venerdì 13 luglio 2018

Recensione: Livido di Francesco Verso

Casa editrice: Delos Books
Pubblicazione: 12 giugno 2013
Genere: distopico
Pagine: 251
Voto:


Peter Pains è un "trashformer", un ragazzo di strada che vive cercando oggetti di valore nel kipple, il mare dei rifiuti che sommerge ormai intere porzioni di territorio. È disabile a causa di un incidente, ma questo non gli impedisce di avere un sogno: Alba, una bellissima ragazza che lavora nel suo quartiere e che lui si accontenta di sognare da lontano.
Ma Alba non è come lui: è nexumana, una persona la cui mente è stata caricata su un supporto informatico e il cui corpo è interamente artificiale.
La vita di Peter Pains cambia un drammatico giorno quando la gang di teppisti guidata da suo fratello, che odia i nexumani, rapisce Alba e la fa barbaramente a pezzi.
Da quel momento Peter Pains avrà due soli obiettivi: recuperare tutti i pezzi per ricostruire la sua amata Alba.
E la vendetta.

Buongiorno cari lettori! Sto per parlarvi di un altro acquisto fatto alla fiera del libro. Un acquisto da cui mi aspettavo molto, soprattutto perché è stato l’autore in persona a spiegarmi la sua trama. Livido, di Francesco Verso è un libro complicato e difficile, forte e rude, che ti sbatte in faccia la realtà, nuda e cruda.


Il protagonista è Peter, innamorato di Alba, una nexumana – i nexumani sono robot su cui ognuno può caricare la propria vita e personalità una volta che sarà morto – troppo bella e grande per lui. un giorno assiste alla sua completa distruzione, Alba viene uccisa, fatta letteralmente a pezzi, e lui con lei.
Il libro quindi racconta del resto della vita di Peter, una vita alla ricerca di quei pezzi che gli sono stati rubati, per ricostruire Alba e darle ancora l’ennesima possibilità di vita.



Non è stato un libro facile da leggere, sia per la storia che per lo stile di scrittura. molte volte ho dovuto rileggere delle righe per capire di cosa stava parlando l’autore – per i termini utilizzati ma anche perché gli episodi descritti – un vero casino. È successo anche che rinunciassi perché proprio non riuscivo a capire che cosa voleva comunicare. Il tutto accentuato dalle parole forti, senza mezzi termini, utilizzate per descrivere questo mondo distopico in cui tutto è ambientato.


La spazzatura – o meglio la parla – ha ormai preso il sopravvento su tutto il resto, inondando il paese in ogni suo angolo disponibile. Non basta nemmeno la tecnologia avanzata per far fronte alle condizioni disastrose in cui versa l’ambiente. Questo è un messaggio forte e chiaro nei confronti del lettore e di tutto il mondo. Un messaggio che sa di futuro, e che di certo non va sottovalutato. Da buona forestale non posso che ringraziare l’autore per l’ideale da lui lanciato – che si avvicina molto al mio – perché infondo se rispetti l’ambiente, lui rispetterà te.


Ma la storia boh… è stata davvero troppo noiosa, ci ho messo settimane a finirlo perché non avevo proprio voglia di leggerlo. Peter è un protagonista debole e ripetitivo, che passa tutta la sua esistenza a crogiolarsi nel proprio dolore e sconforto. A cercare quei pezzi che altro non sono che palta.
Pochi colpi di scena e trepidazione, ma solo tanta voglia che si mettesse fine alla sua sofferenza - e un po’ anche alla mia - che si arrendesse o che finalmente ritrovasse la sua felicità.


Il suo amore morboso è stato davvero pesante, ad un certo punto sono stata quasi tentata di abbandonare la lettura. Invece poi con molto pazienza sono riuscita ad arrivare alla fine, ad un epilogo che non mi è ancora ben chiaro, e che sicuramente mi ha lasciato dentro molte domande.
Purtroppo mi capita spesso che i libri da cui mi aspetto molto mi deludano profondamente, e questo è uno di quelli. 


giovedì 12 luglio 2018

Recensione: In viaggio contromano di Michael Zadoorian


Casa editrice: Marcos y Marcos
Pubblicazione: maggio 2009
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 283
Voto: 

Poche storie, Ella e John hanno deciso: partiranno. Chi se ne frega dei divieti e delle ansie dei figli, al diavolo medici, paramedici, rompiscatole che ti ammorbano a suon di esami prescrizioni precauzioni. Ella ha più problemi sanitari di un paese del Terzo mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme "formano una persona intera". Di cose grandiose, se ne possono fare anche all'ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba a ogni cautela, ogni pallosa ragionevolezza, a ottant'anni suonati Ella e John balzano sul loro camper - un vecchio Leisure Seeker - e attraversano l'America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano a base di cocktail vietati, hippies irriducibili, diapositive all'alba, malviventi messi in fuga. Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie, sogni ,paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà... perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamente grande , fino all'ultimo chilometro.


