa editrice: beat

Genere: Narrativa; narrativa storica

Pagine: 303

Pubblicazione: 2020

Voto: 



Nata in Corea e adottata da una coppia di americani quando aveva solo cinque mesi, la ventenne Anna Carlson non ha mai avvertito il desiderio di cercare la donna che l'ha messa al mondo. Ma dopo la morte di Susan, la sua madre adottiva, Anna sente la necessità di raggiungere la Corea per conoscere le sue origini.

Nell’orfanotrofio di Seoul in cui la giovane si reca per avere notizie del suo passato, tuttavia, la attende un’amara verità: sua madre è deceduta vent’anni prima, nel darla alla luce.

Pronta a ripartire senza le risposte che cercava, Anna viene avvicinata da un’anziana con i capelli grigi legati in una treccia, che le mette in mano un pacchettino. All’interno c’è un foglio con un indirizzo di Seoul, scritto in un corsivo elegante, e un pettine in cui è intagliato un drago con il dorso d’oro massiccio. Qual è il significato di un dono tanto prezioso?

Recandosi all’indirizzo scritto sul foglio, Anna non solo scoprirà che la donna, Hong Jae-hee, è la sua nonna materna, ma verrà a conoscenza della sua drammatica storia.

Una storia che ha inizio nel 1943, quando Hong Jae-hee e la sorella maggiore, Soo-hee, vengono reclutate dall’esercito giapponese per lavorare in una «casa di conforto», dove diventano ianfu, «donne di conforto», ovvero prostitute, schiave sessuali dei soldati giapponesi. Resistere all’orrore diventerà, per le due sorelle, l’unico modo per sopravvivere…


   


    Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlavi di un libro che mi  ha conquistata, vale a dire le figlie del dragone. 

Ho iniziato questo libro, attirata dalla trama e dal consiglio di Stefania ( https://www.instagram.com/stefania_siano/) e dopo le prime pagine la storia mi aveva già catturato.


All'inizio del libro conosciamo Anna, che insieme a suo padre adottivo si reca in Corea alla ricerca della madre naturale, ma arrivando a destinazione scopre l’amara verità della morte della madre. Dopo aver conosciuto la sua nonna materna, scoprirà anche le sue vere origini e le origini della sua famiglia.


Parto col dire che la storia di Anna per quanto mi riguarda è solo il contorno del libro, la vera protagonista è lei Jae-hee, la nonna materna di Anna, che con un tuffo nel passato ci farà rivivere la sua storia. 

Personalmente la prima metà del libro la reputo perfetta, è la parte della storia che più mi ha interessato e coinvolto. 

Iniziamo il cammino nella memoria di Jae-hee quando lei e sua sorella maggiore, durante la seconda guerra mondiale, vengono prese dai giapponesi e con la scusa di andare a lavorare in una fabbrica vengono portate in questa “casa di conforto”. In questi duri anni la protagonista viene obbligata a prestare “conforto” ai soldati giapponesi e quindi verrà stuprata e maltrattata da essi. Questo primo quarto del libro è molto forte. Vengono descritte violenze, non solo sessuali, che venivano inflitte alla ragazze presenti nella casa di conforto. 

Jae.hee è una delle poche ragazze che riusciranno a scappare da questo inferno e da lì racconterà la sua vita, altrettanto difficile, altrettanto dura. 

Non vi dirò nulla di più perchè è un libro che va scoperto man mano. 

Ad alleggerire la storia c’è il racconto del pettine con il dragone. Questo è un oggetto molto prezioso e potente, che la nostra protagonista conserva da una vita intera ed ora è pronta per passarlo ad Anna. Ma quando la polizia scopre che Anna possiede questo oggetto le cose si fanno sospette. Lo stato della Corea vuole il pettine, ma Anna capirà che quell’oggetto così misterioso vale moltissimo. 


La cosa che mi ha colpito, sone le conseguenze di quello che i militari giapponesi hanno fatto a queste ragazze. Jae-hee per una vita intera viene vista come sbagliata,per quello che ha fatto e per quello che ha subito,che è una cosa disgustosa! Lei ha semplicemente cercato di sopravvivere.


Nel libro si tratta sia il periodo della seconda guerra mondiale sia il dopoguerra, tra Giappone e Corea, tra Corea del Nord e del Sud. 

Come avrete capito la storia mi è piaciuta molto, i personaggi sono ben caratterizzati, si capisce la sofferenza di ognuno di loro. 

Lo stile di scrittura l’ho trovato molto appropriato con il testo, semplice e diretto, senza troppi fronzoli. L’autore è stato molto bravo nel descrivere scene molto forti, senza entrare in troppi dettagli, ma facendoti sentire quello che in quel momento provava la nostra protagonista. 

In questo libro, parliamo di una storia vera, reale, cose che nel nostro passato sono successe, e che purtroppo sono state sepolte per molto tempo.


