venerdì 22 febbraio 2019

Parole in Giacca e Cravatta: Madame Bovary di Gustave Flaubert




Prima pubblicazione: 1856
Genere: Classico
Casa editrice: Newton Compton
Pubblicazione: 22 maggio 2014
Pagine: 320
Voto:



Giovanissima e ingenua, Emma si affaccia alla vita credendo che il matrimonio sia il coronamento di ogni sua aspirazione all'amore. Ma quando, dopo aver sposato Charles, scopre che la realtà è molto diversa dalle aspettative e che i sogni romantici rimarranno solo fantasie, sceglie di percorrere una strada diversa: quella della passione e della perdizione, trascorrendo le sue giornate alla ricerca del piacere e del lusso. Così tra feste raffinate e appuntamenti galanti Emma si perde in un destino non suo, molto lontano da quello che aveva immaginato.



Buongiorno amici lettori! Eccoci tornati con il nostro appuntamento mensile sui classici! Questo mese parliamo di Madame Bovary!
Nonostante sia contenta di aver fatto questa lettura il libro non mi è piaciuto per niente! Stroncato in pieno! A partire dalla trama, che non è proprio nelle mie corde, per finire con lo stile, prolisso e a mio parere noioso!


È un classico vero, ma anche i classici si possono bocciare, e io non ho paura di farlo!
La storia racconta della vita di Emma, a mio parere una pazza isterica, e delle sue vicissitudini amorose, come credo sappiate già tutti! Non entro nei particolari, ma questo libro non mi ha portato proprio nulla.


Emma viene descritta da Flaubert come una donna infelice, lamentona e a tratti ignobile, in realtà la descrive così bene da fartela odiare sin dalle prime pagine! Emma non combinerà nulla nella sua vita, se non piagnucolare e spendere tutti i soldi del suo povero marito, Charles Bovary. Un uomo mediocre, senza gli attributi e probabilmente con due enormi fette di pizza (scusate, ma il salame non mi piace) sugli occhi!
Come vi accennavo la trama non mi ispirava molto, e lo stile di Flaubert non mi ha aiutato per nulla! Pecca soprattutto nelle descrizioni ambientali, così piatte a mio avviso da sembrare liste della spesa. Con i personaggi se la cava decisamente meglio, visto che probabilmente il suo scopo era farceli odiare quasi tutti!




Non mi ha trasmesso nulla questo libro, se non una sofferenza in monde per cercare di finirlo nei tempi stabiliti! Andavo avanti ormai solo per forza di volontà e inerzia! Anche il finale, che ha catturato l’attenzione di molti, mi ha lasciata pressoché indifferente, come se stessi leggendo l’etichetta di uno shampoo sotto la doccia! Alla fine ero solo contenta di essere arrivata al’ultima pagina.


Il ritmo del racconto e l’atmosfera creata dall’autore non mi sono per nulla piaciuti, probabilmente perché non mi sono arrivati a dovere, così come il messaggio, anche se per l’epoca in cui è stato pubblicato l’autore ha avuto un bel coraggio, andando contro chiesa e società. Infatti dopo la pubblicazione Flaubert creò un tale scandalo che portò a definire la sua protagonista un’eroina. Io mi trovo assolutamente contraria a questo aggettivo, anche per l’epoca. Floubert subì anche un processo, ma venne poi scagionato.  È bene ricordare che per scrivere questo romanzo prende spunto dalla vita reale, creando così un rappresentazione fedele dei costumi di provincia e di una vita quotidiana quanto tragica.


Voi invece l’avete letto? L’avete amato, odiato o state nel mezzo? Fatemelo sapere 😇😘




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