Buongiorno lettori 😊
Avete presente l’amore che tutti noi sogniamo? Quello vero, sincero, che dura una vita. Avere al nostro fianco la persona con cui condividere la vita, creare una famiglia e invecchiare insieme?! Ecco io tutto questo l’ho vissuto con Ella e John protagonisti del romanzo In viaggio contromano.
Questo libro l‘ho scoperto grazie a Booktube, e devo dire che non potrei che esserne più felice. La storia di Ella e John mi ha conquistato fin da subito. I nostri due protagonisti, vecchietti un po’ pazzi, hanno deciso di partire anche contro la volontà dei figli e dei medici. Affronteranno la loro ultima vacanza, viaggiando in camper, lungo la straordinaria e leggendaria Route 66 che attraversa tutti gli stati uniti.
John ha l’alzheimer, quindi tante volte non capisce neanche quello che stanno facendo. Mentre Ella ha un tumore da cui non potrà mai guarire. Allora che senso ha aspettare la morte a casa?! E così partiranno per questa bellissima avventura. 
Durante il racconto non viaggiamo solo sulla Route 66, ma anche nella loro memoria, nel loro passato.
Nel libro infatti vengono descritte le bellezze che trovano e incontro sulla strada, fast food, sculture, musei, e altre bellissime cose che un giorno spero di vedere!!! Ma oltre a questo viene descritta la loro storia, la loro vita. Scene che fanno commuovere, i bimbi piccoli, le domeniche in famiglia e questi bellissimi ricordi, che alla fine, fanno parte di tutti noi.
Questo è sicuramente un libro emozionate. Devo ammettere che pensavo più a un libro straziante, invece è dolce, tenero, racconta di una vita vissuta insieme e delle difficoltà di essa.

Non mi dilungherò troppo per non farvi spoiler e per lasciarvi godere appieno questa bellissima avventura.
Una cosa che ho amato davvero sono state le scene serali. Ogni sera, in qualsiasi campeggio o Hotel si trovassero Ella e John, collegavano il proiettore e guardavano le foto della loro vita insieme. Io sono romantica su queste cose, ma ragazzi credetemi da vecchia spero di poterlo fare pure io! Foto di vacanze insieme, dei figli, vacanze con amici, paesaggi che vale la pena essere ricordati, insomma le foto di una vita vissuta con una persona al proprio fianco.

Lo stile di scrittura del libro è molto semplice. La storia viene narrata in prima persona da Ella, e questo ci permette di capire molto bene il carattere forte e tosto della donna. Ho apprezzato tutto di questo libro e penso che ognuno di noi possa leggere questo libro con una chiave diversa. Per esempio  io che sono molto giovane, spero e sogno un amore così, di riuscire a costruire una famiglia, e una vita insieme al mio fidanzato. Letto da una persona più adulta può essere spunto di riflessioni diverse e magari meno romantiche. Insomma a mio pare un libro bellissimo per tutti, ma con significati diversi per chiunque lo legga.

PS: Ho già chiesto al mio fidanzato di portarmi a fare un viaggio sulla Route 66, ma per ora aspetto 😉

martedì 10 luglio 2018

Recensione: Oracoli di Alessandra Leonardi

Casa editrice: NPS Edizioni
Pubblicazione: 24 maggio 2018
Genere: storia / avventura
Pagine: 100
Voto:

Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell’Italia, infine i Romani: sussurri divini nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.
Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in “Porpora”, “Il dono dell’aruspice”, “Sibilla” e “I libri fatali”.


Buongiorno readers! Voi credete nei segni e nelle premonizioni? Io non molto, credo che ognuno di noi sia l’artefice del proprio destino, tutto dipende dalle nostre scelte, e nessuno può prevederle. Ma questa non è certo l’idea del libro di cui sto per parlarvi. Un libro che si basa proprio sulla divinazione.