Infine questo è un libro che consiglio, anzi stra consiglio, ma non è affatto una lettura leggera. Ognuno di voi sà che cosa riesce a leggere e cosa no, quindi lo consiglio ma decidete in base alla vostra personalità, perché qui troverete contenuti molto forti sia fisici che psicologici.








lunedì 19 aprile 2021

Recensione: La donna dalla gonna viola di Imamura Natsuko

Casa editrice: Salani 

Genere: Narrativa - Thriller 

Pubblicazione: marzo 2021

Pagine: 160

Voto: 

Tutti i pomeriggi la donna dalla gonna viola si siede sulla stessa panchina del parco di una grande e anonima città giapponese e mangia una brioche alla crema, mentre i ragazzini che giocano lì intorno fanno a gara per attirare la sua attenzione. La donna dalla gonna viola non lo sa, ma ogni suo movimento è seguito di nascosto dalla donna dal cardigan giallo, la voce narrante, sempre attenta a controllare che cosa mangia, dove va, con chi parla. La donna dalla gonna viola è single, abita in un piccolo appartamento di periferia e svolge lavori temporanei, proprio come la donna dal cardigan giallo, a cui nessuno, però, sembra prestare attenzione. Chi sono davvero queste due donne, i cui unici tratti comuni sembrano essere la precarietà e la solitudine? Con la scusa di voler diventare sua amica, la donna dal cardigan giallo riesce a far assumere la donna dalla gonna viola nella sua stessa agenzia di pulizie che lavora per un hotel. E qui le loro strade si intersecano in modo drammatico e imprevedibile.

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che mi è stato gentilmente inviato dalla salani che ringrazio. 

Devo ammettere che alla fine di questa lettura ho riflettuto molto sul significato di questo libro, perchè non ne avevo capito bene il senso, ma andiamo con ordine. 


La donna dalla gonna viola è la storia di due donne, una ossessionata ed una ignara. Mentre la donna dalla gonna viola vive la sua vita, la donna dal cardigan giallo è ossessionata dalla prima.

Questo è un racconto breve, ma devo ammettere che nella prima parte non avevo proprio capito dove l’autrice volesse andare a parare. 

La storia in sè è veramente troppo scialba. Non c’è suspance, non c’è azione insomma va bene come lettura di un pomeriggio, ma nulla di più. 

Alcuni atteggiamenti e pensieri della donna con il cardigan giallo fanno riflettere, ma devo ammettere nulla di così coinvolgente. 

La struttura del romanzo è molto basica, e non sono riuscita ad empatizzare per nulla con i personaggi. Anche lo stile di scrittura l’ho trovato poco incisivo, non  coinvolgente, oserei dire fin troppo pacato.

Alla fine della lettura mi sono chiesta cosa avessi letto, qual era il significato del libro. 

Dopo riflessioni e ricerche ho ho capito che il significati è proprio l’ossessione, la solitudine lo stalking. 

Il romanzo rientra nella categoria thriller psicologico, ma personalmente lo trovo molto più sul genere di narrativa, in quanto non mi ha trasmesso nessuna emozione, nessun brivido inquietante. 

Questo è un libro che si fa leggere senza troppe pretese, e lo consiglio maggiormente a chi è affascinato dallo stile e cultura  giapponese.



mercoledì 7 aprile 2021

Recensione: Storia di due anime di Alex Landragin



Casa editrice: Nord editore

Genere: Narrativa, Racconti

Pagine: 400

Pubblicazione: settembre 2020

Voto: 

A Parigi, una ricca collezionista incarica un uomo di rilegare insieme tre manoscritti, composti in epoche diverse e da mani diverse. A una condizione: non leggerli. Ma quando viene a sapere che la donna è morta - qualcuno dice assassinata - il rilegatore rompe la promessa. Rimane così colpito - e turbato - dalla lettura dei manoscritti che decide di pubblicarli col titolo di "Storia di due anime". "L'educazione di un mostro". Dopo essere stato investito da una carrozza, Charles Baudelaire viene soccorso e portato in una villa subito fuori Bruxelles. Anche se lui non l'ha mai vista, la misteriosa padrona di casa dimostra di conoscere il suo passato fin troppo bene. E gli fa una proposta inquietante... "La città fantasma". A Parigi, davanti alla tomba di Baudelaire, un uomo e una donna s'incontrano per la prima volta. Lui è un rifugiato tedesco, lei - Madeleine -, un'enigmatica appassionata di poesia. Con l'esercito nazista ormai alle porte, la città viene evacuata, ma i due decidono di restare. E, in quei giorni di passione, Madeleine gli racconta una storia incredibile: la storia di due anime che si perdono e si ritrovano da quasi due secoli. E poi gli chiede di partecipare a un'asta, dove si venderà il manoscritto di un racconto inedito di Charles Baudelaire, "L'educazione di un mostro". L'uomo la asseconda, rimanendo così invischiato in una serie di brutali omicidi che sembrano portare la firma dell'esclusiva - ed elusiva - Société Baudelaire... "I racconti dell'albatro". È la storia di Alula, colei che ricorda, e di Koahu, colui che dimentica. Una storia che comincia al tramonto del XVIII secolo, in una sperduta isola del Pacifico, e si dipana fino ad arrivare a Parigi, nel 1940, davanti alla tomba di Charles Baudelaire, dove il cerchio si chiude. O forse no…





Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che appena uscito è spopolato sul bookstagram, ovvero Storia di due anime.

Partiamo subito con il dire che questo libro ha due chiavi di lettura. Il modo tradizionale di leggere un libro, oppure utilizzando il metodo della Baronessa, che consiste nel saltare avanti e indietro per il libro, intrecciando i racconti, secondo lo schema lasciato dalla baronessa ad inizio libro. 

Io ho letto il libro con un gruppo di lettura e abbiamo deciso di leggere con l’ordine della baronessa, come avevo intenzione di fare al momento dell’acquisto del libro. 


Della trama non vi posso dire molto, è una di quelle storie che si devono scoprire man mano, che si costruisce leggendo. 

Abbiamo queste tre storie, apparentemente diverse tra di loro, che in qualche modo sono legate. Due anime che ci rincorrono nel tempo. 

Il libro in generale mi è piaciuto, una lettura molto piacevole, che fa venir voglia di continuare, ma non è sicuramente un libro perfetto. 

Lo stile l’ho trovato molto fluido e scorrevole, e nonostante il modo inusuale della lettura del libro si ripercorre benissimo la storia senza mai perdere il filo della trama. 

I personaggi, a modo loro, sono ben caratterizzati, anche se non comprendo certe scelte che fanno.


Alla fine della lettura però mi è rimasto un pò l’amaro in bocca. C’è un finale molto aperto e questo mi ha un pò deluso. Quindi si un buon libro ma con un finale un pò deludente. 


Un altra cosa che mi ha un pò deluso sono i nomi famosi tipo Baudelaire, che sono messo un po così a caso, forse per contestualizzare meglio il periodo storico, 

La storia in sè è molto bella e interessante. Tradizioni, amori ed intrighi sono fatti davvero bene. 



In conclusione consiglio questo libro a tutti, in particolare  a chi si vuole approcciare ad un libro da leggere in modo non tradizionale, perché resta una storia fluida e leggibile da tutti. 








martedì 23 marzo 2021

Casa editrice: Edizione e/o

Genere: Narrtiva Fantasy 

Pubblicazione: Novembre 2020

Pagine: 300

Voto: 


Fra la vita e la morte esiste una biblioteca.

Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l’occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Le sembra di aver deluso le aspettative di tutti, comprese le proprie. Ma le cose stanno per cambiare.

Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all’aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca.

Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita? 



Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che è entrato nella mia wishlist appena annunciata la traduzione, ovvero la biblioteca di mezzanotte di Matt Haig. 

Matt Haig è uno scrittore che adoro, del tipo leggerei tutto quello che scrive, però devo ammettere che questo non è stato il suo libro migliore. 

Forse spinta dal tanto parlare di questo libro e mi aspettavo un capolavoro, ma l’ho trovato un libro nella media e nulla di più. 


Abbiamo la storia di Nora, una ragazza poco più che trentenne, che dopo l’ennesima giornata no decide di farla finita, ma invece di morire subito verrà catapultata nella biblioteca di mezzanotte dove avrà la possibilità di rivivere le sue svariate vite. 

La storia è molto carina, tutti in un momento della vita ci siamo chiesti e se invece di questo sceglievo quello, cosa sarebbe cambiato? Se proseguo l’università? se abbandonavo? Se inseguivo il mio sogno? 

Ecco a Nora viene data la possibilità di vivere molto vite, le sue vite, cambiando ogni sua decisione, ma non sempre quello che immaginiamo è quello che si trasforma in realtà. La realtà può essere diversa, ci sorprende, ci mette davanti imprevisti. 


Uno dei punti a sfavore del libro è il suo non avere colpi di scena e ad un certo punto essere abbastanza ripetitivo. Ad un certo punto diventa quasi meccanico, lei entra in una vita, il lettore capisce subito che qualcosa non va, lei torna alla biblioteca. 

Un punto a favore sono le tematiche, Nora all'inizio ha paura di vivere, mentre pian piano attraversando vite, e concetti, arriverà ad avere paura di morire. 

In questo libro si affrontano tematiche importanti, la depressione, i disturbi mentali ed il suicidio. 