“Oracoli”, edito NPS Edizioni - giovane casa editrice nata da poco ma che promette molto bene, che tra l’altro ringrazio fortemente per questo libro - ci svela, tramite quattro racconti diversi, l’importanza che la divinazione ha avuto nel nostro passato. Fenici, Etruschi, Ellenici e Romani, sono questi i popoli che parlano attraverso le pagine del libro, in un mix di miti, storia e fantasia.


Si tratta di un libricino molto scorrevole che ho letto in un paio d’ore, dai toni classici ma spensierati. Si è rivelata una lettura davvero piacevole, senza troppe pretese, che per un pomeriggio mi ha catapultata nella nostra antica storia. Molti sono i sottili riferimenti storici, che lasciano una nota di serietà tra le righe di questo libro.



Sono quatto racconti in qualche modo collegati tra loro, che nonostante il loro contenuto non mi sia dispiaciuto non mi hanno convinta fino in fondo.  Ognuno è fine a sé stesso, con quattro diversi protagonisti che intraprendono la loro strada verso la divinazione, in base alle usanze del secolo. Ma fine. Non ci ho trovato nessun messaggio morale o avventure strabilianti, nessun colpo di scena. Quattro racconti abbastanza piatti che anche se scritti veramente bene mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca.


Non sono proprio riuscita a capire l’intento dell’autrice, che forse a questo punto voleva solamente rendere nota la storia della divinazione italiana, ma poteva comunque fare molto meglio, aumentare un pochino la suspense e l’attenzione del lettore. È sicuramente un’autrice da tenere d’occhio, perché ha chiara la sua strada, quella dei romanzi storici. Deve solo implementarla un pochino di più.


Nel complesso comunque non mi è dispiaciuto, ho scoperto cose che non conoscevo, e questo è sempre bello, soprattutto quando un libro in qualche modo ti lascia qualcosa dentro...
Se avete voglia di una lettura non troppo impegnativa ma con qualche nota interessante e istruttiva, questo è il libro che fa per voi.




lunedì 9 luglio 2018

Recensione: Silenzio stampa di Sonia Perin


Casa Editrice: Lettere animate
Genere: Thriller
Pubblicazione: 13 dicembre 2017
Pagine: 220
Voto:

Da Venezia a Londra, da Stoccolma a Parigi. L’Isis non conosce confini. Un pericoloso agguato minaccia la Corona Reale inglese, che il Califfo Salem Abbi ha designato come suo obiettivo per far capire al mondo chi comanda. A sostenerlo, infiltrati insospettabili pronti a tutto. Spetta all’ex agente segreto Asia Colmar e all’ex terrorista Simon Fjòdor, già protagonisti de La tela russa, sventare l’attentato nell’assoluto riserbo. Nulla, neppure un dettaglio deve trapelare. Asia e Simon dovranno quindi agire su due fronti: salvare la Corona e difendersi dalla sete di vendetta del Califfo.
“Silenzio stampa” è il seguito di “La tela russa” (qui la recensione) ma sono comunque romanzi autoconclusivi quindi potete leggerli tranquillamente anche separati!
A me questo libro è piaciuto molto, ti conquista già dalle scene iniziali! Asia, ex agente segreto, affronta paure e minacce che in quanto agente per lei sono all’ordine del giorno, ma il vero istinto coraggioso viene fuori quando una persona a te cara ad essere in pericolo! Questo aspetto di Asia colpisce subito al cuore, è forte e coraggiosa!
Questo libro è così, ti conquista già dalle prime pagine e non ti lascia più andare. Ti catapulta subito nel vivo dell’azione e tocca temi importanti e molto attuali, perché la lotta al terrorismo è senza tempo e senza tregua.

Asia entra a far parte di una nuova agenzia dove, lontano dai vincoli e dalle problematiche dei servizi segreti, è possibile concentrare gli sforzi su lavori investigativi meno pericolosi… o almeno così spera Asia.
Un pericoloso agguato minaccia la Corona Reale inglese dietro c’è il Califfo Salem Abbi che vuole dimostrare al mondo il suo potere! Il Califfo ha un solo scopo, distruggere e terrorizzare gli “infedeli” e purtroppo ha molti sostenitori… Asia dovrà sventare questa terribile minaccia e salvare la corona ma allo stesso tempo deve riuscire a difendere se stessa e la sua famiglia dalla terribile voglia di vendetta del Califfo. Il libro è bello, anche se a volte si perde un pò il filo perchè i personaggi sono tanti e la storia salta da una situazione all'altra molto velocemente. Tratta temi molto attuali, il tema del terrorismo certo, ma anche il tema dell'immigrazione mi ha colpita molto in quanto è uno dei modi con cui i terroristi provano ad entrare nascosti, nel paese. Quante persone arrivano ogni giorno sulle nostre coste?Quanti tra loro sono davvero disperati e bisognosi d'aiuto? Quanti invece si nascondono tra la folla pronti a minacciare il nostro paese?