Queste argoemntaziobi molto pesanti, a mio parere sono trattate in un modo soddisfacente, non troppo pesante ma neanche troppo banale. 

Lo stile dell’autore è perfetto, scorrevole ed evocativo. 


Consiglio questo libro un pò a tutti, perchè tutti noi ci siamo sentiti un pò come Nora, almeno in una giornata, avverto però che è un libro abbastanza piatto e lineare senza nessun grande colpo di scena.



Recensione: L'arte di restare a galla di Valentina Ferrari

Casa editrice: Mondadori

Genere: Narrativa

Pubblicazione: Febbraio 2021

Pagine: 180

Voto:

 

Amelia è stata una bambina studiosa e responsabile, poi un'adolescente studiosa e responsabile e oggi è una quasi trentenne delusa e responsabile. Tra sette giorni compie trent'anni e la sua nuova occupazione preferita è stilare liste dei suoi fallimenti. L'ultima è venuta più lunga del previsto: abita nella cantina dei suoi genitori, per mantenersi scrive articoli di tendenza per una rivista hipster, ma siccome è sottopagata deve anche portare a spasso il cane della vicina tre volte al giorno e fare la cameriera in un pub del centro pieno di adolescenti ubriachi. È circondata da amici che si sposano, accendono mutui e mettono al mondo figli, mentre lei è confusa e incapace di dare una direzione alla sua vita, di distinguere i suoi desideri dalle pressioni della società.

E come se tutto questo non fosse abbastanza, il direttore della rivista ha deciso di metterla alla prova, chiedendole di scrivere un assurdo pezzo sulla storia vera di trentamila paperelle di plastica finite in mezzo all'oceano dopo un incidente navale. La consegna naturalmente è fissata tra sette giorni.Parte così il conto alla rovescia: Amelia ha sette giorni per scrivere l'articolo più cool della sua carriera ed evitare di essere licenziata, sette giorni per cercare di capire se è ancora innamorata - e di chi - e cosa vuole veramente dalla vita: meglio continuare ad annaspare o tuffarsi e lasciarsi trasportare dalla corrente?




Buongiorno a tutti lettori, oggi vi parlerò di un libro che non mi ha convinto, uno di quei libri che dalla trama promette bene, ma una volta letto resti con  l’amaro in bocca. 

Innanzi tutto ringrazio la Mondadori per la copia digitale del romanzo. 


Amelia, la nostra protagonista, arrivata alla soglia dei trent’anni vede la sua vita ad un punto morto; il fidanzato che si ostina a scrivere solo poesie non trovando un lavoro economicamente più stabile, le amiche che si sposano o fanno figli, tre lavori contemporanei per portare a casa qualche soldo, ed infine il capo della rivista in cui lavora le assegna un articolo che proprio non riesce a scrivere. Da qui Amelia inizia a rendersi conto che la vita non era quella che aveva sperato per lei, capisce che qualcosa deve cambiare. 

Devo ammettere che il mio grande problema con il libro è proprio la protagonista e la sua storia. Lei la trovo immatura, noiosa e in certe situazioni molto arrogante. é invidiosa delle amiche, e quando loro le dicono che per anni loro sono state invidiose perchè lei era “la ragazza che vogliono tutti “, ma che è tutto superato e voglio solo il suo bene, lei che fa le insulta!! Che maturita! Trovo che se ha trent'anni le tue amiche da una vita di dicono che una volta erano invidiose e nonostante tutto sono sempre lì, per dare conforto, non è proprio il caso di insultarle. 

Le assegnano un articolo, queste famose paperelle disperse in mare, e al posto di pensare, fare ricerche o capire come scrivere lei se ne lamenta con tutti quelli che conosce. 


Quando ho iniziato il libro mi aspettavo la storia di una ragazza sui trent'anni alla ricerca di se stessa, della sua identità non ancora trovata. Invece qui mi sono trovata una ragazza che capisce che nella sua vita c’è qualcosa che non va, ma non fa nulla per cambiare. Ci sono i suoi amici del parco, quattro anziani che conosce portando a spasso i cani della vicina, che le danno sempre consigli, ma lei di sua iniziativa non fa nulla se non lamentarsi! 

Cosa che invece non mi è piaciuta dello stile di scrittura sono stati i tanti, troppi, dialoghi in dialetto romano. Io adoro quando si parla in dialetto, ma devo ammettere che qui sono un pò troppe le parti in dialetto. Per il resto il libro non è scritto male, lo stile è fluido e scorrevole.

All’interno del libro troviamo una storia d’amore molto prevedibile e che si vede arrivare come un razzo. sapete che non sono un'amante delle storie d’amore e quindi non mi ha detto nulla la parte romantica del libro.


in conclusione questo non è un libro che consiglio a tutti, se volte una storia leggera senza troppe pretese fa per voi, altrimenti potreste restare delusi come  è successo a me.