venerdì 6 luglio 2018

Recensione: La profezia del drago di Roberta Barrottu


Genere: Fantasy
Pubblicazione: 8 maggio 2015
Pagine: 137
Voto:

Ian e Kate, amici fin dall’infanzia un giorno  incontrano un drago che gli confessa che loro sono i prescelti di una profezia, per la quale devono salvare la dimensione di provenienza del drago.
Pronti per un tuffo nel medioevo accompagnati nientemeno che da un maestoso drago?!
Questa è la storia di una ragazza, Kate, che affronta il suo epico destino, già definito perché oggetto di una profezia. Ma non per questo il suo futuro sarà meno misterioso e inaspettato! Per quanto il futuro possa essere già scritto Kate scoprirà che le sorprese e le avventure sono sempre dietro l’angolo. Per quanto il punto d’arrivo sia già definito dalla profezia, Kate scoprirà che la vita si costruisce giorno per giorno e che anche le profezie possono sorprenderci avverandosi nei modi più inaspettati. Credo che la morale di questo libro sia che per quanto si possa credere di avere davanti un futuro già definito, bello o butto che sia, il destino ci riserva sempre delle sorprese!
Dovrà tirare fuori tutto il suo coraggio e la sua forza per affrontare il suo destino e salvare il mondo dei draghi! Per fortuna avrà a fianco il suo amico Ian anch’esso uno dei prescelti della profezia!
La storia è molto bella, leggera anche se non manca l’azione, si legge in un attimo! 
Personalmente avrei modificato un po’ l’inizio, troppo semplice anche per una fiaba, è troppo “i draghi non esistono! Oh guarda un drago spaventoso! Andiamo con lui!” Avrei preferito qualcosa di un po’ più realistico, in modo che la storia fosse più verosimile, anche perché non è un draghetto alla Eragon piccino e appena uscito dal suo uovo, ma un colosso!
Avrei preferito anche un finale diverso, più sviluppato, con più azione, più battaglie a degna conclusione del libro! Invece trovo che sia stato un po’ sacrificato e sbrigativo.
Molto bella la storia tra Ian e Kate, amici fin da piccoli e in quella timida fase in cui stanno per scoprire cosa c’è davvero tra di loro e quale sentimento li unisce, non vi svelo troppo ma è stato molto bello e dolce leggere di come il loro rapporto cresce e si sviluppa. A parte qualche piccolo difetto, come nel finale, è stata davvero una piacevole lettura! Un salto in un mondo parallelo medievale, con archi, spade, magia e popolato nientemeno che da draghi!!

giovedì 5 luglio 2018

Recensione: Ogni giorno di David Levithan


Casa Editrice: Rizzoli
Genere: Narrativa rosa 
Pubblicazione: 24 aprile 2013
Pagine: 370
Voto:



Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr'ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quello che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s'innamora a sua volta dell'anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge...


Svegliarsi ogni giorno in un corpo diverso. Ma ve lo immaginate? Come leggere ogni giorno un libro diverso senza però mai arrivare alla fine.
Purtroppo – o per fortuna – ho la malsana abitudine di andare a leggermi i libri da cui vengono tratti alcuni film che mi interessano, prima di andare a vederli al cinema. È proprio il trailer di uno di questi che mi ha spinto tra le pagine di “Ogni giorno”, romanzo che mi ha spezzato un po’ il cuore.


Come avrete ben capito, il protagonista è A una persona – entità?! – che ogni singolo giorno si risveglia nel corpo di un altro, e ci rimane per ventiquattro ore. È sempre stato così, e per quanto ne sa lui sarà sempre così. Fino ad oggi cercava di vivere la sua vita come un’opportunità, un modo per arricchirsi e sperimentare il più possibile. Fino ad oggi gli sembrava un’occasione unica, non desiderava altro. Fino ad oggi, in cui ha conosciuto Rhiannon.


Questo è l’inizio del libro, un inizio sicuramente accattivante e pieno di aspettative. Un inizio che mi ha subito catturata. Il libro non è molto lungo e si fa leggere velocemente. Racconta appunto la vita di A dopo l’incontro con Rhiannon, dopo essere stato per un giorno nel corpo del suo fidanzato. Racconta dell’amore che nasce tra i due e dii tutte le difficoltà che saranno costretti ad affrontare ogni nuovo giorno. Ogni giorno come se fosse il primo.


Mi aspettavo un libro un pochino diverso, magari più profondo e ricercato. La storia è carina, ma anche se ti prende non ha nulla di particolarmente sorprendente o eccitante. Rimane abbastanza piatto senza praticamente nessun colpo di scena. Anche se il messaggio di sottofondo è chiaro, non ho ben capito dove l’autore volesse andare a parare. Rimane gusto un sottofondo che sicuramente poteva essere integrato in maniera migliore.


Infatti A si risveglia in corpi diversi, anche – e soprattutto – per sesso e razza. Un giorno è un uomo e quello dopo una donna. Non sempre si sente a suo agio con il proprio corpo del momento, a con il tempo ha imparato ad essere sé stesso sempre, indipendentemente dal ruolo che dovrebbe svolgere quel giorno. Questo può essere un bel punto di riflessione, su intolleranze sessuali o razziali che vengono abbattute da una personalità così forte, ma doveva essere approfondito maggiormente. Viene giusto citato in un paio di righe, niente più. Peccato.


I personaggi comunque mi sono piaciuti e in alcuni momenti mi hanno anche emozionato. A è palesemente l’incarnazione del ragazzo perfetto che non potrà mai esistere, mentre Rhiannon è la classica ragazza insicura su tutto e tutti. Una bella accoppiata.


Sono curiosa di scoprire come hanno interpretato il film, non dev’essere stato facile visto anche il finale che l’autore sceglie – finale che non approvo per niente.
Speravo ci fosse almeno un seguito visto le ultime pagine da bocca aperta e imprecazioni, ma a quanto pare no, è solo stata riscritta la stessa storia dal punto divista di Rihannon. Non penso che lo leggerò…


È stata comunque una lettura piaceva e leggera – a tratti un po’ mielosa – che mi accompagnato nelle ore più noiose a lavoro, ma che probabilmente dimenticherò presto. 


lunedì 2 luglio 2018

Recensione: Wolf la ragazza che sfidò il destino di Ryan Graudin


Casa Editrice: De Agostini
Genere: Distopico
Pubblicazione: 12 aprile 2016
Pagine: 330
Voto:

È il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque
lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…
Ricordate di quando a scuola vi raccontavano di come il Reich muoveva guerra contro l’Europa? Di quando c’era l’orrore dei campi di concentramento e la minaccia nazista era al suo culmine? E se quello non fosse stato il culmine? Se le cose fossero andate diversamente, se fossero addirittura peggiorate….e se Hitler alla fine avesse vinto? Se avesse conquistato Europa e Africa fino ad arrivare a unire i proprio territori con quelli degli alleati giapponesi? Questo è il terribile mondo in cui vive il Detenuto 121358ΔX, età 6 anni, esperimento 85…
questa per loro è Yael, una tra le tante bambine arrivate al campo di concentramento e scelta per prender parte come cavia ad un terribile esperimento che le stravolgerà la vita.
E’ il 1956, l’alleanza tra le amate naziste e quelle giapponesi non lascia scampo e mezzo mondo è sotto il loro dominio. Alla ricorrenza della celebrazione per la Grande Vittoria, le due capitali sono usate come tappa iniziale, Germania, e finale, Tokyo, di una corsa motociclistica che vede venti atleti a contendersi la vittoria percorrendo più di ventimila chilometri in moto. Yael, ormai cresciuta, deve partecipare alla gara e vincerla…non per il premio finale, non per l’onore e la gloria ma perché solo il vincitore può partecipare al ballo che conclude la gara e avvicinare abbastanza Hitler da ucciderlo pubblicamente e scatenare finalmente la rivolta.
Gli esperimenti subiti da bambina le hanno lasciato un dono speciale e ora lei può mutare il proprio aspetto e somigliare a chi vuole. Può quindi impersonare Adele, la vincitrice della gara dello scorso anno, lei che era stata addirittura invitata a ballare dal Führer e che quindi potrà avvicinare senza destare sospetti…ma vincere la gara non sarà facile e richiederà tutta la sua forza e il suo coraggio! Dovrà inoltre affrontare il passato di Adele e soprattutto Felix, il suo fratello gemello.
E’ uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi anni, veramente appassionante! Storia e fantasia si fondono a dare origine ad un libro unico, che vi assicuro non riuscirete a smettere di leggere! Non vedo l’ora di leggere il seguito, a brevissimo la recensione!